Secondo Pinton, l'orafo deve seguire il principio creativo intrinseco nell'essere umano.Mario Pinton, La scuola dell’oro, in Catalogo della mostra Mario Pinton. L’oreficeria, Padova, 1995. La materia è fonte d'ispirazione, ma richiede padronanza tecnica e sperimentazione. Attraverso fasi espressive che vanno dal figurativo all'astrattismo, Pinton perviene a una costante semplificazione delle forme e all'eleganza della linea. È considerato il pioniere italiano della "nuova gioielleria".Graziella Folchini Grassetto, Gioielleria contemporanea – La scuola di Padova, Stuttgart, Arnoldsche, 1999, p. 12. La sua attività è caratterizzata da una ricerca che porta a una nuova concezione dell'oreficeria, intesa come arte e non solo come artigianato.Mirella Cisotto Nalon, Mario Pinton. Orafo-artista, docente, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, pp. 56-121.Sylvie Lambert, The ring. Design - Past and Present, Hove, RotoVision, 1998.Ramon Puig Cuyàs, Mario Pinton spirito dei tempi nuovi, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, pp. 22-24. Questo approccio sfocia in quella che dagli anni '80 è nota come Scuola dell'oro di Padova, di cui Pinton è considerato il capofila.Lia Lenti & Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Torino, Allemandi, 2005, pp. 253-254.Graziella Folchini Grassetto, La scuola di Padova 1960-1980, in Melissa Gabardi (a cura di), Il gioiello italiano del XX secolo, Milano, SilvanaEditoriale, pp. 281-283.
Biografia Figlio di Albano Pinton, incisore di oreficerie a bulino, e di Margherita Andolfo, apprende i primi rudimenti nell'arte della lavorazione dei metalli già alla bottega del padre. Inizia la sua formazione diplomandosi nel 1935 alla Scuola Statale Artistico-Industriale di Padova, nella sezione dedicata alla lavorazione dell'argento. Nello stesso anno riceve la medaglia d'oro di campione nazionale per il mestiere degli sbalzatori.Virginia Baradel, Sulla formazione e sul profilo intellettuale di Mario Pinton, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, pp. 190-201.Giorgio Segato, La misura seducente, in Catalogo della mostra Mario Pinton. L’oreficeria, Padova, marzo-aprile 1995.Paola Venturelli, Icone. Edgardo Mannucci, Mario Pinton, Gianmaria Buccellati, in Paola Venturelli (a cura di) Gioiello – Italia. Materia tecnica arte tra antico e moderno, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2005, p. 184.
Prosegue la formazione conseguendo nel 1938 il diploma presso l'Istituto Statale d'Arte di Venezia, nel 1940 presso l'Istituto Superiore delle Arti Decorative di Monza (ora ISIA) e nel 1944 presso l'Accademia di Belle arti di Brera.Lia Lenti & Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Torino, Allemandi, 2005, pp. 224-226. Studia sotto la guida di figure come Carlo Dalla Zorza, Wenter Marini e Marino Marini. Diventa amico di Mario Sironi, Eva Tea e Francesco Messina.Marta Laudani, Mario Pinton, in Marco Romanelli e Marta Laudani (a cura di), Design: nordest, Milano, Abitare Segesta Cataloghi, 1996, p. 84. Sintetizzerà il suo pensiero nell'opera Teorica delle arti figurative.Giuseppe Furlanis, Mario Pinton, maestro dell’esattezza, in Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, p. 216.
Dal 1944 insegna arte dei metalli e oreficeria presso l'Istituto d'arte Pietro Selvatico di Padova, di cui sarà direttore dal 1969 al 1975. Dal 1976 al 1982 assume l'incarico di direttore-coordinatore dell'ISIA di Urbino.Lara Vinca Masini, Gioiello d’artista, gioiello d’Autore, in Marilena Mosco (a cura di), L’arte del gioiello e il gioiello d’artista, Firenze, Giunti, 2001, p. 375.
Opere Opere di Pinton sono conservate presso: Victoria and Albert Museum – Londra Schmuckmuseum Pforzheim – Pforzheim Ca' Pesaro – Venezia Pinakothek der Moderne – Monaco di Baviera Musée des Arts Décoratifs – Parigi Museum of Fine Arts – Houston Musei civici di Padova – Padova
Riconoscimenti (parziale) 1951 - Medaglia di bronzo alla IX Triennale di Milano 1957 - Medaglia d'oro alla XI Triennale di Milano 1975 - "Golden Ehrering", Hanau-Mein 1976 - Premio 'Herbert Hoffmann', Monaco di Baviera 1984 - Medaglia d'oro dei Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, Roma
Note
Bibliografia Luisa Attardi e Mirella Cisotto Nalon (a cura di), Mario Pinton. Gioielli, sculture, poesia, Torino, Skira editore, 2020, ISBN 978-88-572-4506-5. Graziella Folchini Grassetto, Gioielleria contemporanea – La scuola di Padova, Stuttgart, Arnoldsche, 1999, ISBN 3-89790-202-8. Lia Lenti & Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Torino, Allemandi, 2005, ISBN 9788842212003.