Biografia Aldo Ferrari nacque a Licciana Nardi il 14 febbraio 1888; compì gli studi medi alla Spezia (dove la famiglia si era trasferita) conseguendo la licenza liceale; nel 1910 si laureò in Lettere e Filosofia a Pisa. Nello stesso anno iniziò la sua carriera di insegnante con un incarico di supplente nella Scuola Tecnica di Racconigi; l'anno successivo insegnò Lingua Italiana a Badia Polesine. Vinto il concorso a cattedre nei ginnasi inferiori, insegnò in questi istituti prima a Savona e poi, per un biennio, a Faenza.Malco, Italo, Prefazione, in "Storia del Risorgimento, V volume. Dalla breccia di Porta Pia a Vittorio Veneto, 1871-1918" di Aldo Ferrari, SEIT, Livorno, 1966. All'insegnamento affiancò l'attività di storico, iniziando quella che sarà una ampia produzione di pubblicazioni.Corrado Barbagallo, "I nostri morti, Aldo Ferrari", Nuova Rivista Storica, a. XXIII (1939), pp. 445-446 (http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/giornale/RAV0028773/1939/unico/00000471) Irredentista, all'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale, si arruolò come volontario e partecipò allo sforzo bellico come ufficiale d'Artiglieria, operando sul Carso, sull'Altipiano di Asiago e sul Piave. Nel primo dopoguerra, in occasione delle elezioni del 1919, partecipò attivamente alla battaglia elettorale militando tra le file del Partito del Lavoro. Il 10 agosto 1919, nella natia Licciana, contribuì, con gli storici Ubaldo Formentini e Marco Vinciguerra, alla celebrazioni per la inaugurazione del monumento ad Anacarsi Nardi.Giovanni Sforza "Nuovi documenti sull'eccidio de' fratelli bandiera e de' loro compagni" in Rassegna storica del Risorgimento anno 1919, pp. 581-582 Negli stessi anni riprese l'attività di insegnamento, cambiando diverse sedi (Cremona, La Spezia, Milano, La Spezia, Macerata); nel 1924 fu al Liceo Artistico di Roma e l'anno successivo passò, sempre a Roma, al Liceo ginnasio Torquato Tasso dove restò, come docente di Storia e Filosofia, fino al 1936. In quell'anno chiese ed ottenne il trasferimento al Liceo ginnasio Lorenzo Costa della Spezia. Fedele ai suoi ideali democratici e socialisti, non nascose la sua opposizione alla dittatura fascista.Cesare Godano, "Paideia 1944", Edizioni Giacché, La Spezia, 1997, pgg.25-26, 32 Nei primi mesi del 1939 venne arrestato dalla polizia politica fascista sotto l'accusa di aver contribuito al "Soccorso rosso" in aiuto dei difensori della Repubblica spagnola nella Guerra civile spagnola, e venne incarcerato per alcuni mesi. Fu successivamente liberato ma rimosso dall'insegnamento; il 14 agosto 1939, per evitare un nuovo arresto che probabilmente lo avrebbe portato alla condanna al confino e, verosimilmente, per il timore di poter essere costretto con la tortura a denunciare altri, si tolse la vita con un colpo della sua pistola d'ordinanza di ex-ufficiale."Un libro di A. Ferrari" (http://www.associazionemazziniana.it/siteOLD/public/pm/periodici/19 66/1966_03.pdf) (PDF). Il Pensiero Mazziniano. Anno XXI (3): 19. 1966.Costa, Emilio (1968). "Libri e periodici", in Rassegna storica del Risorgimento: 94–95. (http://win.risorgimento.it/rassegna/index.php?id=47964) Ad Aldo Ferrari è stato intitolato un viale alla Spezia. Lo storico L'attività di storico di Aldo Ferrari iniziò precocemente: nel 1914 pubblicò un ampio studio su Giuseppe Ferrari (non parente). Come ricorda Corrado Barbagallo nel suo necrologio del Ferrari questi nel 1917, ancora impegnato con entusiasmo nella guerra, si avvicinò al periodico Nuova rivista storica (fondato proprio in quell'anno dal Barbagallo). Periodico che era animato da un gruppo di studiosi (tra i quali Gaetano Salvemini, Manara Valgimigli, Giuseppe Rensi) e del quale condivideva l'orientamento verso una storia basata sulla comprensione e penetrazione dei fatti sociali. Con quel periodico Ferrari collaborò negli anni successivi, pubblicandovi numerosi saggi attraverso i quali mantenne anche una viva conversazione con altri studiosi. Gli interessi di storico del Ferrari spaziarono su numerosi temi, tra questi Giosuè Carducci che già nel 1907, a pochi giorni dalla morte, aveva rievocato in un articolo comparso su "Libera Parola" (settimanale socialista che si pubblicava alla Spezia), personaggio sul quale pubblicò, nel centenario dalla nascita, un importante saggio. Ma scrisse anche su Napoleone, e su avvenimenti e figure della storia italiana più recente. Tuttavia il tema principale della sua ricerca fu la storia del Risorgimento, alla quale è dedicata la sua ponderosa opera in cinque volumi. Una storia che volle fosse non una mera elencazione di fatti, di rivoluzioni, di congiure, ma che evidenziasse il Risorgimento italiano come espressione di quei principi ed ideali di