Il governo Bufi, noto anche come Governo di stabilità () è stato il 53º governo dell'Albania, in carica dal 12 giugno al 18 dicembre 1991, per un totale di 6 mesi e 6 giorni.

Si tratta del primo governo di coalizione della storia post-bellica dell'Albania, essendo composto dagli ex-comunisti, ora rappresentanti del neonato Partito Socialista d'Albania, e dalle nuove forze d'opposizione.

Storia

Formazione Dopo che il Primo ministro Fatos Nano si dimise a causa dell'ingovernabilità in cui era sprofondato il Paese, il 5 giugno 1991 il Presidente della Republica Ramiz Alia incaricò Ylli Bufi, già Ministro dell'alimentazione nel precedente governo, di formare un nuovo esecutivo provvisorio che comprendesse anche le principali forze di opposizione. Obbiettivo principale del governo fu quello di traghettare il Paese, che stava attraversando una delle fasi più critiche della propria storia, verso nuove elezioni, che si sarebbero tenute nel marzo 1992.

Politiche economiche e sociali Uno tra i provvedimenti più importanti di questo esecutivo è senz'altro la legge n. 7501 del 19 luglio 1991, che rientrava nell'insieme di misure volte a smantellare definitivamente l'economia socialista: la legge infatti prevedeva che la terra delle vecchie cooperative statali non venisse restituita ai proprietari pre-1945, ma fosse distribuita gratuitamente alle famiglie contadine che la lavoravano in quel momento. Tuttavia tale riforma, il cui scopo era quello di evitare una guerra civile nelle campagne, creò una frammentazione estrema del suolo, a cui fece seguito la rinuncia a qualunque altra strategia di rilancio della produzione e di sostegno alle famiglie contadine, creando così un grave danno le cui conseguenze sono visibili ancora oggi.

Il governo dovette continuare la gestione del passaggio all'economia di mercato avviato dai governi precedenti, nonostante le casse dello Stato fossero quasi vuote: il controllo statale sui prezzi venne gradualmente eliminato, ma questo comportò un aumento esponenziale dell'inflazione, che arrivò a toccare il 25%.

Politica estera La grave crisi economica che stava attraversando il paese ebbe forti ripercussioni anche sulla politica estera che il governo dovette adottare: fin dai primi mesi del 1991 infatti, migliaia di albanesi emigrarono illegalmente verso le coste italiane, fino al culmine raggiunto l'8 agosto 1991, quando al porto di Bari attraccò la nave mercantile "Vlora", a bordo della quale si trovavano circa ventimila immigrati albanesi. L'esecutivo guidato da Bufi cercò quindi di stringere accordi con il governo italiano per fermare l'ondata migratoria in atto: il 12 settembre quasì metà del governo albanese si recò in visita ufficiale per la prima volta a Roma, dove venne accolto dal Primo ministro Giulio Andreotti e dai ministri Gianni De Michelis, Margherita Boniver e Vincenzo Scotti (titolari dei dicasteri degli esteri, dell'immigrazione e dell'interno). Risultato di questo storico incontro fu l'avvio dell'"Operazione Pellicano", che dal 16 settembre 1991 al 3 dicembre 1993 vide l'esercito italiano impegnato sul territorio albanese nella distribuzione di aiuti di emergenzae e di farmaci nelle città di Durazzo e Valona.

Poco dopo l'insediamento dell'esecutivo, il 19 giugno l'Albania venne ufficialmente ammessa all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e a settembre dello stesso anno il governo firmò sia gli accordi di Helsinki che la carta di Parigi, stabilizzando così la propria posizione a livello internazionale.

Caduta A causa del perdurare della crisi sociale ed economica del Paese, Sali Berisha, presidente del Partito Democratico, cominciò a manifestare scontento verso l'operato del governo, temendo anche una perdita di consensi per il proprio partito: il 26 novembre, il Consiglio nazionale del PDSh pose quattro richieste come presupposto per rimanere nell'esecutivo:

l'arresto degli ex dirigenti del Partito del Lavoro e delle loro famiglia, inclusa la vedova di Enver Hoxha, Nexhmije Hoxha; le dimissioni del direttore generale della RTSH; l'arresto dei colpevoli dell'eccidio di Scutari del 2 aprile; anticipare la data delle elezioni.

