Pınarbaşı Gölü è un sito archeologico situato nei pressi del villaggio di Süleymanhacı, a circa 40 km dalla città di Karaman, nell'omonima provincia nella regione dell'Anatolia centrale, in Turchia.

Storia Il sito fu abitato dal XIV millennio a.C., nel neolitico, fino al VII secolo d.C., durante l'Impero bizantino, anche se è possibile che sia stato abitato fino al periodo selgiuchide, iniziato nell'XI secolo.

L'insediamento è di particolare importanza per comprendere l'emergere dell'agricoltura nell'Anatolia centrale, una regione con caratteristiche geografiche molto diverse dalla Mesopotamia, dove si ritiene che l'agricoltura sia emersa per la prima volta. È uno dei pochissimi siti epipaleolitici noti nella regione, ed è considerato cruciale per comprendere la transizione avvenuta tra datato a circa 14.000–11.000 a.C dalle pratiche dei cacciatori-raccoglitori e le prime forme di sedentarizzazione e agricoltura in Anatolia.

Scavi Il sito è stato indagato nel 2004 e nel 2022, evidenziando l'esistenza di un sepolcreto associato ad un abitato, con sepolture multiple e quella di bambino sepolto con conchiglie marine color ocra e oggetti personali. Le più recenti indagini hanno poi evidenziato un consistente sfruttamento delle piante, coerente con le prime pratiche agricole.

Tra gli strumenti litici si segnalno manufatti microlitici come lamelle, punte di freccia e altri manufatti in selce, utilizzati per attività di caccia e lavorazione della selce locale, generalmente associate a comunità nomadi o semi-stanziali, in possesso però di tecnologie litiche affinate.

Archeogenetica Lo studio genetico del DNA antico di un individuo ritrovato a Pınarbaşı Gölü ha portato ad ipotizzare l'esistenza di un lignaggio archeogenetico umano, quello dei cacciatori-raccoglitori anatolici, principale fonte di discendenza dei successivi agricoltori neolitici anatolici, noti anche come primi agricoltori europei.

Note

Voci correlate Boncuklu Tarla

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