In principio un subashi (esattore/agente di polizia) al servizio degli ottomani nel Peloponneso, Teodoro lasciò la Grecia nel 1478. Ricoprì la carica militare di stradiota per oltre quarant'anni, prendendo parte a numerose battaglie e campagne, oltre ad aver ricoperto il ruolo di governatore militare sull'isola greca di Zante, sotto il controllo veneziano, per un trentennio, dal 1483 al 1513. Essendo uno degli ellenici più rispettati della Serenissima, la stima che il governo veneziano nutriva per Teodoro fu probabilmente ciò che spinse i lagunari a consentire ai greci locali di costruire una propria chiesa ortodossa, San Giorgio dei Greci, in città. Dopo aver abbandonato l'esercito nel 1525, Teodoro prestò servizio come diplomatico e traduttore e, poiché parlava italiano, greco e turco, accompagnò diverse volte gli ambasciatori veneziani nell'impero ottomano.

Biografia Primi anni di vita

Teodoro Paleologo nacque nel 1452, figlio di Paolo Paleologo. Costui era probabilmente originario della Morea (nome medievale della penisola del Peloponneso, nella Grecia meridionale) e Teodoro nacque forse a Mistra, la capitale della penisola. La famiglia condivideva il cognome con i Paleologi, l'ultima dinastia regnante dell'impero bizantino, benché sia improbabile che fossero imparentati in maniera stretta con la famiglia imperiale.. La famiglia dei Paleologi era numerosa anche prima di diventare la dinastia regnante dell'impero,. motivo per cui è plausibile che Teodoro e la sua famiglia fossero lontani cugini degli imperatori. Teodoro aveva tre fratelli, ovvero Giorgio o Zorzi, Matteo (divenuto abate di un monastero a Zante) e una sorella il cui nome risulta sconosciuto.

In gioventù, Teodoro ricoprì inizialmente le vesti di subashi (esattore/agente di polizia) nel Peloponneso per conto dell'impero ottomano, il quale aveva conquistato la Morea nel 1460. In seguito, egli, suo padre,. e suo fratello Giorgio giunsero nella Repubblica di Venezia e si arruolarono come stradioti (cavalleggeri mercenari) nel 1478. Col tempo, Paolo, Teodoro e Giorgio avrebbero scalato i ranghi fino a diventare comandanti degli stradioti.

Stradiota

Uno dei primi riferimenti certi a Teodoro risale a una decisione del 1479 del Consiglio dei Pregadi che lo riguardava e nel quale si afferma che, di recente, si era distinto in battaglia durante una campagna in Friuli. Nel 1483, Teodoro e suo fratello Giorgio furono nominati governatori militari sull'isola greca di Zante, sottoposta al dominio veneziano, ricevendo ingenti possedimenti e rendite.

Il 15 novembre 1486, Teodoro sposò Maria Cantacuzena a Corfù, figlia di un certo Demetrio Cantacuzeno e di una donna di nome Simone Gudellina. Poiché Maria e suo padre sembrano essere stati membri sicuri della nobile famiglia bizantina dei Cantacuzeni, il ramo dei Paleologi di Teodoro doveva godere di un certo status aristocratico. Teodoro e Maria ebbero due figli maschi, Paolo e Demetrio, e sei femmine, Efrosina, Emilia, Lucia, Elena, Nicolosa e una sesta figlia il cui nome è sconosciuto.

Nel 1489, a Teodoro fu concessa la piccola isola di Cranae dal governo veneziano, ma la cedette presto a un'altra famiglia. Nell'autunno del 1495, fu presente all'assedio di Novara, dove i lagunari tentarono di strappare la città alla Francia. Nel marzo del 1496, Teodoro fu uno dei circa 250 stradioti che accompagnarono il capitano di vascello veneziano Domenico Malipiero in una campagna a Savona. Nel 1500 partecipò all'assedio del Castello di San Giorgio sull'isola di Cefalonia. Nel dicembre del 1502, Teodoro fu catturato a Canosa di Puglia dalle truppe francesi, ma fu presto liberato. Nel febbraio del 1503, si trovò impegnato a lottare al fianco di altri stradioti in Calabria. Nell'agosto del 1511 fu di stanza come guardia a Treviso e, dal 1511 al 1512, viaggiò in giro per l'Italia, prestando servizio come guardia e ricognitore. Teodoro finì prigioniero nel corso della battaglia de La Motta del (7 ottobre 1513), ma fu rilasciato alla fine del mese.

