Roberto Ragazzoni è specializzato nello sviluppo di strumentazione astronomica, in particolare nel campo dell'ottica adattiva e telescopi a grande campo di vista da terra e dallo spazio. È inventore, tra gli altri, del sensore a piramide e dei telescopi FlyEye e MezzoCielo. È Professore Ordinario all'Università degli Studi di Padova e dal 2024 è Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Biografia Si laurea in astronomia nel 1990 presso l'Università degli Studi di Padova dove diventa Ricercatore Astronomo nel 1992. Lavora inizialmente allo sviluppo del Telescopio Nazionale Galileo (TNG) sotto la guida di Cesare Barbieri dove si occupa del sistema di ottica attiva e dell'allineamento del telescopio.

Trascorre un periodo importante presso lo Steward Observatory dell'Università dell'Arizona, a Tucson, sotto la guida di Roger Angel nel 1995, dove concepisce il sensore a piramide. È Principal Investigator dello strumento di ottica adattiva a bordo del TNG che utilizza per la prima volta il sensore a piramide in campo astronomico e contribuisce al suo utilizzo in campo oftalmologico.

Diventa Astronomo Ordinario nel 2001 presso l'Osservatorio astrofisico di Arcetri dell'INAF dove lavora nel gruppo di Piero Salinari. È esperto del disegno ottico di telescopi a grande campo di vista da terra e dallo spazio.

Svolge attività di ricerca nel campo dell'ottica adattiva a grande campo di vista presso l'Università della California, San Diego nel 1999 e presso il Max Planck Institut für Astronomie di Heidelberg (Germania) dove sviluppa nuovi tipi di sensori di fronte d'onda per aumentare il campo di vista della correzione adattiva, attività che culmina con la verifica positiva in cielo di un sensore di sua invenzione di tipo "layer oriented" nello strumento MAD.

Contribuisce al disegno ottico della Wide Angle Camera di OSIRIS a bordo della missione Rosetta dell'ESA. Contribuisce inoltre al disegno e alla realizzazione dei due Primi Fuochi del telescopio Large Binocular Telescope (LBT) che vedono la prima luce nel 2008 e del disegno finale dei telescopi di PLATO, la sonda spaziale ESA che sarà lanciata in orbita Lagrangiana con un Ariane 6 nel 2027 per scoprire pianeti di tipo terrestre attorno a stelle di tipo solare. Concepisce i telescopi FlyEye assieme all'industria nel 2013 e MezzoCielo nel 2019, entrambi telescopi con campi di vista molto superiori a quelli dei tradizionali telescopi Schmidt.

Dal 2018 al 2023 è stato Direttore dell'Osservatorio astronomico di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. In qualità di Presidente dell'INAF ha preso parte a iniziative scientifiche e istituzionali per lo sviluppo della ricerca astronomica italiana. Ha inoltre rappresentato l'Ente in contesti nazionali e internazionali, intervenendo su temi quali la regolamentazione delle costellazioni di satelliti per tutelare le osservazioni astronomiche e la partecipazione italiana a grandi progetti come l'Einstein Telescope e telescopi di nuova generazione. Inoltre ha promosso occasioni di dialogo con rappresentanti di altri istituti di ricerca e istituzioni scientifiche all'estero.

Riconoscimenti Vincitore del Premio Wolfgang Paul della Fondazione Alexander von Humboldt nel 2001 Vincitore del Premio Gal Hassin nel 2012 Vincitore insieme a Piero Salinari del Premio Antonio Feltrinelli per l'Astronomia nel 2016, conferito dall'Accademia Nazionale dei Lincei, per il contributo italiano allo sviluppo di tecnologie di ottica adattiva di eccellenza internazionale Vincitore della Medaglia Gamow conferita dall'Università nazionale di Odessa I. I. Mechnikov nel 2026 Socio dell'Accademia dei Concordi di Rovigo dal 2012 Socio corrispondente dell'Accademia Galileiana di Padova dal 2016 Eletto socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei nel 2019 Socio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti dal 2021

A Roberto Ragazzoni è stato dedicato l'asteroide 10590 Ragazzoni.

Note

Voci correlate Istituto nazionale di astrofisica Ottica adattiva

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