Il Monastero della Trasfigurazione, conosciuto localmente come Monastero di Cristo (; ) è un importante monastero greco-ortodosso che serve la comunità greco-ortodossa di Costantinopoli (l'odierna Istanbul) sin dai tempi dell'Impero Bizantino. Il monastero si trova sull'isola di Kınalıada, una delle Isole dei Principi nel Mar di Marmara. Esso è situato su una delle alture più elevate dell'isola, alta 93 metri, chiamata dal monastero Hristos Tepesi. Il cenobio è particolarmente noto come luogo di relegazione degli imperatori bizantini deposti nell'XI secolo.
Ubicazione Il monastero di trova a Kınalıada, nella mahalle di Tepe, su Μanastır Sokak No. 23. Dedica Il monastero e la chiesa annessa sono dedicati alla Trasfigurazione di Gesù.
Storia Proti fa parte di un piccolo gruppo di isole situate vicino a Costantinopoli, nel Mar di Marmara. Queste isole sarebbero poi diventate note come Isole dei Principi per via dei numerosi principi bizantini che vi furono relegati. Si ritiene che l'imperatore bizantino Leone V l'Armeno (r. 813-820) sia stato il primo a essere sepolto in quello che sarebbe poi diventato il monastero dopo il suo esilio presso le Isole dei Principi. Tuttavia, è opinione diffusa che il monastero sia stato costruito alcuni secoli dopo in occasione dell'esilio sull'isola dell'imperatore bizantino Romano IV Diogene (r. 1068-1071). Dopo la sua sconfitta nella battaglia di Manzikert nel 1071, l'imperatore bizantino fu accecato e relegato sull'isola di Proti (ora Kınalıada), dove trascorse il suo esilio nel monastero. Romano IV Diogene trascorse il resto della sua vita sull'isola, morendo di setticemia a causa delle ferite riportate. Si ritiene che il suo corpo sia stato sepolto sull'isola non lontano dall'attuale orfanotrofio armeno. Non molto tempo dopo Romano, anche l'imperatore Niceforo III Botaniate (r. 1078-1081) fu relegato nel monastero dopo essere stato costretto ad abdicare.
Il monastero è stato ripetutamente demolito e ricostruito. Dopo la conquista ottomana di Costantinopoli, esso cadde in rovina. Nel 1722 il complesso monastico fu sottoposto a un'importante ricostruzione da parte di un gruppo di ricchi mercanti greci originari dell'isola di Chio e residenti a Costantinopoli. Durante il restauro, un nuovo katholikon e una cappella laterale dedicata a Santa Paraskevi furono aggiunti all'originale monastero bizantino. Le icone bizantine del vecchio monastero furono trasferite alla Chiesa greco-ortodossa di Costantinopoli per essere conservate. Nel 1807, durante la Guerra anglo-turca, nel corso della dimostrazione di forza della Royal Navy contro Costantinopoli, l'ammiraglio inglese Duckworth, la cui flotta era ancorata a Kınalı per imbarcare acqua, venne a sapere che un contingente di truppe ottomane aveva trovato rifugio presso il cenobio.Freely (1991) p. 344 Ordinò quindi di bombardare il monastero, che venne raso al suolo. Intorno alla metà dell'ottocento il convento venne rifondato da Simon Sinosoğlu. Nel luglio 1998, Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, dopo la dichiarazione delle autorità turche che il monastero, che fungeva anche da area di campeggio e casa di vacanza estiva per bambini, avrebbe avuto diritto di proprietà solo sull'edificio stesso, espresse la sua preoccupazione riguardo all'esproprio dei terreni appartenenti al monastero stesso.
Descrizione Presso la chiesa del monastero, che contiene alcune belle icone e una iconostasi in legno scuro, si trova un busto di Sinosoğlu. Dell'antica struttura bizantina rimangono solo alcuni resti, fra cui un grande capitello.
La baia situata nella parte settentrionale dell'isola è chiamata Manastır körfezi, dal nome del monastero.
Note
Bibliografia
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