L'Arianna addormentata, o Arianna a Nasso, anche nota semplicemente come Arianna (), è un dipinto realizzato tra il 1809 e il 1812Avery e Fodera 1988, p. 13. dal pittore statunitense John Vanderlyn ed esposto nell'accademia di Belle Arti della Pennsylvania, a Filadelfia. L'opera è anche nota in italiano con il titolo Arianna abbandonata.

Storia John Vanderlyn fu il primo artista statunitense a esporre delle opere al Salone di Parigi, come La morte di Jane McCrea, dipinta nel 1804. Fu nella capitale del primo Impero francese che egli dipinse ed espose quest'opera, che venne accolta con grande successo al Salone del 1812.Caldwell et alii 1994, p. 411. Questo quadro fu uno dei primi nudi artistici dipinti da un artista statunitense,Wilmerding 1967, p. 12. e per questo motivo scandalizzò il pubblico americano quando Vanderlyn lo espose all'accademia di Filadelfia nel 1816.Avery e Fodera 1988, p. 18.

Tra il 1831 e il 1835, l'artista Asher Brown Durand ne trasse una copia a olio e un'incisione, alle quali diede un'aria più romantica che neoclassica. L'opera venne esposta a Filadelfia nel 1864, e nel 1878 entrò a far parte dell'accademia di belle arti della città.Lubin e Weber 1994, p. 14. LArianna continuò a suscitare scalpore negli anni successivi, dato che nel 1891 comparve un manifesto in rappresentanza di "oltre 500 donne cristiane di Filadelfia", rivolto ai vertici dell'accademia, che criticava "la palese indecenza di molti dei quadri esposti", incluso il nudo di Vanderlyn.Lubin e Weber 1994, pp. 14-15.

Descrizione

Il quadro ritrae Arianna, un personaggio della mitologia greca, mentre dorme sdraiata su dei panni bianchi e rossi in un paesaggio boschivo situato sull'isola di Nasso. Arianna si era invaghita del principe di Atene Teseo e lo aveva aiutato a uccidere il Minotauro, per poi fuggire dall'isola di Creta con lui, ma questi l'avrebbe abbandonata a Nasso, dove in seguito la fanciulla avrebbe sposato Dioniso. Nel lato destro della composizione si può intravedere la nave di Teseo, e in lontananza un'altra isola.

L'opera richiama alcuni nudi femminili dei maestri del Rinascimento italiano, come la Venere dormiente di Giorgione da Castelfranco, la Venere di Urbino e la Danae di Tiziano Vecellio.Lubin e Weber 1994, p. 10. Allo stesso tempo, Vanderlyn volle aggiungere nella flora della tela alcuni fiori caratteristici del continente americano, suo luogo di provenienza.

David Lubin fa notare come in un disegno preparatorio le dita della mano destra di Arianna fossero piegate verso il basso, mentre nella tela l'indice è rivolto verso il suo orecchio. Lubin afferma che le curve interne dell'orecchio richiamano una specie di "labirinto in miniatura" (e "labirinto" è il nome di una parte dell'orecchio), e che la sua forma assomiglia a quella della nave di Teseo.Lubin e Weber 1994, p. 8.

Note

Bibliografia

John Wilmerding, Pittura americana dell'Ottocento, Milano, Fabbri, 1967.

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