Biografia

Partito da Reggio giovanissimo, arrivò a Parigi nel 1940, dove, spinto dal suo amore per la pittura, frequentò la scuola di Belle Arti. Nella capitale francese del dopoguerra i suoi quadri iniziarono a destare grande interesse: arrivarono le prime mostre, le prime importanti recensioni (Le Figaro, Le Parisien Liberé, Combat, La Croix ed altri ancora, hanno dato ampio spazio al pittore reggino). Fu adottato dalla Ville Lumière: Poliméno (o Polymenos, per le sue origini greche) diventò Polimenò.

Le grandi gallerie parigine iniziarono ben presto ad organizzare mostre personali e collettive. Tra gli anni 60-70 Polimenò, con i suoi dipinti, rientrò tra gli artisti più noti di Parigi.

La Calabria è sempre stata nel sangue di questo artista. I fiori che Polimenò ha dipinto sono fiori di campo: i fiori della campagna di Reggio, ricchi di mezzi toni e vibrazioni cromatiche delicate.

Nel 1974 ha l’onore di esporre alla “Galerie de Ponchettes” di Nizza, dalla quale avevano iniziato il loro percorso artisti del calibro di Chagall e Cocteau.

Il filo conduttore della maggior parte delle sue opere è il motivo della sfera. Come un sasso gettato nelle acque stagnanti della pittura del dopoguerra, le sfere — una dentro l’altra, isolate, sospese nel cielo o nell’atto di planare a picco sul mare o oltre le montagne, grandi o piccole — caratterizzano la pittura di Polimenò, inaugurando quella che Emanuela Andreoni definì nel 1972 la conquista artistica della “quinta dimensione”.

Se il Cubismo aveva introdotto la quarta dimensione attraverso il concetto di tempo e di immagine in movimento, Polimenò ne aggiunge un’altra: quella dell’immagine che, sotto forma di sfera, sembra uscire dalla tela per raggiungere l’osservatore, compiendosi ogni volta nello sguardo di chi contempla l’opera. Le sfere paiono staccarsi dal quadro per andare, come gli atomi di Lucrezio, a toccare gli organi della vista e ricomporsi poi nella mente come immagine.

Ma esse possiedono anche un valore simbolico autonomo: possono rappresentare l’aspirazione alla perfezione e all’armonia cosmica. La cultura greca — alle cui radici appartengono gli antenati dell’artista — non concepiva nulla di più divino della musica generata dal moto delle sfere celesti. Le sfere di Polimenò possono inoltre richiamare i primordi della terra, come bolle di fango primordiale, o suggerire un futuro dominato da movimento e proporzione.

Nel 1982 espone a Scilla, al Castello dei Ruffo di Calabria.

Nel 1997 realizza una nuova mostra in Italia, organizzata dalla Pro Loco di Uscio.

Polimenò non si dedica esclusivamente alle sfere. La sua produzione si distingue infatti in due periodi: uno più figurativo e uno più astratto.

Sono presenti tre cicli floreali: quello del cardo, dell’iris e del Beni-Hanà. Quest’ultimo è un fiore giapponese dal quale si ricava una sostanza utilizzata nella produzione del rossetto. Questa “frontiera” giapponese è stata probabilmente influenzata dalla compagna dell’artista, Yoko, entrata nella sua vita nel 1985 e determinante nell’aprirlo a nuovi scenari, ampliando il suo orizzonte creativo da una cultura all’altra.

Note

Bibliografia

ANDREONI Emanuela, «Polimeno, artista-calabrese "pittore della luce" a Parigi» in "IL TEMPO", 27 Ottobre 1966 CORTE Antonio, «La mostra di Polimeno, pittore calabrese si rivela a Parigi» in "Gazzetta del sud", 27 Luglio 1962 CORTE Antonio, «"Tout Paris" Per un calabrese» in "Il resto del Carlino", 26 Novembre 1962 DALLA NOCE Everardo, «Il "boom" di Polimeno» in "Il sole-24 ore", 17 Gennaio 1974 DALLA NOCE Everardo, «Polimeno» in "Il sole-24 ore", 7 Aprile 1977 FOCÀ A., GUERRIERI R., LEO S., «Antonio Pitaro: medico e scienziato da Borgia a Parigi tra '700 e '800», Reggio Calabria, Laruffa Editore, 1999, 170 p. GUERRIERI Riccardo, «Antonio Pitaro: un Calabrais entre Révolution et Restauration», in La Traduction-migration, opera del CIRCE (Sorbona-Paris III), sotto la direzione di J. Ch. Vegliante, 2000, Harmattan, Parigi, pp.225-243. GUERRIERI Riccardo, «Polimeno, pittore d'avanguardia», Nuovi Orizzonti Emigrazione, Parigi n° 121, gen.-febbraio 1987, p. 5. GUERRIERI Riccardo « P. Polimeno, peintre italien entre la France et le Japon » La Voce degli italiani in Francia, Parigi, n° 16, Natale 2001, p. 37. LACARIA Enzo «Dipinge senza pennello» in "L'Unità", 22 Settembre 1964 RONFANI Ugo, «Successo a Parigi della mostra del "pittore della luce e del mare"», in "Il Mattino", 16-21 Maggio 1966 ISRAEL-MEYER Daniel, «Polimeno» in "A (lettres) R (spectacles) T (musicque)", 13-19 Maggio 1964 PITIGRILLI, «È nato nei pressi di Reggio il nuovo idolo dei parigini» in "Il tempo" 26 Giugno 1966 SISCA Francesco, «Parigi scopre un artista calabrese» in "Reportage", Settembre 1971 YOTIS Alexander, «De l'Art sur l'autoroute: L'exposition-surprise de Polimeno» in "Le Figaro, Paris Normandie", 7 agosto 1979 TASSART Maurice, «Formes et coulers Polimeno» in "Le Parisien", 5 giugno 1972

Collegamenti esterni Galleria Arte Toma, "Paul Polimeno" Proloco Uscio, "Paolo Polimeno" Kobe Kitano Ijinkan-Gai https://www.kobeijinkan.com/blog/4142 Galarie Hayasaki https://www.hayasaki.fr/fr/exposition/41.html https://polimeno.exblog.jp/