La preghiera dell'uomo è un ciclo di inchieste/documentari prodotto dalla Radiotelevisione Italiana (RAI) e trasmesso nel 1968 su Rai 1.

L'inchiesta fu curata da Paolo Brezzi e Alfonso M. Di Nola, coordinata da Francesco Demitry, realizzata da Arnaldo Genoino e si avvalse della consulenza di padre Ernesto.

Format La serie, in sei puntate, indaga la preghiera collettiva, i riti religiosi e le forme del sacro nelle diverse culture, presentando materiale etnografico e documentaristico su costumi e pratiche religiose di vari popoli e su forme tradizionali presenti anche nel Mezzogiorno.

I temi generali del ciclo sono ricostruibili dalla documentazione d’epoca (RadioCorriere, L'Unità) e da fonti archivistiche (Rai Teche) e accademiche.

Puntate

# Titolo Data Interventi 1 Un mondo che cambia 18 novembre 1968 Pier Paolo Pasolini, Alfonso Maria Di Nola, Carlo Carretto 2 La natura e il sacro 25 novembre 1968 Carlo Tullio-Altan, Ulderico Pasquale Magni 3 Vita e rito 2 dicembre 1968 Alfonso Maria Di Nola 4 La magia 9 dicembre 1968 Carlo Levi, Alfonso Maria Di Nola 5 La salvezza 16 dicembre1968 Pietro Prini, Ugo bianchi, Augusto Segre, Chögyal Namkhai Norbu 6 Mistero cristiano 23 dicembre 1968 Ernesto Balducci, Valdo Vinay

1. Un mondo che cambia Il programma affronta la crisi del sacro nella società contemporanea e le nuove forme di comunicazione con il divino, della devozione popolare e delle trasformazioni della religiosità, alternando cantieri e palazzi in costruzione, scale mobili, macchine utensili e strade cittadine di notte con riprese di campagne, mietiture compiute a mano, covoni caricati sui carri e paesaggi rurali caratteristici del Mezzogiorno.

Ampio spazio è dedicato alla devozione popolare: chiese paesane addobbate, feste patronali, processioni con statue di santi e Madonne, rogazioni nei campi per il raccolto, altari votivi nei vicoli ed ex voto. Viene mostrata anche una processione penitenziale del Venerdì Santo con confratelli incappucciati che trascinano una croce legati con catene alle caviglie.

La parte centrale è costruita su interviste e testimonianze — tra cui quelle di Pier Paolo Pasolini (lettura di versi), del prof. Alfonso Di Nola e di fratel Carlo Carretto — dedicate alla religiosità contadina, all'emigrazione interna e al ruolo dei nuovi sacerdoti. I contadini sui vagoni diretti in città introducono il tema degli immigrati a Roma: un sacerdote di borgata e diversi fedeli parlano della devozione ai santi dei paesi d'origine, mentre viene mostrata in sacrestia l'effigie di una Madonna venerata ad Andria, richiesta da parrocchiani immigrati.

Intervengono giovani preti-operai sulle cause della crisi religiosa nel mondo moderno; Carretto sottolinea la necessità per il clero di inserirsi nella vita contemporanea. Durante la Messa un ragazzo legge l'implorazione a Dio secondo i nuovi dettami conciliari. La puntata si chiude con il complesso The Bumpers che interpreta il Padre Nostro in stile «Messa beat», simbolo delle nuove forme espressive del sacro.

2. La natura e il sacro Esplora i rapporti fra uomo, natura e religione mettendo a confronto pratiche propiziatorie, riti di sacrificio e forme devozionali provenienti da diverse tradizioni. Attraverso materiali etnografici la puntata ricostruisce riti antichi — da pratiche di sacrificio tra i Kui del Bengala e certi gruppi pellerossa fino a cerimonie dei Boscimani e degli aborigeni australiani — e li confronta con forme religiose testuali e dottrinali: i salmi ebraici, che considerano la natura come tramite verso Dio, e la lettura paolina, che vede l’azione umana come ascensione verso il divino. Vengono inoltre richiamati fenomeni rituali contemporanei come pellegrinaggi islamici; il programma ospita i contributi del prof. Altan e di padre Magni per commentare i diversi significati religiosi e simbolici dei riti presentati.

