L'Accademia degli Occulti fu una accademia letteraria fondata a Brescia verso la metà del XVI secoloEveline Chayes, "Language of Words and Images in the Rime degli academici occulti, 1568: Reflections of the Pre-Conceptual?", in Lodi Nauta (ed.), Language and Cultural Change: Aspects of the Study and Use of Language in the Later Middle Ages and the Renaissance (Peeters, 2006), pp. 149–171.. La precisa data di fondazione è incerta: tra le possibilità figurano il 1563James Edward McClellan III, Science Reorganized: Scientific Societies in the Eighteenth Century (Columbia University Press, 1985), p. 306., il 1565Uberto Motta, Antonio Querenghi (1546–1633): un letterato padovano nella Roma del tardo Rinascimento (Pubblicazioni dell'Università Cattolica, 1997), p. 35. o il 1567. Prove della sua esistenza sarebbero tuttavia anche antecedenti, e l'accademia potrebbe essere esistita già nel 1553. Altri sostengono che la sua fondazione, opera del "principe" Alfonso Capriolo risalga addirittura al 1540Mauro Ambrosoli, The Wild and the Sown: Botany and Agriculture in Western Europe, 1350–1850, trans. Mary McCann Salvatorelli (Cambridge University Press, 1997 ), pp. 120–122..
Gli Occulti si diedero delle regole scritte, e formarono una società relativamente longeva che si mantenne stabile per decenni, fino alla sua scomparsa avvenuta qualche dopo il 1623, anno in cui viene menzionata per l'ultima volta. Il periodo di massima attività degli Occulti fu quello intorno al biennio 1568-1570, durante il quale pubblicarono due raccolte di poesie. Le Rime degli Academici occulti del 1568 sono strutturate in quattordici capitoli, ciascuno dedicato a un membro dell'accademia. Ognuno di essi inizia con limpresa (simbolo) del membro, che include un'immagine e un motto, e prosegue con un commento in prosa sullo stesso a cura del segretario dell'accademia, Bartolomeo Arnigio, e una poesia. Tra gli autori che contribuirono figurano Antonio Querenghi e Alberto Lollio.
Gli Occulti dimostrarono anche interesse per la filosofia naturale: ad esempio, tra i membri dell'accademia figurò Agostino Gallo.
Note
Collegamenti esterni
Enciclopedia bresciana
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