Nel 1513, si verificò un terremoto a Zante che provocò la morte di Maria, moglie di Teodoro, la mutilazione della loro figlia minore e il ferimento del figlio Demetrio. Teodoro decise dunque di trasferire a Venezia sia la sua famiglia che quella del fratello Giorgio, ucciso in battaglia vicino a Bressano nel 1497. Teodoro dovette prendersi cura e mantenere i suoi otto figli minorenni, la vedova di Giorgio, Teodoro, e i sei figli di Giorgio e Teodora: Costantino, Niccolò, Zuanne, Alessandro, Elisabetta e una figlia dal nome ignoto. Dopo l'uccisione del primogenito di Teodoro, Paolo, nel 1525, Teodoro dovette prendersi cura anche della moglie di Paolo, Emilia, e delle loro sei figlie. Il gran numero di persone di cui si trovò rapidamente a dover gestire potrebbe essere il motivo per cui Teodoro abbandonò il servizio militare.

Ultimi anni Dopo il 1525, Teodoro divenne un diplomatico al servizio di Venezia. Oltre al greco e all'italiano, sapeva esprimersi pure in turco ottomano e fu solito accompagnare spesso ambasciatori veneziani e altri funzionari nelle loro visite nel Mediterraneo orientale. Poiché parlavano turco, Teodoro e suo nipote Costantino (figlio di suo fratello Giorgio) prestarono servizio come dragomanno (traduttore/interprete) per i dignitari ottomani in visita nella capitale della Serenissima. Teodoro aveva una qualche dimestichezza nel campo diplomatico perché aveva già accompagnato l'ambasciatore veneziano Alvise Maneti alla corte ottomana di Adrianopoli nel marzo del 1500. Nel 1517, una fonte testimonia fosse in missione diplomatica a Costantinopoli, la capitale ottomana ed ex bizantina. Per i suoi «faticosi» (indefessi) anni di servizio militare e per i suoi servigi in veste di diplomatico e traduttore, il governo veneziano conferì a Teodoro la sua più alta onorificenza, nominandolo cavaliere di San Marco..

Oltre a svolgere il suo ruolo diplomatico, Teodoro si dedicò anche alla comunità greca di Venezia, di cui Teodoro fu una delle prime figure chiave formative. I greci locali avevano presentato delle richieste al governo veneziano affinché fosse realizzata una chiesa greco-ortodossa in città sin dal 1511, una causa che Teodoro sostenne per anni, visitando regolarmente i funzionari e sollecitandoli a pronunciarsi sul tema. Ammirato e rispettato dagli altri ellenici presenti in città, la stima che il governo veneziano nutriva per lui giocò probabilmente un ruolo decisivo per portare alla costruzione di una chiesa ortodossa in città.

Teodoro fu spesso chiamato a dirimere controversie tra le città e gli stradioti in esse presenti oppure tra diverse bande di stradioti in lotta tra loro. Nel 1524, la città di Cattaro fece appello al governo veneziano affinché il loro stradiota e governatore militare, Zuanne Paleologo (un altro figlio del fratello di Teodoro, Giorgio), trascorresse la maggior parte del suo tempo a Cefalonia, lontano dalla città che avrebbe dovuto proteggere. Gli abitanti di Cattaro chiesero esplicitamente a "Teodoro Paleologo, uomo amato e molto desiderato», di recarsi a Cattaro per ristabilire l'ordine. Il senato veneziano acconsentì e il 2 settembre 1424 Teodoro e suo figlio Demetrio furono inviati a Cattaro per sostituire Zuanne..

Teodoro spirò nel 1532 e il suo funerale ebbe luogo il 3 settembre dello stesso anno nella forma di una cerimonia solenne. La sua bara venne trasportata da una guardia d'onore di marinai fino alle strutture temporanee sul sito dove si stava costruendo la chiesa greco-ortodossa della città, San Giorgio dei Greci. Nonostante l'edificio di culto fosse di rito greco-ortodosso, erano presenti rappresentanti della chiesa cattolica locale e altri esponenti religiosi, oltre a dignitari del governo veneziano. Il funerale si svolse secondo il rito greco, le cui usanze furono rispettate anche dai cattolici presenti.

Note

Bibliografia

Categoria:Dragomanni Categoria:Militari veneziani