Creò la prima cartolina artistica slovena da stampare.

Biografia Contesto familiare Avgusta Šantel nacque nel 1876 a Gorizia in una famiglia slovena con una forte coscienza nazionale. Sua madre Avgusta von Aigentler (1852–1935), nota come Avgusta Aigentler Šantel, era una pittrice i cui ritratti erano molto rinomati nella Gorizia dell'epoca e sarebbe stata una docente di pittura nella scuola superiore femminile della città; suo padre Anton Šantel (1845–1920) era un professore di matematica e fisica di scuola superiore. Ebbe sei fratelli, tre dei quali sopravvissero fino all'età adulta: la pittrice Henrika Šantel (1874–1940), il pittore e compositore Saša Šantel (1883–1945) e Danica Šantel (1887–1920), insegnante e pittrice amatoriale.

Formazione La prima insegnante d'arte di Avgusta Šantel fu la sua stessa madre. Nelle sue memorie avrebbe scritto che da bambina trascorreva ore a studiare con interesse immagini, cercando di memorizzarne i dettagli e immaginando come disegnarle. Dal 1882 al 1890 frequentò la scuola elementare a Gorizia e dopo la fine della scuola iniziò a prendere lezioni di violino. Nel 1891 iniziò la scuola magistrale, in cui si diplomò nel 1895.

Insegnamento Nel 1896 ottenne un incarico da insegnante nella prima scuola slovena di Gorizia, e nel 1897 fu assunta in un istituto sloveno privato della città. Nel 1898 superò l'esame per insegnare nelle scuole medie. Nel 1900 trascorse un semestre a Vienna presso la Kunstschule für Frauen und Mädchen, dove fu sua professoressa la pittrice austriaca Tina Blau. In questo frangente soggiornò dalla sorella della madre, la matematica Henrietta von Aigentler, e da suo marito, il fisico Ludwig Boltzmann. Lì conobbe l'architetto Ivan Jager, che la spinse a creare una cartolina da stampare, dopo aver appreso che nell'estate del 1898 aveva realizzato delle cartoline litografiche in pezzi unici da spedire a sua sorella Henrika a Monaco, dove stava studiando. Avgusta Šantel disegnò una cartolina pasquale; nell'aprile precedente alla Pasqua 1900 a Vienna arrivò la sua prima copia stampata a suo nome, considerata la prima cartolina artistica slovena.Rientrata da Vienna, nel 1901 insegnò per un anno a Vransko. Nel 1902 si trasferì a Slovenska Bistrica, dove insegnò per due anni, poi nel 1904 a Pola, per lavorare alla Marinenschule, un istituto femminile per le figlie del personale della marina, dove sarebbe rimasta per quattordici anni, fatte salve alcune interruzioni. Infatti nel 1907 e nel 1908 studiò in una scuola di belle arti e arti applicate di Monaco; frequentò un corso serale di disegno dal vivo con il pittore tedesco Wilhelm von Debschitz e perfezionò le sue nature morte floreali nella scuola privata della pittrice austriaca Margarete Stall. Nel 1908 e nel 1909 prese parte a corsi estivi di pittura nel Tirolo e in Bavaria. Nel 1909 superò l'esame che la abilitò a insegnare violino nelle scuole. Per anni avrebbe insegnato violino e si sarebbe esibita in concerti d'ensemble. Durante la prima guerra mondiale lasciò Pola e trovò rifugio da un'amica nella bassa Carniola, rientrando più in là in città. Nel 1916 e nel 1917 insegnò nel campo rifugiati di Steinklam. Nel 1920 ottenne il ruolo di insegnante di disegno e di canto a Sušak. Nel 1922 fu assunta alla scuola media femminile di Maribor, dove avrebbe lavorato per dodici anni. Lì fu molto attiva sul fronte musicale, suonando il violino e collaborando con la sezione di Maribor della società musicale slovena Glasbena matica. Nel 1923, dopo la morte del padre e della sorella Danica, sua madre e sua sorella Henrika si trasferirono da lei. Ultimi anni di vita e morte Nel 1929 sua madre e sua sorella si trasferirono a Lubiana. Avgusta Šantel andò in pensione nel 1933 e le raggiunse. Non si sposò e non ebbe figli. Continuò a produrre opere artistiche in modo prolifico. Sua madre morì nel 1935 e sua sorella cinque anni dopo. Tenne la sua prima mostra personale nel 1955, esponendo a Lubiana i propri acquerelli, che avrebbe riesposto in un'altra esposizione successiva. Morì a Lubiana nel dicembre 1968

