I francobolli dell’Unione Sovietica furono emessi nel periodo compreso tra il 1923 e il 1991. Recavano l’iscrizione in russo «Почта СССР» (“Posta dell’URSS”). Dal punto di vista tematico, le emissioni sovietiche rispecchiarono in larga misura la storia, la politica, l’economia e la cultura di quello che fu il primo stato socialista al mondo. Tra i più importanti progettisti di francobolli sovietici si annoverano Ivan Dubasov, autore dell’emissione commemorativa in lutto per la morte di Vladimir Lenin, i primi francobolli a raffigurarne l’effigie nel 1924, e Vasily Zavyalov. Entro la metà degli anni Settanta, nell’URSS erano stati emessi oltre 4.000 francobolli.
Nel 1970 fu pubblicato a Mosca il "Catalogo dei francobolli dell’URSS, 1918–1969", cui seguirono successivamente supplementi annuali. La storia e la progettazione dei francobolli sovietici furono inoltre approfondite nella pubblicazione annuale Soviet Collector e nella rivista mensile Filateliya SSSR.
I primi francobolli I primi francobolli della neo-proclamata Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche furono progettati da Georgy Pashkov ed emessi nell’agosto del 1923 in occasione della Prima Esposizione agricola e artigianale panrussa.
Edizioni definitive La prima serie di francobolli definitivi dell’URSS, nota come emissione “Gold Standard”, fu introdotta nell’ottobre del 1923. Il progetto, ideato da Ivan Shadr, raffigurava i busti dell’operaio, del soldato dell’Armata Rossa e del contadino. Inoltre, era previsto un piano per incrementarne la vendita sui mercati internazionali: puntando sull’esportazione dei francobolli, il governo sovietico contava di ottenere valuta pregiata.
Nel corso degli anni si registrò un progressivo incremento nel numero di francobolli diversi emessi annualmente dall’URSS. Le tariffe facciali continuarono a includere anche i costi della posta internazionale. Ad esempio, la maggior parte delle nuove emissioni tra il 1939 e il 1940 presentava valori nominali compresi tra 10 e 30 copechi, ossia superiori a quelli previsti per la corrispondenza interna standard.
Nel corso degli anni si è registrato un costante incremento del numero di francobolli emessi annualmente dall’Unione Sovietica. Le emissioni continuarono a includere valori nominali destinati anche alle tariffe postali internazionali. Ad esempio, la maggior parte dei nuovi francobolli emessi tra il 1939 e il 1940 presentava valori compresi tra 10 e 30 copechi, dunque superiori a quelli previsti per la corrispondenza interna ordinaria.
Uno dei temi più rilevanti rappresentati sui francobolli dell’Unione Sovietica era il Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Questo veniva generalmente espresso in due modalità principali:
dedicando emissioni a numerosi esponenti di spicco del partito, sia viventi sia scomparsi riportando slogan e risoluzioni ufficiali del partito
Vladimir Lenin fu il bolscevico più frequentemente raffigurato sui francobolli sovietici; le prime emissioni della cosiddetta Leniniana apparvero subito dopo la sua morte, nel gennaio del 1924. Le immagini di membri del partito ancora in vita venivano utilizzate per sottolineare il tema del potere statale. Un esempio significativo è rappresentato dalla serie di francobolli del 1935 dedicata al sessantesimo compleanno di Mikhail Kalinin, in cui egli è raffigurato come operaio, contadino e oratore. Queste emissioni illustravano le forze motrici dello Stato sovietico: il lavoratore, il contadino e il Partito Comunista. Tale pratica si inserisce in una tendenza diffusa a livello globale, secondo cui i politici al potere vengono rappresentati sui francobolli come simboli dello Stato.
Gli slogan e le risoluzioni del partito impressi sui francobolli sovietici mutarono nel tempo. Nei primi anni Venti, i temi riflettevano, seppur indirettamente, lo spirito della Nuova Politica Economica (NEP). A partire dal 1929, i francobolli divennero invece uno strumento esplicito per proclamare il cambiamento delle politiche economiche. Quando Iosif Stalin avviò il processo di industrializzazione, furono emesse serie speciali per sostenerlo. Ad esempio, il francobollo da 10 copechi raffigurava una fila di trattori accompagnata dallo slogan: «Aumentiamo il raccolto del 35%». Quello da 20 copechi riportava l’iscrizione: «Più metallo, più macchine!». Il valore da 28 copechi mostrava invece un altoforno, un grafico della produzione di minerale di ferro e lo slogan: «Ferro, 8 milioni di tonnellate».
Dopo la Grande Guerra Patriottica, il governo fece ricorso anche alla filatelia come strumento di propaganda, per promuovere la ricostruzione economica e mobilitare la popolazione. Un’emissione di francobolli del 1946 esortava la nazione con questi obiettivi ambiziosi: «Fornire annualmente al Paese 127 milioni di tonnellate di grano», «60 milioni di tonnellate di petrolio», «60 milioni di tonnellate di acciaio», «500 milioni di tonnellate di carbone» e «50 milioni di tonnellate di ghisa».
I brevi slogan eroici dell’epoca staliniana, volti a richiamare alla mobilitazione economica, vennero sostituiti, negli anni successivi alla morte di Stalin, da contenuti diversi sulle emissioni filateliche sovietiche. In quel periodo comparvero infatti veri e propri programmi di partito, spesso riportati attraverso estratti piuttosto lunghi di documenti ufficiali e risoluzioni congressuali. Ne è un esempio la serie intitolata “Decisioni del XXII Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica—Nella vita”, progettata da Vasily Zavyalov e A. Shmidshtein e pubblicata nel 1962.
Negli anni successivi, lo stile dei messaggi sui francobolli continuò a evolversi, mantenendo però una chiara distanza rispetto a quello dell’era staliniana. Non si trattava più di ordini brevi e imperativi, bensì di promesse e spiegazioni rivolte dal partito alla società sovietica. Ad esempio, in un foglietto commemorativo del 1971 appartenente alla serie del XXIV Congresso del Partito, progettato da Yu. Levinovsky e A. Shmidshtein, compariva un’iscrizione che recitava: “Il problema principale consiste nell’assicurare un significativo innalzamento del livello materiale e culturale di vita del popolo, sulla base di elevati ritmi di sviluppo della produzione socialista, dell’aumento della sua efficienza, del progresso scientifico e tecnologico e dell’accelerazione della crescita della produttività del lavoro”.
Messaggi di questo tipo caratterizzarono le emissioni filateliche del periodo brežneviano e post-brežneviano, fino ai cambiamenti introdotti sotto la guida di Mikhail Gorbachev. In quella fase emersero nuovi slogan—perestrojka, uskoreniye, demokratizatsiya e glasnost—che iniziarono a comparire anche sui francobolli dell’Unione Sovietica.
Note
Categoria:Filatelia