La stanza di Mariana (La Chambre de Mariana) è un film del 2025 scritto e diretto da Emmanuel Finkiel, tratto dal romanzo Fiori nelle tenebre di Aharon Appelfeld..

Trama Černivci, in Bucovina, 1942. Yulia, ebrea in fuga dal ghetto della città, affida l'undicenne figlio Hugo all'amica d'infanzia Mariana, che lavora come prostituta in un bordello. Chiuso nella piccola stanza accanto alla camera da letto di Mariana, il ragazzo percepisce solo ciò che sente attraverso le pareti e che vede da una fessura. Solo occasionalmente a Hugo è consentito di uscire dal suo nascondiglio. La sua immaginazione lo rende consapevole dei misteri della sessualità.

Produzione Dopo Voyages (1999) e La Douleur (2017), Emmanuel Finkiel non pensava di girare un altro film sull'Olocausto finché il produttore Olivier Delbosc gli ha proposto l'adattamento del romanzo di Appelfeld, che gli ricordava la storia di suo padre. «Mi sono reso conto che La stanza di Mariana conteneva un aspetto importante che mancava nei miei film precedenti: il desiderio di vivere. I personaggi di Voyages e La Douleur sono consumati da un'assenza che li rende essi stessi assenti dalla vita», ha dichiarato il regista a Télérama.

Per il ruolo di Mariana, Finkiel ha fatto provini ad attrici ucraine ma alla fine ha scelto la francese Mélanie Thierry, con la quale aveva già lavorato in Non sono un bastardo ( Je ne suis pas un salaud) (2016) e La Douleur (2017). Mélanie Thierry ha imparato l'ucraino in quasi due anni. «Ho fatto provini con attrici ucraine, che sarebbero state perfette se avessi scelto un approccio naturalistico. Tuttavia, il personaggio di Mariana è più complesso, non convenzionale, molto romantico, sia un fuoco fatuo che una tragedia», ha detto Finkiel a Télérama. Con la sola eccezione dell'attrice francese, l'intero cast è composto da attori e attrici ucraini.

Inizialmente le riprese erano previste in Ucraina ma, a causa dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022, sono state effettuate a Budapest e dintorni dal 23 maggio al 18 luglio 2023.

Il film è co-prodotto da Cinéfrance Studios, Curiosa Films e Arte France Cinéma (Francia); Tarantula Belgique (Belgio); Proton Cinema (Ungheria); Draco (Portogallo); Metro Communication, Sunshine Films e United King Films (Israele); con la partecipazione di Arte, Canal+ e Ciné+; con il sostegno di Eurimages e del Centre du Cinéma et de l'Audiovisuel de la Fédération Wallonie-Bruxelles.

Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima mondiale il 1º febbraio 2025 all'International Film Festival Rotterdam nella sezione Limelight. È uscito nelle sale cinematografiche francesi il 23 aprile 2025, in quelle italiane il 27 gennaio 2026, in occasione del Giorno della Memoria..

Accoglienza Critica Il sito francese AlloCiné ha calcolato una media di 4,1 su 5 da parte di 35 critici.

Per Luc Chessel, su Libération: «Vedere e sentire cose che non capiamo bene, che capiremo più tardi, e anche allora, mai del tutto: questa è l'infanzia», e La stanza di Mariana «è proprio un film sull'infanzia, il suo cinema a più velocità di lettura, ancor più che sulla Shoah, la sua memoria in tempi diversi».

Per Caroline Vié, su 20minutes.fr, «non è solo un bel film. È anche un grido d'allarme contro la barbarie di ieri e di oggi».

Fabien Lemercier, su cineuropa, ritiene La stanza di Mariana un'«avvincente impresa artistica che rifugge il naturalismo e flirta simultaneamente con la fiaba e la grande Storia (i tedeschi, i sovietici), pur concentrandosi completamente sull'autenticità dei sentimenti. [...] Questo terreno incredibilmente ricco e simbolico è ulteriormente esaltato dall'uso della luce contrastante da parte del talentuoso direttore della fotografia del film, Alexis Kavyrchine. Il risultato è un lungometraggio intriso di una forma di stranezza che sarà pienamente apprezzata dagli spettatori che condividono lo stesso codice segreto dell'originalissimo Emmanuel Finkiel».

Francesco Puma, su Quinlan.it, assegna 7 su 10 e commenta che Finkiel «sceglie di raccontare la persecuzione non attraverso la rappresentazione frontale dell’evento storico, ma mediante una rigorosa riduzione percettiva: lo sguardo è limitato, l’azione compressa, il tempo dilatato fino a diventare materia morale» e «costruisce un cinema dell'ascolto e dell'attesa, in cui la Storia agisce come pressione continua sull'intimità, trasformando ogni gesto quotidiano in potenziale minaccia».

Riconoscimenti 2026 – Premio Lumière Candidatura migliore attrice a Mélanie Thierry 2026 – Premio César Candidatura migliore attrice a Mélanie Thierry

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