La sua figura rimane legata all'umanesimo veneziano, in cui la riflessione sulla lingua e la letteratura volgare si intrecciò con attività pubbliche e reti di relazioni culturali
Biografia Nato nella nobile e ricca famiglia Dolfin da Pietro di Fantino di una figlia di Dolfin e di Onfrè di Pangrati Giustinian, ricevette un’educazione che coniugava preparazione politica e studi umanistici, con particolare attenzione alla cultura latina e volgare.
La sua prima apparizione in documenti pubblici risale al 1502, quando fu inviato con Andrea Foscolo a Ferrara come rappresentante della Repubblica di Venezia alle nozze di Lucrezia Borgia con Alfonso d’Este. Nel 1516 fu eletto Conte di Pola, incarico dal quale si dimise l’anno successivo per motivi di salute; è stato podestà e vicecapitano a Bergamo nel 1519 e podestà di Crema nel 1524.
Dolfin ebbe un ruolo significativo nel vivace dibattito culturale veneziano sull’evoluzione e la legittimazione della lingua volgare. Contemporaneo di importanti umanisti come Pietro Bembo e Trifone Gabriel, fu considerato un punto di riferimento per chi studiava autori come Petrarca e Boccaccio, partecipando alle discussioni sulla lingua poetica e contribuendo alla diffusione del volgare in ambito letterario. Gian Giorgio Trissino lo cita nel dialogo Castellano (1529) tra i pionieri nel dibattere sul valore poetico di Petrarca, e Bembo, alla sua morte, lo ricordò con grande stima come «così gentile huomo» che aveva onorato la lingua italiana. Inoltre numerose opere falsamente attribuite a Trissino erano in realtà scritte da altri autori, fra cui Nicolò Dolfin.
Dolfin curò alcune pubblicazioni: la sua unica opera edita in vita fu l’edizione veneziana del Decameron di Boccaccio del 1516 (ristampata nel 1526), importante per la storia del testo boccacciano. Altre sue composizioni poetiche furono raccolte postume in varie antologie veneziane del XVI secolo; si conservano anche manoscritti di versi e traduzioni, tra cui un volgarizzamento dell’Orazione di Isocrate a Nicocle.
Morì a Venezia nel maggio 1528 e fu sepolto nella chiesa di San Michele Angelo.
Note Categoria:Podestà di Bergamo Categoria:Persone legate a Pola
Categoria:Dolfin Categoria:Politici veneziani Categoria:Nobili e cittadini della Repubblica di Venezia