Conosceva otto lingue, ma non studiò mai il russo. Ha tradotto: dal tedesco «Arte morente» di Viktor Obürten, opere teatrali «Gioventù» di Max Halbe, «Wojciech» di Georg Buchner, «Guai ai bugiardi» di Franz Grillparzer; dal polacco: «Jolia» di Jerzy Žulawski; dal francese; «L'ultima lettera” di Viktorien Sardou; dal norvegese le poesie Berezil di Bjørnstjerne Bjørnson.
È stato il primo del teatro sovietico a ricevere la medaglia teatrale di Parigi nel 1925.
Vittima del "Rinascimento fucilato", già riconosciuto come "artista del popolo" nel Ucraina sovietica, fondò il Teatro Berezil'. Il suo nome venne dimenticato per molto tempo (a differenza di Mejerhol’d, regista russo, anch'egli ucciso, ma rimasto famoso). Invece il nome di Kurbas è stato accuratamente censurato, in modo da farlo scomparire per sempre.
Biografia Nacque il 25 febbraio 1887 nella città di Sambir (contea di Sambir, Regno di Galizia e Lodomiria, impero austro-ungarico, oggi — distretto di Sambir, regione di Leopoli, Ucraina) nella famiglia degli attori teatrali galiziani Stepan e Wanda Kurbas (nella vita reale Yanovyči). Sebbene suo padre fosse un attore ucraino itinerante, cercò di dare a Oleksandr una buona istruzione anche nella sua povertà. Fin dall'infanzia Les' si esibì con i suoi genitori, dove interpretava piccoli ruoli episodici.
Studiò al Ginnasio di Ternopil’, poi all'Università di Leopoli, dove prese parte attiva alla lotta per l'ucrainizzazione dell'università. In segno di protesta contro la politica di polonizzazione, si trasferì all'Università di Vienna, dove studiò presso la Facoltà di Filosofia e partecipò a lezioni di slavistica. Si diplomò alla scuola di recitazione del Conservatorio di Vienna.
La carriera teatrale Tornato in Galizia, sei mesi dopo iniziò a lavorare nel teatro di Hnat Hotkevyč — Rus’ka besida, in cui un tempo si esibivano i genitori di Les'. Qui, nella vita del ventiseienne Kurbas, è avvenuto il primo dramma: si è innamorato dell'attrice Kateryna Rubčakova. Ma lei era sposata. Bruciato dall'amore non corrisposto, Kurbas si sparò, e il proiettile gli si conficcò nella parte inferiore del cuore. Il chirurgo di Cracovia che salvò il giovane attore non riuscì mai a recuperare la pallottola. Les' vi convisse fino agli ultimi giorni della sua vita, finché essa fu troncata da un'altra pallottola.
Nel 1915 il giovane attore fondò a Ternopil’ il primo teatro professionale ucraino stabile, Serate teatrali di Ternopil’
Nel 1916, su invito dell'eccezionale attore e regista Mykola Sadovskyj, si trasferì a Kiev e iniziò a lavorare al Teatro di Sadovskyj, il primo e unico teatro stabile nell'Ucraina sub-russa.Il teatro era gestito da Mykola Sadovskyj, fratello di un altro luminare, Ivan Karpenko-Karyj. Ci mettevano in scena principalmente i classici accompagnandoli con danze popolari,tutto secondo canoni molto comuni e semplici,fino a quando, all'improvviso, apparve Kurbas.
«Sadovskyj dedicò tutta la sua vita al teatro, in cui lo zar di Mosca non permetteva agli ucraini di interpretare nient'altri che contadini. Gli attori stessi non riuscivano a concepire la possibilità di interpretare Cechov o Shakespeare con personaggi ucraini ", spiega il critico teatrale Vitalij Žežera. E osserva: "Anche Lesja Ukraїnka non si sentiva di proporre a Sadovskyj le sue opere teatrali. Quando Kurbas apparve all'improvviso, si vide che non assomigliava a nessun altro. Rendendosene conto, gli attori che sognavano la nascita di un nuovo teatro ucraino moderno, si sono affidati a lui. Così è iniziata quella avventura»
Nel 1917 Les' Kurbas organizzò uno studio di giovani attori, da cui in seguito nacque il Molodyj teatr che si mise alla ricerca di nuove forme espressive, tratte dal teatro moderno e classico.
