Il ponte di "Brenta d'Abbà" costituisce un significativo esempio di opera edificata secondo gli stilemi dell'architettura razionalista di epoca fascista.Relazione storico-artistica della Soprintendenza di Venezia del 23/11/2010 Il manufatto si trova al km 4+510 della Strada Provinciale n.59 "di Castelcaro" nella località Brenta d'Abbà di Correzzola, nel territorio della Saccisica in provincia di Padova, e attraversa il fiume Bacchiglione, collegando la Chiesa Parrocchiale di "San Paterniano" sulla sponda destra con il territorio di "Castelcaro" della sponda sinistra.
Caratteristiche L'opera tipologicamente rientra nella categoria dei “Ponti ad arco superiore”, in cui l'elemento strutturale dell'arco si trova al di sopra del piano viario ed è collegato con dei pendini all'impalcato."Valutazione dello stato dei ponti" Manuale CIAS, 2002 Il manufatto è composto da una struttura in cemento armato a tre campate di 65 m di lunghezza, con due viadotti laterali da 14,40 m e un arco centrale da 36,48 m appoggiato su due pile in alveo, a cui è collegato un impalcato orizzontale mediante tiranti verticali. La tipologia del ponte “a parabola” riprende gli stilemi architettonici “imperiali” in quel periodo diffusi nella campagna padana, come dimostra il caso significativo del vecchio Ponte Bacchello realizzato nel 1911 sul fiume Secchia, nei comuni di Bomporto e di Soliera in Provincia di Modena, che presenta la stessa struttura parabolica.
Costruzione del ponte nel 1925 Il ponte venne edificato tra il 1924 e il 1925 su progetto dell'ingegnere Francesco Gasparini“Francesco Gasparini, ingegnere comunale dal 1880 al 1933”, relatore Giulio Ernesti, correlatore Valeria Benacchio, laureandi Davide Doardo e Daniela Casini, Anno accademico 1999/2000, IUAV 2001 pubblicato in Saccisica – Studi e ricerche – vol.2, Esedra 2006 che il 5 luglio 1924 presentò al Comune di Correzzola il progetto del nuovo ponte ad arco in cemento armato, realizzato e inaugurato nel 1925. L'architettura è ascrivibile al periodo razionalista di epoca fascista durante il quale si prediligeva uno stile ispirato all'architettura “imperiale” romana. Dopo la fondazione del Fascio di Piove di Sacco nel 1921, l'azione fascista nel Piovese mirò ad ammodernare il territorio con una serie di opere pubbliche con lo scopo di migliorare la viabilità e la situazione economica del territorio, procurando lavoro ai contadini soprattutto nei mesi invernali.
Vincolo Beni Culturali nel 2010 Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 23 novembre 2010, visto il parere della “Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso”, espresso con nota prot.29019 del 2 novembre 2010 e il parere della “Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto”, espresso con nota prot.n.16914 del 7 dicembre 2009, siccome il manufatto costituisce un significativo esempio di opera edificata secondo gli stilemi dell'architettura razionalista di epoca fascista, ha ritenuto che il ponte fosse meritevole di tutela storico-artistica, configurabile tra i beni di cui all'art.10 comma 1 del D.Lgs.42/2004, decretandone il vincolo di tutela ai sensi dell'art.12 del D.Lgs.42/2004.
Restauro e riqualificazione nel 2020 Il ponte venne restaurato nel 1975 e ne venne anche proposto l'abbattimento e la sostituzione con un nuovo manufatto, progetto che venne poi però accantonato anche a seguito del vincolo in quanto bene culturale. Nel 2018 lo stato di conservazione delle strutture, caratterizzato dal distacco dei copriferri in calcestruzzo sui piedritti e sull'impalcato, era tale da mettere in discussione la sicurezza statica del ponte e non consentire il transito dei mezzi di portata superiore alle 8 tonnellate. Nel 2019 il progetto per il restauro e la riqualificazione funzionale del ponte è stato sviluppato dall'architetto Nicola Gennaro e dall'ingegnere Alessandro Gasparini, su finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 2018. L'intervento ha riguardato il recupero con consolidamento statico delle strutture in cemento armato e il miglioramento sismico del manufatto, in modo da riportarlo alle condizioni di portata originarie di 20 tonnellate.Decreto del Presidente della Provincia di Padova n.45 del 20/03/2019
Note
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