Il Museo zoologico dell'Istituto zoologico dell'Accademia Russa delle Scienze (), noto semplicemente come museo zoologico di San Pietroburgo, è un museo zoologico di San Pietroburgo, situato sull'estremità dell'isola Vasil'evskij. Fondato nel 1832 come distaccamento della Kunstkamera, è uno dei musei zoologici più antichi della Russia. Dipende dall'Istituto zoologico della Accademia russa delle scienze, fondato nel 1931.

Storia thumb|right|Sede del museo zoologico di San Pietroburgo (sulla destra).

Le basi per la creazione della Kunstkamera partono già agli inizi del Settecento, quando lo zar Pietro I di Russia acquisì importanti collezioni di storia naturale di collezionisti europei. Pietro I emanò inoltre vari decreti che ordinavano la consegna di oggetti rari da tutto l'impero all'allora capitale San Pietroburgo.

Inizialmente le collezioni furono ospitate a Palazzo Kikin, ma nel 1728 venne inaugurato un nuovo edificio sull'isola Vasil'evskij per ospitare la Kunstkamera, la biblioteca e l'osservatorio dell'Accademia russa delle scienze. Le collezioni vennero danneggiate da un grave incendio nel 1742. Nonostante ciò e grazie a nuovi e continui acquisti, le collezioni zoologiche divennero sempre più distinte e importanti all'interno delle collezioni dell'Accademia. Inoltre, la sua riforma le suddivise in vari musei specializzati indipendenti.

Il museo zoologico fu fondato il 4 luglio 1832 a partire da collezioni dismembrate dalla Kunstkamera, quando il primo direttore Johann Friedrich von Brandt presentò una mostra in tre sale di un'ala posteriore dell'edificio dell'Accademia imperiale delle scienze, costruita nel 1826-1831. Il nucleo iniziale si espanse sempre di più grazie agli esemplari raccolti durante la spedizione di vari naturalisti, come quella di Nordmann in Caucaso, Litke e Baer in Lapponia e in Novaja Zemlja, Middendorff in Siberia, Schrenk nell'Estremo Oriente russo. Nel 1882, cinquantenario dell'inaugurazione, il museo raggiungeva le trentadue sale.

A causa delle numerose spedizioni russe negli altopiani dell'Asia Centrale della seconda metà del XIX secolo di vari naturalisti quali Nikolaï Prjevalski e i fratelli Michail e Grigorij Efimovič Grum-Gržimajlo, si rese necessario un'espansione del museo.

thumb|left|Facciata del museo.

Il museo si trasferì così nella sua sede attuale nel 1896, occupando i locali che un tempo erano utilizzati dalla Borsa. Tuttavia, furono necessari altri cinque anni di lavori prima che la nuova sede venisse inaugurata il 6 febbraio 1601 alla presenza dello zar Nicola II e dei membri della famiglia imperiale.

La guerra civile russa, durata dal 1918 al 1921, fece sì che alcune collezioni venissero trascurate e si deteriorassero.

Durante l'assedio di Leningrado, avvenuto dall'8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944, nel corso della seconda guerra mondiale, il museo non subì gravi danni e le opere rimasero all'interno del museo, senza illuminazione né riscaldamento. Tuttavia, numerosi dipendenti e scienziati del museo morirono durante l'assedio e i loro nomi sono citati in una targa commemorativa posta all'ingresso del museo.

Al termine della guerra, tra il 1947 e il 1954 furono intrapresi vari lavori di riorganizzazione dei reperti, compresa una rinnovata identificazione ed etichettatura di tutti i reperti.

Sale espositive

L'esposizione è organizzata in tre grandi sale su due piani.

La prima sala ospita più di mille insetti, pinnipedi e cetacei, tra cui uno scheletro di una balenottera azzurra lungo 27 metri. Lo scheletro, uno dei più grandi del mondo, fu donato al museo nel 1856 e proviene da una balenottera spiaggiatasi sulla spiaggia di Ostenda nel 1827 Vicino all'ingresso di questa sala sono presenti anche i primi reperti acquistati da Pietro I di Russia per la sua Kunstkamera.

Le due sale seguenti sono organizzate in maniera sistematica. La seconda sala espone sul lato destro invertebrati, in particolare protozoi, spugne, echinodermi e molluschi. Degne di nota sono anche le vetrine contenenti coralli e conchiglie. Il lato sinistro inizia con i tunicati e i cefalocordati ed è dedicato successivamente ai vertebrati: pesci, anfibi, rettili e uccelli, compresa una vasta raccolta di specie tropicali.

Ai mammiferi è totalmente dedicata l'ultima sala, tra cui figurano preziosi esemplari di marsupiali raccolti da Prževal'skij e Kozlov in Asia centrale. Nel lato destro e in quello centrale sono raccolte numerose rappresentazioni di animali nei loro ambienti naturali. Inoltre, la sala presenta una sezione dedicata agli animali estinti, tra i quali un lupo della Tasmania, una ritina di Steller e un'importante raccolta di mammut rinvenuti nel permafrost.

Note

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