Il banchetto durante la peste, tradotto in Italia anche come Il festino durante la peste o Il banchetto al tempo della peste () è un dramma in versi scritto da Aleksandr Sergeevič Puškin nell'autunno del 1830 e pubblicato per la prima volta nel 1832. L'opera è l'ultima delle quattro Piccole tragedie di Puškin ed è ispirata alla quarta scena del primo atto del dramma The City of Plague (1816) del drammaturgo scozzese John Wilson.

Trama

Londra, 1665. Mentre la grande peste impazza, alcune persone imbandiscono tavolate nelle strade per banchettare e cantare canzoni tristi. Su tutto presiede Walsingham, che fa da maestro di cerimonie. Il banchetto viene interrotto dall'arrivo di un prete, che li rimprovera e li esorta a tornare a casa. Tuttavia, Walsingham rifiuta di ottemperare alla richiesta del presbitero, ribattendo che le loro case sono tristi e che i giovani amano festeggiare.

Il prete allora ricorda a Walsingham che appena tre settimane prima aveva sepolto la madre, il cui spirito ora piange dal paradiso, vedendo il figlio dedido a bagordi. Walsingham intima al prete di andarsene, dato che sa che la sua anima non potrà comunque raggiungere il posto in cui si trova la madre. Il sacerdote lascia quindi il banchetto e, mentre il festino continua, Walsingham resta pensieroso, turbato dal ricordo della madre.

Composizione e stampa Puškin scrisse Il banchetto durante la peste (insieme alle altre tre Piccole tragedie e ai capitoli finali dell'Eugenio Onegin) durante tre mesi particolarmente prolifici trascorsi a Boldino nell'autunno del 1830, quando un'epidemia di colera gli impedì di ritornare nella capitale.

L'autore scrisse il "microdramma" (o "piccolo dramma lirico"), completato il 6 novembre 1830, ispirandosi a una scena di The City of Plague, che aveva letto in una raccolta delle opere di Wilson trovate nella tenuta di Boldino. A differenze delle altre tre Piccole tragedie, Il banchetto durante la peste non è semplicemente ispirato da altre opere, dato che si tratta di una libera traduzione (o adattamento) del testo di Wilson, seppur con aggiunte originali: "l'inno di Walshingham" e la "canzone di Mary".

L'opera fu pubblicata per la prima volta nel 1832 sull'almanacco Al'ciona. Vladimir Nabokov ne ha realizzato una traduzione in lingua inglese.

Rappresentazioni L'opera fu portata al debutto al Teatro Aleksandrinskij di San Pietroburgo nel 1899, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Puškin.

Il "microdramma" fu poi riproposto sulle scene da Aleksandr Nikolaevič Benois al Teatro d'arte di Mosca nel 1915 e rappresentato con Mozart e Salieri e Il convitato di pietra, insieme ai quali costituiva La trilogia della morte. Nel 1919 il dramma fu riproposto sulle scene moscovite da Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko insieme a Il convitato di pietra.

Adattamenti Cezar' Antonovič Kjui ha riadattato il "microdramma" di Puškin nell'opera lirica omonima, portata al debutto al Teatro Novij di Mosca nel 1901. Altri adattamenti operistici della pièce sono stati realizzati da Sergej Sergeevič Prokof'ev (1903), Boris Vladimirovič Asaf'ev (1940), Aleksandr Borisovič Gol'denvejzer (1942), Arthur Lourié e Alex Woolf (2020).

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