Le Razze madri, o razze radici, razze radicali ecc., sono un termine utilizzato nel lessico teosofico per indicare le tappe attraverso le quali evolve l'umanità; ogni tappa corrisponde a un maggiore livello di evoluzione rispetto al precedente, inteso però, a differenza del darwinismo, in senso spirituale e non solamente biologico.
Le varie razze seguono inoltre un percorso settenario, che riflette l'andamento a spirale con cui le monadi, ossia le scintille dello Spirito universale, si sviluppano complessivamente nel corso di eoni: si tratta di un processo descrivibile come una parabola, discendente e poi ascendente, in cui l'ultimo punto, il settimo, ritorna infine allo stesso livello del primo ma apportandovi una coscienza superiore.
Caratteristiche Le varie razze-madri succedutesi fino ad oggi, secondo la teosofia, sono le generazioni predominanti in ognuno dei sette piani di esistenza, detti «globi», attraversati dalla Terra, che compongono una «ronda» planetaria, ossia un giro temporale complessivo di quegli stadi; sette ronde completano a loro volta una «catena planetaria» o manvantara, termine in uso nella cosmologia induista per indicare la parte di un ciclo cosmico preceduta e succeduta da un periodo di riposo detto pralaya.
Un manvantara in definitiva vede 7 giri di ronde dei 7 globi, i quali vengono attraversati quindi 49 volte, ma ad un livello ogni volta superiore. Su ogni globo poi si succedono appunto sette razze-madri, le quali si suddividono in altre sette sotto-razze, e quest'ultime suddivisibili ancora in sette ramificazioni, che vengono chiamate «rami» o «famiglie» razziali.
Attualmente l'evoluzione umana si troverebbe nel quarto giro di ronda del quarto globo, che consiste nell'incarnazione propriamente fisica della Terra, dopo gli stadi precedenti più spirituali, e prima di quelli analoghi futuri. Le sette cosiddette «razze radici» sono pertanto sotto-cicli di ogni stadio; nell'attuale globo vi sarebbero state finora cinque razze principali, di cui la quinta, la più recente, si sarebbe evoluta fino alla quinta sotto-razza., La Storia arcaica della Razza Umana, § 1. Ricapitolando quindi l'umanità si troverebbe nella quinta sotto-razza della quinta razza-radice, della quarta Ronda del pianeta Terra.
Il Manu
Ognuna delle razze, come le relative sotto-razze, nascerebbe inoltre da un progenitore supremo chiamato «Manu» (o Manu-Radice), e si chiude con un Manu-Seme che ne raccoglie il karma per trasmetterlo alla Razza (o sottorazza) successiva.
Si tratterebbe di un essere spirituale particolarmente elevato che su ordine di una Fratellanza cosmica superiore si si incarnerebbe, anche più volte, per generare fisicamente, oppure perfezionare, la stirpe del momento, destinata di volta in volta a compiti specifici.Charles Webster Leadbeater, I Maestri e il Sentiero, Madras, The Theosophical Publishing House, 1925.
Ascesa e declino Secondo la Dottrina segreta, basato sull'antico manoscritto di Dzyan, le varie tappe seguirebbero un processo ciclico con il raggiungimento di un punto di massimo splendore e poi, con il sorgere di una nuova razza, un successivo declino; la divisione tra le varie razze in ogni caso non è netta, ma vede il sovrapporsi delle prime sottorazze di una nuova razza-radice con le ultime della precedente. Queste tappe "razziali" rappresentano la graduale evoluzione degli stati di coscienza, meglio definiti con l'espressione «ottave di coscienza».
Si tratterebbe di stati di coscienza rinvenibili all'interno delle popolazioni più disparate, generalmente dovuti, a parte l'impegno dei singoli, soprattutto alle tendenze karmiche, che determinerebbero la superiorità dell'una sulle altre. In ogni essere umano sarebbero però virtualmente presenti tutte e sette le razze, pur essendovi la predominanza di una in particolare.
La successione delle razze-radici
Ogni razza-radice dell'attuale ciclo terrestre viene associata dalla teosofia a un continente mitico che, dopo il suo sviluppo, sarebbe scomparso con essa. Gli uomini della prima razza vengono descritti come dotati soltanto di un corpo sottile ed etereo, ancora senza una forma ben definita, mentre con l'avanzare dell'evoluzione il corpo umano sarebbe divenuto sempre più denso in un susseguirsi di stadi, fino ad assumere la forma attuale.
Alle suddivisioni della Blavatsky, a cui contribuì anche il trattato di Alfred Percy Sinnett intitolato Buddismo esoterico, il teosofo americano William Scott-Elliot (1849-1919) aggiunse dettagli particolareggiati esposti in due suoi libri riguardo alle razze-radici di Atlantide e Lemuria,The Story of Atlantis: a Geographical, Historical and Ethnological Sketch, Londra, Theosophical Publishing Society, 1896; The Lost Lemuria, Londra, Theosophical Publishing Society, 1904; trad. it.: La storia di Atlantide e della Lemuria perduta, a cura di E.M.B. Presta, Cerchio della Luna, 2024 ISBN 979-8328094764. riprese in parte da Rudolf Steiner in una serie di saggi pubblicati sulla rivista Lucifer-Gnosis tra il 1904 e il 1908, tradotti in italiano come Cronaca dell'akasha.Rudolf Steiner, Cronaca dell'Akasha (1904), trad. it. di Lina Schwarz, 4ª ed., Fratelli Bocca Editori, 1953.
Steiner a ogni modo avrebbe progressivamente abbandonato la struttura ciclica dello sviluppo razziale, adottando una visione sempre più lineare dell'evoluzione umana fino a prevedere una futura riunificazione e successiva scomparsa delle differenze di razza.Peter Staudenmaier, Race and Redemption. Racial and Ethnic Evolution in Rudolf Steiner's Anthroposophy, in "Nova Religio. The Journal of Alternative and Emergent Religions", vol. 11, n. 3 (2008), pag. 7 e segg.
Razza polare
Le prima delle razze-radici succedutesi fino a oggi è indicata come «polare» perché collocabile nell'estremità nordica del pianeta. Questa razza detta «protoplasmatica», chiamata dalla Blavatsky anche dei «nati da se stessi» o «senza mente», sarebbe apparsa circa 300 milioni di anni fa, in un continente denominato «l'Isola Sacra e Imperitura» (Adi-Varsha), situata al Polo nord, dove continuerebbe a sussistere in forme invisibili. Talvolta viene associata a continenti mitici come la terra di Ásgarðr, l'antica Thule o simili..
Gli esemplari di questa razza sarebbero stati immensi, ma non avevano un corpo fisico essendo eterei, costituiti da una sostanza calorica la cui manifestazione attuale corrisponde all'elemento fuoco., La Storia arcaica della Razza Umana, § 2. Essi non avevano neppure un intelletto, in quanto privi di manas, termine induista che indica appunto la «mente», vivendo così in una sorta di incoscienza.
Sono descritti nella letteratura teosofica come «ombre» o chhâyâ, cioè immagini astrali emanate dai loro padri o «Pitri» lunari, una sorta di antenati angelici che avevano completato il loro stadio umano su un precedente sistema planetario, di cui l'attuale Luna costituisce un residuo., La Storia arcaica della Razza Umana, § 3.
Essendo asessuati, la loro riproduzione avveniva per scissiparità, in maniera affine alle amebe. Poiché questa razza era di fatto immortale, non è scomparsa, ma si è semplicemente trasformata nella successiva, «trasudandola».«Essi furono "distrutti" come Razza, essendosi fusi nella loro progenie (per essudazione); vale a dire che la Razza senza sesso si reincarnò nella Razza (potenzialmente) bisessuata» (H.P. Blavatsky, La dottrina segreta, vol. II, Antropogenesi, in Note preliminari, trad. it. di Boris de Zirkoff, Roma, Istituto Cintamani, 2006, pag. 4).
Razza iperborea
La seconda razza, detta anche dei «nati dal Sudore» o «senza Ossa», viveva in un continente chiamato «Hyperborea», situato anch'esso nelle regioni boreali del pianeta,. a sud-ovest rispetto al Polo nord, ma connotato da clima tropicale, come in un'eterna primavera secondo le tesi esposte anche dai teosofi Besant e Leadbeater:
Steiner aggiunse che gli Iperborei vivevano come «nel grembo degli Dèi», in un aspetto che ricorda quello interiore delle piante, godendo degli influssi benefici del Sole.
