A Ferrara tenne un noto salotto, considerato il vero e proprio «centro della vita politica e culturale della città».
Biografia Di origine veneziana, Maria Rossi nacque il 22 marzo 1752 a Zara, in Dalmazia, dove il padre Sebastiano era un impiegato della Repubblica di Venezia. La famiglia successivamente tornò a Venezia.
Durante l'adolescenza la sua educazione fu affidata alle Monache di Sant'Anna ma, vivace intellettualmente, cercò presto altri stimoli culturali divorando libri di narrativa, poesia, storia, morale e politica e apprendendo in autonomia il francese.
Si sposò con un ferrarese, il dottor Antonio Scutellari, un agiato notaio di nobile origine parmense,Antonio Scutellari fu anche commissario, "incaricati dalla Municipalità di recarsi in tutta la provincia a esigere dai comuni le sovvenzioni imposte". cfr. , e che le garantì la possibilità di assecondare le proprie inclinazioni intellettuali e poté quindi studiare con l'Abate Migliore e con il professor Alberto Fortis. Donna colta, scrittrice e intellettuale, nel 1777, a 25 anni, fu ammessa all'Accademia dell'Arcadia, assumendo lo pseudonimo di Lisinda Eurotea.
Trasferitasi nella città del marito, abitava con lui in un palazzo nei pressi della chiesa di San Carlo. Divenne ben presto una personalità di spicco della Ferrara napoleonica: a partire dal 1780 animò il più importante salotto culturale di Ferrara, frequentato dalla buona societàSecondo Giorgio Zanardi, il salotto di Marietta Scutellari era il più importante di Ferrara, cfr. . In quegli anni, si ricordano anche i salotti di Olimpia Romagnoli Sacrati e di Maria Calcagnini Zavaglia, cfr. e dove accoglieva ospiti dell'alta borghesia e della nobiltà, un fatto notevole per l'epoca, secondo varie fonti, dato che lei nobile non lo era.Cfr. , e Nonostante sia bene ricordare che il lungo Ottocento sia il secolo della borghesia. Prima della Rivoluzione francese sarebbe stata difficilmente immaginabile la presenza di nobildonne in un salotto di una dama d'origine borghese, seppur sposata a un nobile. Marietta Scutellari viene descritta come «conciliatrice di inimicizie e di belle amicizie annodatrice», «perfetta conoscitrice del cuore umano» e abile e amabile nel conversare, di idee che oggi definiremmo progressiste o liberali. Come ricorda Gioseffo Petrucci, in città si era diffuso il detto «non moversi foglia che Marietta non voglia».Allusione al proverbio «Non si muove foglia che Dio non voglia». Nel 1803 fu tra i soci fondatori della Società del Casino (oggi Circolo Unione), un circolo mondano e culturale che si ispirava ai settecenteschi ritrovi aristocratici. pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Scutellari era anche amica di intellettuali, scienziati e artisti, con i quali teneva anche corrispondenza. Tra loro si ricordano Lord Byron, Ugo Foscolo, Teresa Bandettini, Muzzarelli, Peruzzi, Berni,, Pietro Giordani, Onofrio Minzoni, Giuseppe Compagnoni, Giuseppina Grassini, Ippolito e Giovanni Pindemonte, il Savioli, Alfonso Varano, lo Stratico, Vincenzo Monti, Giulio Perticari, il Ceretti, Leopoldo Cicognara e Antonio Canova, il quale soggiornava da lei durante i suoi viaggi a Ferrara; in un'epistola del 1819 indirizzata a quest'ultimo, la Scutellari caldeggiò la riapertura della Scuola di Ornato di Ferrara, probabilmente influenzata dalla presenza dell'ornatista svizzero Pietro Trefogli ai suoi ricevimenti, il quale «come lei contribuì ad aggiornare il gusto della città in senso neoclassico».
Alla morte del marito, avvenuta nel 1810, «spese quasi tutto il cospicuo patrimonio ereditato per aiutare i giovani talenti ferraresi che si distinguessero in discipline scientifiche e umanistiche», finanziando ad esempio l'istruzione di giovani artisti nelle scuole di belle arti di Milano, Venezia, Firenze e Roma.
Secondo una tendenza osservata anche altrove,Per esempio a Bologna. Cfr. i salotti letterari con la Restaurazione diventarono spesso anche salotti politici; come ricorda coloritamente lo storico Gaspare Ungarelli anche il salotto di Marietta Scutellari già nel 1814Fratti e Bargellesi indicano invece il 1815, cfr. iniziò ad accogliere «combriccole di massoni tramutate in carbonari per concertarsi circa gli avvenimenti». E non è un caso che un'altra influente salottiera di questo periodo, la contessa bolognese Cornelia Rossi Martinetti, fosse anche lei una sua grande amica e passasse spesso le estati a Ferrara in sua compagnia. Nell'ambito ferrarese, frequentava assiduamente anche altre esponenti cittadine con gli stessi ideali politici, tra cui la più giovane contessa Gianna Maffei.Francesco Barbi Cinti nel 1877 fa notare che, sebbene di idee patriotiche e abitando a pochi passi dal Castello Estense in cui era presente un comando di polizia, la Scutellari «non ardì mai violare la severa tedesca (sic) sorveglianza». Cfr.
Marietta Scutellari è anche ricordata come una persona pia e una benefattrice nei confronti delle persone comuni e umili: insieme ad altre donne della borghesia e della nobiltà cittadina, quali la contessa Angela Scacerni Prosperi (1780-1839) e la marchesa Maria Calcagnini Zavaglia (1754-1846), si attivò in favore dei bambini e delle donne in difficoltà.
Maria Rossi Scutellari morì ottantenne, lo stesso giorno dalla sua nascita, il 22 marzo 1832, con la benedizione papale.Liber Defunctorum Ecclesiae Matropolitanae Ab Anno 1778 Usque ad Annum 1833, p. 230, n.16, conservato nell'Archivio parrocchiale della Cattedrale di Ferrara, cit. in È sepolta alla Certosa di Ferrara: il monumento funebre eretto in suo onore per volere dei suoi amici, in stile neoclassico e con le allegorie dellOspitalità e dellAmicizia, è un'opera di Giuseppe FerrariO. Raggi, Di un bassorilievo per il Monumento a Maria Rossi Scutellari. Opera di Giuseppe Ferrari in Il Tiberino, anno III, 1 aprile 1835, n. 13, p. 50. lodata tra gli altri anche da Bertel Thorvaldsen. L'epigrafe recita:
Note
Bibliografia
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Categoria:Sepolti nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara