La battaglia del fiume Šelon (, raramente anche battaglia del fiume Scelon) fu combattuta il 14 luglio 1471 tra le truppe del Granducato di Mosca e quelle della Repubblica di Novgorod, e fu determinante per l'egemonia politica della Russia medievale.
La Repubblica di Novgorod, dipendente da Mosca dopo la precedente sconfitta del 1456, era ansiosa di liberarsi dal controllo moscovita, e si ribellò apertamente nel 1471. Mancandole tuttavia alleati, non poté fermare l'invasione dei propri territori da parte dell'esercito nemico, che arrivò quasi fin sotto la stessa Novgorod. Messo insieme in tutta fretta un esercito, i novgorodiani tentarono di sbarrare la strada ai nemici sul fiume Šelon', ma benché fossero in superiorità numerica, l'esperienza bellica dei moscoviti si rivelò vincente e le truppe repubblicane furono sbaragliate.
La sconfitta dello Šelon' segnò il destino di Novgorod, da allora in preda a un declino politico irreversibile, che avrebbe portato alla fine della repubblica e alla sua annessione al granducato di Mosca nel 1478.
Antefatti
La seconda metà del XVI secolo vide lo scontro diretto per il predominio politico sulla Russia tra le principali entità politiche della zona, ovvero il Granducato di Mosca guidato dalla dinastia dei Rjurikidi e la Repubblica di Novgorod a trazione oligarchica. In particolare lo zar Ivan III di Russia (1462-1505) ambiva molto a centralizzare il potere politico russo nelle proprie mani, e cominciò quindi una sistematica politica di opposizione alle ambizioni dei novgorodiani.
Le guerre tra Mosca e Novgorod erano già scoppiate nel 1456, quando la repubblica era stata attaccata da Basilio II di Russia, padre di Ivan, che aveva costretto la città alla firma di una pace svantaggiosa. I novgorodiani, insofferenti alle condizioni imposte dai moscoviti, negli anni 1460 avevano quindi sempre più cercato di emanciparsi da Mosca, alleandosi con re Casimiro IV di Polonia e Lituania, uno dei più grandi nemici dei moscoviti, sperando di ricevere aiuto contro la capitale russa. Il partito anti-moscovita era guidato da Marfa Boreckaja, una potente patrizia della città, e inizialmente Casimiro parve voler fornire aiuto effettivo a Novgorod, e ciò spinse la repubblica a ribellarsi apertamente a Mosca.
Le ostilità scoppiarono nell'estate del 1471. Ivan III fu il primo ad agire, chiamando i vessilli di guerra e affidando una forza di uomini, per la maggior parte cavalieri, al principe suo alleato Daniil Dmitrievič Cholmskij, con l'obiettivo di colpire velocemente Novgorod. La Lituania, poco desiderosa di impegnarsi in un nuovo conflitto, rinnegò quindi l'alleanza con Novgorod, che si trovò a combattere da sola. In tutta fretta fu quindi costituito un esercito abbastanza consistente (fino a uomini), ma male armato e reclutato tra gli abitanti della repubblica, per la maggior parte artigiani e operai senza addestramento militare. Guidava l'esercito il posadnik (sorta di sindaco) Dimitrij Boreckij, figlio di Marfa. Importante defezione era invece quella del nuovo vescovo Teofilo di Novgorod, fedele a Mosca e che quindi si rifiutò di sostenere in alcun modo la risposta militare della repubblica.
La battaglia
I moscoviti invasero il territorio della repubblica senza incontrare alcuna resistenza, e poterono agevolmente arrivare in vista della stessa Novgorod in poche settimane. L'esercito repubblicano era nel frattempo uscito dalla città e si era accampato sulle sponde del vicino fiume Šelon' appena ad ovest della sua immissione nel lago Il'men', al fine di presidiarne i guadi e impedire che i moscoviti potessero attraversarlo e attaccare direttamente la loro città. Forse Boreckij ambiva ad intercettare le truppe della città di Pskov prima che esse si potessero unire a quelle moscovite, ma non fece in tempo a prevenire le manovre nemiche: arrivato vicino al fiume, scorse in lontananza il fumo della città di Staraja Russa che bruciava dopo essere stata saccheggiata dalle truppe moscovite, e comprese che l'unica opzione per i novgorodiani era resistere dove si trovavano.
La battaglia decisiva avvenne il 14 luglio, dopo varie scaramucce minori nei giorni precedenti. I novgorodiani si erano attestati su uno dei guadi principali sullo Šelon', vicino al villaggio di Korostyna, e progettavano persino di attaccare per primi quando furono sorpresi dalle cariche nemiche. I moscoviti tentarono di forzare il passaggio del fiume, ma in un primo momento i novgorodiani, grazie alla loro superiorità numerica, riuscirono a resistere e a respingere gli attacchi. Una successiva carica della cavalleria tatara, tra i migliori reparti dell'esercito moscovita, mandò tuttavia nel panico i difensori, che furono travolti e massacrati, permettendo così all'esercito nemico di passare il fiume. Secondo le cronache moscovite furono uccisi novgorodiani sia a piedi che a cavallo, mentre altri 2000 furono presi prigionieri, compreso il posadnik Boreckij.
Conseguenze La sconfitta dello Šelon' lasciò Novgorod senza altre difese, e obbligò gli abitanti a trattare con Ivan. Le trattative furono condotte dal vescovo Teofilo di Novgorod, da sempre favorevole a Mosca e che incontrò quindi la benevolenza dello zar, che alla fine non si dimostrò troppo duro con gli sconfitti. Di fatto furono ripristinate le condizioni precedenti alla guerra, salvo alcune nuove concessioni pretese dai moscoviti e un forte tributo. Mentre i capi militari repubblicani come Dimitrij Boreckij furono giustiziati, molti dei boiardi di Novgorod furono risparmiati, compresa Marfa Boreckaja.
Ristabilita una momentanea pace, Ivan per i successivi anni governò come il signore nominale di Novgorod, dove la locale aristocrazia continuava ad avere un certo grado di libertà. Marfa Boreckaja tuttavia riemerse presto a capo del partito anti-moscovita, e nel 1477 scoppiò nuovamente la guerra. Stavolta tuttavia Novgorod non fu in grado di approntare nemmeno un esercito e si ritrovò presto assediata da Ivan III, che ne ottenne la resa nel gennaio 1478. Fu quindi abolita definitivamente la repubblica, che venne annessa a Mosca; la quasi totalità dei boiardi di Novgorod, fra cui Marfa, fu allora deportata in altre zone della Russia, e l'autonomia locale della città distrutta.
Note
Categoria:Battaglie medievali che coinvolgono la Russia Šelon'