Il 4 dicembre tuttavia Berisha ritirò i suoi ministri dal governo e dopo due giorni Bufi si vide costretto a rassegnare le proprie dimissioni, dichiarando che il Paese aveva riserve di cibo sufficienti solamente per altri sei giorni.

Compagine di governo

Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente: PartitoPrimo ministroVice primo ministroMinistriSegretari di StatoAltre caricheTotalePartito Socialista d'Albania1181112Partito Democratico d'Albania -16 - -7Partito Socialdemocratico d'Albania - -11 -2Partito Repubblicano d'Albania - -1 -12Partito Agrario d'Albania - - -1 -1Totale12163224 L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle sue dimissioni era la seguente: PartitoPrimo ministroVice primo ministroMinistriSegretari di StatoAltre caricheTotalePartito Socialista d'Albania1181112Partito Democratico d'Albania -16 - -7Partito Repubblicano d'Albania - -2 -13Partito Socialdemocratico d'Albania - -11 -2Partito Agrario d'Albania - - -1 -1Totale12173225

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere: PrefetturePrimo ministroVice primo ministroMinistriSegretari di StatoAltre caricheTotale 1 14 1 -7 - 1 1 - -2 - -3 1 -4 - -2 -24 - -2 - -2 - -1 - -1 - -1 - -1 - -1 - -1Estero - -11 -2

Sostegno parlamentare Sulla base delle dichiarazioni di voto espresse dai gruppi parlamentari in occasione del voto di fiducia del 16 maggio 1991, l'appoggio parlamentare al governo si poteva riassumere come segue:Decisione n.19 dell'Assemblea popolare del 16 giugno 1991. CameraCollocazioneGruppi parlamentariSeggiParlamentoFavorevoliPSSh (150),PDSh (72), (1), Omonoia (1)ContrariPSSh (7)Astenuti o assentiPSSh (12), Omonoia (4), PDSh (3)

Composizione

Ufficio del Primo ministroCaricaTitolarePrimo ministroYlli Bufi (PSSh)Vice primo ministroGramoz Pashko (PDSh)Zyhdi Pepa (PSSh)Ministro Segretario generale del Consiglio dei ministriTeodor Kareco (PR)Dal 17/06/1991MinisteriMinistriSegretari di StatoAffari esteriMuhamet Kapllani (PSSh)carica non assegnataDifesaPerikli Teta (PDSh)Ordine pubblicoBajram Yzeiri (PSSh)GiustiziaShefqet Muçi (PSD)FinanzeGenc Ruli (PDSh)EconomiaGramoz Pashko (PDSh) Leontiev Çuçi (PSSh)Risorse minerarie ed energeticheDrini Mezini (PSSh)carica non assegnataIndustriaJordan Misja (PDSh)AlimentazioneVilson Ahmeti (PSSh)AgricolturaNexhmedin Dumani (PSSh) Resmi Osmani (PASh)Relazioni economiche con l'esteroFatos Nano (PSSh)Fino al 17/06/1991carica non assegnataYlli Çabiri (PSSh)Dal 17/06/1991Commercio interno e turismoAgim Mero (PDSh)EdiliziaEmin Musliu (PDSh)TrasportiFatos Bitincka (PR)IstruzioneMaqo Lakrori (PSSh) Paskal Milo (PSD)SaluteSabit Brokaj (PSSh)carica non assegnataCultura, gioventù e sportPreç Zogaj (PDSh)CommissioniSegretariControllo stataleAlfred Karamuço (PR)Scienza e tecnicaPetrit Skënde (PSSh)Fonte:

Note

Esplicative

Bibliografiche

Bibliografia

Voci correlate

Storia dell'Albania

Bufi