In questa razza sarebbe apparso un primo rudimento della mente, sebbene non vi fosse ancora alcun ponte tra lo spirito e la materia che veicolasse la mentalità, sicché il mondo veniva percepito attraverso una veggenza ottusa. Costituita dall'elemento aria, la razza iperborea si riproduceva per gemmazione, emettendo parti di sé simili a gocce di sudore.
Essendo priva di fisicità come la prima (e in parte la terza), tali razze sono dette semidivine., La Storia arcaica della Razza Umana, § 7. Al termine del suo periodo di evoluzione, si tramutò nella successiva.
Razza lemurica
La terza razza sarebbe vissuta nel continente chiamato Lemuria, esteso tra l'oceano Indiano e il Pacifico,, La Storia arcaica della Razza Umana, § 6. acquisendo una maggiore densità corrispondente all'elemento acqua. I suoi componenti avrebbero conosciuto tre fasi complessive (nel corso delle loro 7 sotto-razze), tramutandosi in: «nati dal sudore», ereditati dalla seconda razza; esseri androgini, detti anche «nati dall'Uovo»: inizialmente ermafrodita, tale razza si riproduceva espellendo un uovo al di fuori dal corpo;. umani sessuati dopo aver sviluppato la separazione dei due sessi.
La Dottrina Segreta afferma che la divisione dei sessi sarebbe avvenuta diciotto milioni di anni fa, durante la quinta sottorazza lemurica. Tale evento fu descritto più dettagliatamente da Steiner come conseguente al distacco della Luna dalla Terra, evento cosmologico che avrebbe determinato anche l'apparizione della morte, come contrappeso necessario alla nuova capacità di generare vita attraverso l'unione sessuale.Rudolf Steiner, La scienza occulta, § 4, L'evoluzione del mondo e dell'uomo, 1910. Cfr. anche
Solamente allora, quelli che erano esseri eterei e giganti, sostanzialmente imperituri, si sarebbero trasformati in organismi fisici soggetti alle leggi biologiche di nascita e morte. Tale evento fu associato al risveglio del principio mentale, veicolato dagli Agnishvattas, ossia i Pitri del Sole (una classe dei cosiddetti Dhyan Chohan, cioè Deva o Arcangeli, anche detti Mānasaputra, «figli della mente»), senza il cui intervento i lemuriani sarebbero rimasti gusci d'ombra privi di autocoscienza, costituiti unicamente dello stampo astrale fornito in precedenza dai Pitri lunari (Barhishad).
La Blavatsky descrisse come gli angeli solari, anche chiamati «Kumara», si fossero rifiutati di scendere nella materia preferendo restare puri e verginali, finché una parte ribelle di costoro accettò di sacrificarsi, incarnandosi in quei modelli umani, in cui finirono intrappolati come Prometeo incatenato nel Caucaso per aver rubato il fuoco agli Dei., La Storia arcaica della Razza Umana, § 5.
Tale assunzione della corporeità è spesso interpretata come la caduta dell'uomo nella densità fisica descritta nella Genesi biblica, con cui essi persero la connessione diretta col divino, ma per acquisire una coscienza individuale e un proprio potere creativo.
Da questo momento la monade degli umani, cioè il loro spirito originariamente incorrotto, avrebbe iniziato il ciclo di reincarnazioni in corpi fisici distinti.
Razza atlantidea
La razza degli Atlantidei sarebbero i giganti denominati nephilim nella Bibbia, vissuti secondo la Blavatsky crica 18 milioni di anni fa nel continente chiamato «Atlantide». La razza atlantidea ha rappresentato il punto medio dell'evoluzione nel corso nell'attuale Globo terrestre, dove la densificazione avrebbe finalmente raggiunto lo stadio solido, corrispondente all'elemento terra.
Le sue sottorazze cominciarono a distinguersi per il colore della pelle. La loro successione fu così descritta da Scott-Elliott,William Scott-Elliott, The Story of Atlantis, Londra, 1896. e successivamente da Steiner: