Secondo Rudi Matthee, sotto Khwāja ʿAlī, le convinzioni dell'ordine safavide si orientarono apparentemente verso l'Islam sciita «sotto l'influenza dei loro principali sostenitori, le tribù turcomanne che aderivano a una forma popolare di sciismo». In origine (cioè prima di Khvajeh Ali), l'ordine seguiva verosimilmente «convinzioni sunnite».
Il territorio in cui Khwāja ʿAlī esercitava la propria autorità si sviluppava nel Bayhaq, dove aveva sede la cosiddetta "repubblica" locale dei Sarbadār (noti con il non invidiabile soprannome di "pendagli da forca").. L'emiro turco-mongolo Tamerlano, che allora aveva avviato la propria vasta campagna di espansione dei suoi domini, aveva già dimostrato simpatie nei confronti dei Sarbadār quando si trovava in lotta con Amīr Ḥusayn,. un suo rivale politico, ragion per cui costoro decisero di dichiararsi vassalli di Tamerlano pacificamente. L'emiro intuì che Khwāja ʿAlī, incontrato da Tamerlano personalmente, era un personaggio politico molto astuto e con cui conveniva avere dei rapporti distesi.. In particolare, pare che Khwāja ʿAlī si distinse per la sua grande cortesia, «il valore e il suo parlare franco».
L'affermazione secondo cui Tamerlano si fosse addirittura convertito allo sciismo resta considerata priva di prove. Tuttavia, di certo l'emiro rimase affascinato dalla personalità di Khwāja ʿAlī, incontrato nei sobborghi di Nishapur. Le fonti riferiscono che il loro incontro si svolse nella seguente maniera:.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
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