Biografia Carriera militare Nato nel 1974, Baranjuk iniziò la sua carriera militare nel 2000 come comandante di plotone della 1ª Brigata fanteria di marina in Crimea.

Annessione della Crimea Nel 2014 fu nominato vice comandante del 1º Battaglione fanteria di marina della 36ª Brigata di difesa costiera. All'inizio di marzo, con l'occupazione russa della Crimea, il battaglione venne bloccato nella penisola dai militari russi, che intimarono di consegnare armi e munizioni. Mentre il comandante della sua brigata, colonnello Serhij Storoženko, giurò fedeltà alla Federazione Russa, Baranjuk rimase fedele all'Ucraina, venendo arrestato dalle forze russe per poi essere rilasciato il 26 marzo e portato sul territorio ucraino. Nello stesso anno venne elevato a comandante del 1º Battaglione fanteria di marina. Negli anni successivi partecipò alla guerra del Donbass, venendo nel frattempo promosso a vice comandante della 36ª Brigata fanteria di marina nel 2016 e comandante ufficiale nel 2021.

Guerra russo-ucraina Durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022 parte della brigata fu, insieme al Reggimento Azov, una delle due principali unità a difendere la città di Mariupol' dall'assedio delle unità russe e della Repubblica Popolare di Doneck (RPD). Per la strenua difesa della città portuale, il 19 marzo 2022 Baranjuk venne insignito del massimo titolo di Eroe dell'Ucraina insieme al comandante Azov, maggiore Denys Prokopenko.

Mentre le forze russe conquistavano gradualmente gran parte della città, la 36ª Brigata si trincerò all'interno delle acciaierie "Illič". Nella notte tra l'11 e il 12 aprile la brigata tentò di rompere l’accerchiamento: circa 500 soldati riuscirono a raggiungere il Reggimento Azov nello stabilimento metallurgico Azovstal', mentre gli altri furono catturati o uccisi. In seguito a quella manovra si persero le tracce del colonnello Baranjuk.

Il 17 aprile il portavoce del comando militare della RPD, Eduard Basurin, annunciò la morte del colonnello in seguito alla sortita. Tuttavia, l'8 maggio successivo, RIA Novosti riferì che Baranjuk e il capo di stato maggiore della 36ª Brigata, il colonnello Dmytro Kormjankov, erano vivi e tenuti prigionieri dalle forze armate russe. Attualmente è detenuto dalla Federazione Russa come prigioniero di guerra. L'8 luglio 2026 la corte suprema della RPD ha condannato Baranjuk all'ergastolo.

Onorificenze

Note

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