Nel 1917 Kurbas fu segretario responsabile del settimanale Teatralni Visti.
All'età di 31 anni, il drammaturgo si innamorò della ballerina diciottenne Valentina Čystjakova, fuggita da Mosca a causa dei bolscevichi con i suoi genitori e in seguito la coppia si sposò e visse per 15 anni felici.
Nel 1919 Les' lavorò come direttore del Teatro dell'Opera di Kiev.
Nell'estate del 1920, Les' Kurbas radunò i suoi migliori attori che si unirono volontariamente dal Teatro Ševčenko di Kiev e, sotto il nome Kyidramte (Teatro drammatico di Kiev), il gruppo iniziò il suo tour nelle città della regione di Kiev.
Les' Kurbas fu il fondatore prima del teatro politico (1922-1926) e poi di quello filosofico (1926-1933) in Ucraina. Nelle rappresentazioni del suo teatro filosofico Berezil’ (Charkiv), Kurbas dipinge un universo in cui la cosa principale è la speciale fiducia nella vita umana in tutte le sue contraddizioni. Nel novembre 1922, la prima dell'opera teatrale di Taras Ševčenko Hajdamaky (regista Les' Kurbas) ebbe luogo nel Teatro popolare statale di Kiev.
Nel giugno 1924, l'Amministrazione panucraina della cinematografia lo invitò alla prima fabbrica cinematografica statale di Odessa come regista, per un anno.
Nel corso di quel periodo Les' Kurbas e «Berezoltsi» incontrarono un autore di teatro le cui opere erano coerenti con i loro principi estetici, Mykola Kuliš,che divenne dunque il loro drammaturgo. La sua prima opera teatrale vide la luce sulla rampa del palcoscenico del teatro Berezil’ e fu «Comune nelle steppe» (Kiev). La cooperazione creativa con Kuliš sarebbe continuata anche a Charkiv.
Il culmine dei successi di Kurbas è legato proprio al drammaturgo Mykola Kuliš (1892-1937) e lo scenografo Vadym Meller (1884-1962).
Le opere teatrali di Mykola Kuliš Narodnyj Malachij e Myna Mazajlo non trovarono comprensione tra i critici sovietici; gli furono mosse accuse di «tristezza» e di distorsione dell'ottimistica realtà sovietica.
Del resto, molte delle ricerche creative di Kurbas non vennero comprese nemmeno dalla maggior parte degli spettatori. Ciò vale anche per la sua opera teatrale Maklena Grasa, che raggiunge una vera profondità filosofica. Ma nonostante l'atmosfera sfavorevole di incomprensione e scortesia verso la creatività, Les' Kurbas non si perse d'animo, lottò fino all'ultimo contro le tendenze alla semplificazione e volgarizzazione dell'arte diffuse a quel tempo. Gli oppositori, d'altra parte, si preoccuparono di denunciare il minimo insuccesso di Les' Kurbas come prova di un suo completo fallimento teatrale.
Il 5 ottobre 1933, il Consiglio dei commissari del popolo dell'Unione Sovietica decise di licenziare Kurbas dalla carica di direttore artistico e direttore del teatro Berezil’. Il verbale della riunione sottolineava come Kurbas fosse da considerare "nazionalista ucraino» e come il «teatro non potesse occupare un posto appropriato nella creazione dell'arte sovietica ucraina». Di tutti gli attori del teatro, solo quattro ebbero il coraggio di schierarsi in difesa di Kurbas durante l'incontro: Ivan Marjanenko, Josyp Hirnjak, Borys Balaban e Roman Čerkašyn.
Il 6 ottobre 1933 Kurbas si trasferì a Mosca. Per diversi mesi lavorò come direttore del Teatro Malyj, mettendo in scena «Re Lear» di William Shakespeare con Solomon Michoėls al Teatro Ebraico statale di Mosca a Malaja Bronnaja.