Arte Lavorò con pittura a olio, acquerelli, pastelli e matite colorate; si cimentò inoltre con la xilografia e la linoleografia. Disegnò anche fantasie per pizzi e merletti. I suoi soggetti furono rappresentati principalmente da paesaggi, vedute dai luoghi in cui viveva e nature morte floreali; furono più rari ritratti e composizioni. Le xilografie erano perlopiù dedicate ai paesaggi. Le sue opere mostrano caratteristiche della pittura en plein air, tratti di realismo e cura dell'armonia cromatica. Rispetto ai suoi oli, le sue stampe si distaccavano dal realismo con chiaroscuri più intensi e forme dinamiche che creavano un'atmosfera più romantica. Alcune delle sue opere, in particolare le xilografie, hanno un carattere di risveglio della coscienza nazionale.

Fu membro del club artistico Vesna (Umetnostni klub Vesna), che annoverava tra i suoi esponenti i fratelli Henrika e Saša, la sua futura cognata Ruža Sever Šantel, il pittore Maksim Gaspari, lo scultore Svitoslav Peruzzi, la pittrice Melita Rojc, l'illustratore Hinko Smrekar e lo scultore croato Ivan Meštrović. Con il club partecipò a una mostra nella prima mostra d'arte jugoslava del 1904 a Belgrado.

A Maribor entrò a far parte del club Groha, che aveva tra i membri il pittore Viktor Cotič, il generale e poeta Rudolf Maister, sua sorella Henrika, l'artista e insegnante Špelca Mladič, la pittrice ceca Ludmila Kleinmondová e lo scultore Nikolaj Pirnat. Con il Groha partecipò alla quinta mostra di arte iugoslava del 1922, sempre a Belgrado, e a un'esposizione di artisti sloveni Hodonín (nell'attuale Repubblica ceca) nel 1924.

Nel 1966 aveva registrato nel suo libro mastro 739 opere vendute o donate, a fronte di una produzione ancora più cospicua, dal momento che non registrava le xilografie e le linoleografie.

Nel suo diario scrisse che a Pola era mal visto dipingere all'aperto, perciò aveva organizzato un suo studio domestico. Curò con dovizia di particolari la rappresentazione della vegetazione, avvalendosi della creazione di un apposito erbario personale. Le sue opere sono conservate dalla famiglia, dalla Galleria nazionale della Slovenia, dalla galleria d'arte di Maribor e da numerose collezioni private.

Mostre Sue opere furono esposte per la prima volta in una mostra collettiva nel 1900 a Lubiana. Tenne solo due mostre personali, ma prese parte ad altre esposizioni collettive a Lubiana, Gorizia, Bled, Maribor, Celje, Osijek, Novi Sad, Čačak, Hodonín, Pazin, Trieste, Dubrovnik, Zagabria, Belgrado, Monaco e altrove. Con il gruppo femminile Ženska mala atanta espose in Iugoslavia, Cecoslovacchia e Romania.

Memorie

Scrisse delle memorie dei suoi primi anni di vita, illustrate da suoi disegni e da fotografie correlate al contenuto. Spomini na otroštvo ("Memorie d'infanzia") furono pubblicate nel 1966, in none puntate, nel settimanale Tedenska tribuna, supplemento del quotidiano Slovenski poročevalec. All'epoca era la più anziana pittrice slovena. Nel 2006 le sue memorie furono ripubblicate insieme a quelle della madre e del fratello nel testo Življenje v lepi sobi.

Note

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