Iron fændyr (; ) è una raccolta di versi di Kosta Levanovič Chetagurov. Si tratta dell'opera principale dell'autore e comprende liriche di vario genere e contenuto, come pensieri del cuore, canti, poemi e favole.
Il titolo dell'opera è chiaramente ispirato al fӕndyr o panduri, una sorta di liuto che tradizionalmente accompagnava l'esecuzione di racconti epici e di canti popolari. Iron fændyr è l'unica opera in lingua osseta scritta da Chetagurov, a cui dedicò gran parte della sua vita, lavorandoci dal 1885 sino alla morte. L'opera è un'importante fonte in merito agli usi e ai costumi degli osseti.
Storia Iron fændyr venne pubblicato per la prima volta nel 1899. A quei tempi Chetagurov era in esilio, quindi non poté revisionare il suo capolavoro. La correzione dell'opera venne quindi affidata a Gappo Baev, che verrà aspramente criticato dall'autore per i troppi interventi redazionali e censori sul testo.
Descrizione Iron fændyr è composto da diversi gruppi tematici. Vi si trovano favole, alcune delle quali sono traduzioni o adattamenti delle favole di Ivan Andreevič Krylov, rime per bambini, componimenti ispirati a tradizioni e credenze popolari, liriche d'amore e poesie dedicate al tragico destino del popolo osseto o alla funzione civile della poesia. La studiosa Aza Aslamurzaeva Chadarceva classifica le poesie di questa raccolta in lirica intima (25-33), lirica civile (33-47), poesie dell'epica tradizionale orale (52-64) e favole in cui è evidente l'influsso diretto della letteratura russa (47-52). Si rilevano accenni più o meno espliciti alla vita personale del poeta, come ad esempio le sue vicende drammatiche e la miseria del suo popolo, oppure l'amore non corrisposto per Anna Aleksandrovna Calikova.
L'opera è scritta in alfabeto cirillico adattato per la lingua osseta da Anders Johan Sjögren. Le rime si basano su assonanze considerate scorrette dalla versificazione russa (ad esempio fra le parole "biræ" e "biræg'"), una pratica che attinge alla tradizione popolare osseta: nei poemi epici dei Narti infatti le rime sono praticamente assenti.
Accoglienza Le liriche di questa opera divennero estremamente popolari in tutta l'Ossezia prima ancora che venissero pubblicate. Le favole di Chetagurov, per quanto fossero spesso adattamenti delle opere di Krylov, si distinsero per originalità a tal punto da divenire parte integrante del repertorio popolare osseto. Una poesia di questa raccolta, intitolata Nyfs ("Speranza") venne inclusa tra i canti popolari osseti della raccolta di Arthur Christensen, un'opera che raccoglie testi osseti trascritti dalla voce di alcuni prigionieri di guerra dell'Ossezia scappati dai campi tedeschi e rifugiatisi in Danimarca.
Edizioni Iron fændyr/Osetinskaja lira, traduzione dall'osseto di Jurij S. Badtiev. Vladikavkaz, Sojuz literatorov Rossii Severo-Osetinskoe otdelenie Litera, 2014
Note
Bibliografia