Biografia Nacque il 15 dicembre 1879 a Elbasan, nel vilayet di Manastir dell'Impero ottomano, in una famiglia vicina ai Biçakçiu; suo padre, Ibrahim Dakli, era stato infatti maggiordomo e poi kethüda dei Biçakçiu. Si diplomò nel 1895 presso una rüşdî a Elbasan, lavorando poi come stagista presso il servizio finanziario locale e superando nel 1907 un esame come impiegato a Manastir. Nonostante il suo ruolo nell'amministrazione ottomana, fu tra i promotori di un movimento contro i Giovani Turchi, venendo catturato dagli ottomani insieme al fratello Hysen e picchiato pubblicamente in piazza. Partecipò attivamente anche alla raccolta fondi per l'apertura della Scuola Normale di Elbasan.

Tra il 1912 e il 1914 fu consigliere presso il Ministero delle finanze mentre nel 1914 fu consigliere del Ministro degli affari interni Aqif Biçakçiu, lasciando il paese nello stesso anno dopo la prima rivolta di Haxhi Qamili.

Nominato Sindaco di Elbasan nel 1916, fu Ministro delle finanze per un paio di mesi tra ottobre e dicembre 1921. Nel 1923 fondò il settimanale letterario ed economico Ura e Shkuminit, promuovendo il movimento politico As i beut, as i pashës (ovvero "né il bey, né il pascià") di orientamento democratico e progressista.

Lasciò nuovamente il paese nel 1924 dopo il fallimento della Rivoluzione democratica di Fan Noli, stabilendosi in Austria e poi a Zara, in Dalmazia, facendo ritorno a Elbasan solo nel 1929; nello stesso anno divenne Sindaco di Durazzo, rimanendo in carica fino al 1937, anno in cui tornò a ricoprire il ruolo di Sindaco di Elbasan fino alla sua elezione nel 1939 all'Assemblea costituente.

Dopo l'invasione italiana dell'Albania fu internato il 2 dicembre 1940 a Firenze, tornando in patria dopo 10 mesi. Dopo l'armistizio di Cassibile, durante l'occupazione tedesca, fu eletto deputato dell'Assemblea nazionale.

Nel dopoguerra fu perseguitato dal regime socialista, che nel 1945 gli impose il pagamento di una somma pari a circa franchi d'oro e nel 1947 l'amministrazione comunale di Elbasan dispose il sequestro della sua abitazione. Si suicidò il 2 novembre (o 2 ottobre) 1947, due giorni prima della scadenza del termine di 15 giorni per abbandonare la sua abitazione sequestrata. Lasciò orfani i suoi tre figli: Hilmi, divenuto poi giudice della Corte costituzionale, Petrit, divenuto un noto ingegnere elettrico, ed Et'hem, insegnante nonché padre di Engjëll Dakli, ingegnere meccanico nonché deputato, ministro e Sindaco di Elbasan.

Alla sua memoria è stata dedicata una scuola superiore di Elbasan e una strada a Durazzo.

Note

Categoria:Sindaci di Durazzo Categoria:Deputati albanesi Categoria:Sindaci di Elbasan