3. Vita e rito Indaga i riti di passaggio che segnano il passaggio dall'adolescenza all'età adulta nelle diverse culture. Attraverso materiali etnografici e documentari la puntata mostra come, nelle società “primitive”, le cerimonie di iniziazione assumano spesso forme cruente — ad esempio la pratica della circoncisione tra i Nzakara del Sudan meridionale o prove fisiche estreme documentate presso alcuni popoli indigeni dell’America meridionale (tra cui il contatto con colonie di formiche rosse) — e spiega come tali riti fungano anche da prova del carattere del giovane. Il programma contrappone queste forme performative alle pratiche delle religioni più sviluppate, dove il valore spirituale prevale: nella tradizione ebraica, ad esempio, il giovane vestito con un abito rituale speciale dimostra la propria competenza religiosa eseguendo canti particolarmente complessi tratti dalla Torà.

4. La magia Indaga la persistenza dei fenomeni magici nelle società contemporanee, confrontando riti propiziatori africani e oceanici con pratiche magico-religiose presenti nel Meridione d’Italia. Attraverso materiali etnografici il programma documenta, tra l’altro, le cerimonie dei Mussei sulle rive del lago Ciad — dove ogni operazione di pesca collettiva è preceduta da riti officiati dalla casta dei «fulina» — e le danze rituali punitive guidate dagli stregoni aborigeni australiani, finalizzate a ottenere la benevolenza del progenitore dei canguri. La puntata sottolinea come indovini, guaritori e stregoni siano figure ricorrenti nelle religioni «primitive» e persistano anche in contesti «più evoluti», e propone una lettura critica della magia come deformazione del sentimento religioso che traduce la dipendenza della creatura dal creatore. È presente un intervento dello scrittore Carlo Levi, che offre la sua interpretazione delle forme di magia nel Meridione d’Italia alla luce della sua esperienza narrativa in Cristo si è fermato a Eboli.

5. La salvezza Affronta il tema centrale della speranza nella sopravvivenza e della sfida alla morte nelle religioni umane. Ripartendo dall’osservazione di Omero secondo cui la consapevolezza della mortalità rende gli uomini i «più miseri» tra le creature, il programma documenta forme elementari di ricerca della salvezza — fra cui un raro rito vodù haitiano caratterizzato da fenomeni collettivi di trance ed estasi, difficilmente catturati dalla cinepresa — e le pratiche ascetiche delle tradizioni superiori come gli esercizi contemplativi presentati dal monaco tibetano Norbu. La puntata contrappone inoltre espressioni popolari di speranza di sopravvivenza alle formulazioni religiose giudaico-cristiane, nelle quali la salvezza assume la forma di un riscatto che coinvolge l’uomo e l’intero creato. Intervengono i professori Pietro Prini, Ugo Bianchi e Augusto Segre per commentare i diversi significati teologici e antropologici del fenomeno.

6. Mistero cristiano

Attraverso materiali documentaristici e interventi critici, il programma mette in luce le forme di sacralità popolare e i riti collettivi radicati nella cultura rurale italiana, inserendoli nel quadro più ampio dell'indagine sulla persistenza del sacro nelle società contemporanee. La trasmissione adotta un taglio sostanzialmente ecumenico: a confronto sono chiamate voci di diverse confessioni cristiane — fra cui il sacerdote cattolico padre Balducci e il pastore protestante Valdo Vinay; movimenti storici come i «poverelli di Lione», la riforma luterana e la riforma cattolica sono illustrati in chiave storica e comparativa senza spirito di parte.

Conservazione e accesso Estratti e clip del ciclo sono conservati dalle Teche RAI; alcune porzioni sono state rese disponibili come estratti sul sito Rai Teche e in raccolte dedicate (tra cui contributi con Pier Paolo Pasolini relativi alla stessa indagine sul sacro).

Note

Collegamenti esterni

Indice fascicoli Radiocorriere 1968