Alla vigilia della prima di Maklena Grasa, avvenuta alla fine di settembre del 1933, Kurbas fu invitato dal secondo segretario del Comitato centrale del Partito comunista dell'Unione Sovietica, Pavlo Postyšev. Questi dichiarò di considerarlo «oggi l'unico regista del Paese capace di creare un teatro degno dell'epoca» e, allo stesso tempo, gli chiese un completo "riorientamento", un vero e proprio cambiamento di convinzioni.
«Sono un vecchio soldato di scena, è troppo tardi per cambiare le mie convinzioni», rispose Kurbas. «Mi dispiace — disse Postyšev, — Mi dispiace per te». Il destino dell'artista era segnato.
La prigionia e la morte Il 26 dicembre 1933, Les' Kurbas fu arrestato con l'accusa di aver partecipato a una organizzazione militare terroristica ucraina controrivoluzionaria, che presumibilmente stava preparando un tentativo di omicidio di Pavlo Postyšev. Due mesi e mezzo dopo, gli interrogatori del regista furono interrotti quando lui ammise di «appartenere a un'organizzazione controrivoluzionaria».
«La confessione onesta» fu accettata: il 9 aprile 1934, il regista fu condannato a 5 anni nei campi di detenzione e costretto a costruire il canale Mar Bianco-Mar Baltico. Successivamente venne inviato alle Soloveckie, isola di Anzer. Fu una condanna piuttosto mite per quei tempi, perché Kurbas, allora 47 enne, poteva avere in seguito l'opportunità di essere rilasciato. Tuttavia, il regime comunista non aveva intenzione di lasciarlo andare.
In prigione, Les' Kurbas continuò a dedicarsi al teatro. La sua compagnia comprendeva vari detenuti, tra cui persone istruite, principalmente attori o musicisti professionisti, che prima di essere arrestati e bollati come «nemici del popolo» si esibivano nei teatri.
L'assistente di Kurbas al teatro del campo, Cechanskyj, le cui memorie sono state registrate da Les' Tanjuk, ha ricordato: «Credevamo che lavorare con Kurbas fosse come laurearsi in un istituto teatrale. Era un insegnante nato, un educatore: fin dal primo giorno, tutte le persone di talento si innamorarono di lui, si potrebbe dire. Anche gli attori esperti sono rimasti colpiti dalla sua arte e dalla sua esibizione registica, dall'abilità nell'interpretare l'opera e, soprattutto, dalla capacità di rivelare ciò che era nuovo, sconosciuto all'attore [...] Ricordo che Kurbas aveva le lacrime agli occhi quando è apparso per la prima volta sul palco: «Dio! Teatro!». Perché per lui il palcoscenico era la sacralità assolutà».
Cehanskyj aggiunge che tutti speravano che Kurbas venisse rilasciato presto: «era una persona già troppo famosa, tutto il paese lo conosceva!». Non uscì , il 3 novembre 1937 fu giustiziato a Sandarmoch insieme ad altri rappresentanti del Rinascimento fucilato, tra cui Mykola Kuliš, Valer"jan Pidmohylnyj, Mykola Zerov, Valerjan Poliščuk, Hryhorij Epik, Marko Voronyj, Mychajlo Jalovyj.
Lui e l'amico e collega del teatro Berezil’, Mykola Kuliš, si ritrovarono uno accanto all'altro: erano sulla lista dei fucilati con i numeri progressivi 177 e 178. Ne nacque una leggenda, secondo la quale sarebbero stati uccisi con un unico proiettile, posti uno accanto all'altro.
La moglie di Les' Kurbas, Valentyna Čystjakova, ricevette una lettera con il certificato di morte del marito solo nel 1961, in cui si affermava che Oleksandr Kurbas morì il 15 novembre 1942 all'età di 55 anni per un'emorragia cerebrale.
Il luogo dell'esecuzione di Les' Kurbas venne rivelato al pubblico soltanto nel luglio del 1997.
Valentyna Čystjakova continuò a firmarsi fino alla morte come «moglie di Les' Kurbas». Raccontava sovente la parabola dei due muratori, una delle preferite di suo marito. Un muratore si lamentava di dover spingere dalla mattina alla sera un carro pieno di pietre, l'altro dichiarava di costruire la cattedrale di Colonia. E lui, il famoso regista, continuò come il secondo muratore a costruire cattedrali per tutta la vita.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Teatro Les' Kurbas
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