libertà, di nazionalità, di democrazia, di socialismo che lo collegano al movimento rivoluzionario mondiale iniziato nella seconda metà del Settecento. In linea con questa impostazione, la sua indagine comprende sia una prima fase di "preparazione intellettuale" (Vol. I) estendentesi dal 1748 al 1789 che quella di "esplosione rivoluzionaria", dal 1789 al 1815 (Vol. II). La terza fase, quella della Restaurazione (Vol. III) va dal 1815, anno del Congresso di Vienna (data generalmente assunta come inizio del Risorgimento], al 1849. La quarta fase, definita "la soluzione unitaria" (Vol. IV) si conclude con il 1871 anno dellla proclamazione di Roma capitale d'Italia. Ma per il Ferrari il ciclo storico del Risorgimento si estende fino alla fine della Prima Guerra Mondiale con Vittorio Veneto (Vol. V), includendo quindi il riscatto dei territori italiani ancora soggetti al dominio straniero; questo anche in evidente consonanza con i suoi ideali irredentisti. Il Ferrari non poté dare alle stampe l'ultimo volume dell'opera, che restò inedita fino a quando, nel 1966, il cognato Mario Tonelli, ritrovatone il manoscritto tra le sue carte, ne curò la pubblicazione postuma. L'educatore Ferrari trasfuse nel suo insegnamento i propri ideali, in manifesto distacco verso le imposizioni, anche di comportamenti esteriori, del regime fascista e questo gli consentì di influenzare la formazione di molti giovani, alcuni dei quali poi si sarebbero distinti nella lotta della Resistenza e nella successiva vita civica del Paese. Lo testimoniano nelle loro memorie: Paolo Alatri, che lo ebbe, con Bruno Zevi e Mario Alicata, professore di storia e filosofia al Liceo TassoAlatri Paolo, Ricordi e riflessioni sulla mia vita e sulla mia attività, Bulzoni, Roma 1996 e Cesare Godano, suo allievo negli ultimi anni di docenza al Liceo Costa di La Spezia. Opere Arte nuova: (Francesco Chiesa): Conferenza, Tip. Moderna, La Spezia, 1911 Giuseppe Ferrari: saggio critico, Formiggini, Genova, 1914 L'opera storica di Giuseppe Ferrari, Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., Milano, 1918 Anacarsi Nardi: commemorazione ufficiale tenuta per l'inaugurazione del monumento in Licciana, 10 agosto 1919, Argiroffo & C., La Spezia, 1919 Principi e fasi del Risorgimento italiano, Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., Milano, 1919 l'Opera storica di Alfredo Oriani, Milano 1920 La rivoluzione nord-americana (1760–1790), Rivista d'Italia, fasc. IV, 1921, Unitas, Milano, 1921 Nel primo centenario: i moti del 1821, Soc. Ed. Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., Milano, 1921 Storia del Risorgimento, I volume. La preparazione intellettuale del Risorgimento Italiano,1748-1789, Treves, Milano,1923 Un libro francese su Cavour, Nuova Rivista Storica, a. 7(1923), fasc. 1-2. Gioberti, Nuova Rivista Storica, a. 8(1924), fasc. 1 Storia del Risorgimento, II volume. L'esplosione rivoluzionaria del Risorgimento, 1789-1815 Corbaccio, Milano, 1925 L'ombra di Napoleone, R. Giusti, Livorno, 1925 Spiriti e forme della lotta politica nella terza Italia, 1871-1925 (Rassegna Internazionale, Milano, 1925) L'avvento di Cavour (1848–56), Nuova Rivista Storica, a. 9(1925), fasc. 2-3 I precursori del movimento socialista in Italia, Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., Milano, 1926 Destra e Sinistra: 1871-1881, Rassegna Storica del Risorgimento, a.13., fasc. 2-3, Officine Grafiche Vecchioni, Aquila 1926 Principi e forme della lotta politica nella Terza Italia (1871–1926): schizzo storico, Maglione, Roma, 1927 Fatti e figure della terza Italia, Soc. Ed. Dante Alighieri, Milano, 1928 Il trionfo di Cavour, Nuova Rivista Storica, a. 12(1928), fasc. 4. Il pensiero socialista europeo antico e moderno, Nuova Rivista Storica, a. 13., fasc. 5., Soc. Anonima Ed. Dante Alighieri, Milano, 1929 Partiti ed uomini politici italiani nella guerra mondiale, Soc. Anon. Ed. Dante Alighieri, Milano, 1930 La Restaurazione in Italia: Con 5 cartine, P. Cremonese, Roma, 1931 Il problema del risorgimento italiano (1748–1871), Atti del congresso di Roma, stab. tip. L. Proja, Roma, 1933 L'anima e l'arte di G. Carducci: nel centenario dalla nascita, Ed. Dante Alighieri di Albrighi, Segati & C., Milano, 1935. Storia del Risorgimento, III volume. L'Italia durante la Restaurazione,1815-1849, Milano, Albrighi e Segati, 1935 Storia del Risorgimento, IV volume. La Soluzione unitaria del Risorgimento, 1849-1871, Milano, Albrighi e Segati, 1938 I primi dieci anni di regno di Vittorio Emanuele 3. : 1900-11, Nuova Rivista Storica, anno XXV, fasc. III-IV, Anonima Editrice Dante Alighieri, 1941 (postumo) Storia del Risorgimento, V volume. Dalla breccia di Porta Pia a Vittorio Veneto, 1871-1918, Livorno, SEIT, 1966 (postumo)
Note