I bagni greci di Siracusa sono degli stabilimenti termali di epoca ellenistica, databili alla metà del III secolo a.C. e collocati in contrada Zappalà. Anticamente note come "concerie", sono uno dei quattro edifici termali di età ellenistica noti in Sicilia.
Struttura Il complesso venne scoperto casualmente dall'archeologo Giuseppe Cultrera nel 1933, in un'area già nota sin dalla fine dell'Ottocento per il rinvenimento di tombe di età classica ed ellenistica. In questa zona si estendeva infatti la necropoli del quartiere Neapolis, che verso sud-est arrivava fino alla zona dei “Grotticelli”. Tale necropoli, che comprendeva tombe scavate nella roccia datate fra il V e il III secolo a.C., non fu più utilizzata in età ellenistica e su un tratto di essa venne costruito un edificio termale, alimentato da un ramo dell'acquedotto del Paradiso.
Il bagno comprende due camere circolari, una fornace fra le due stanze principali e vari vani minori che fungevano da spogliatoi. Sono stati ritrovati frammenti di vasche in terracotta, del tipo a semicupio, con una parte interna più alta che fungeva da sedile e una parte più profonda un cui raccogliere l'acqua. L'edificio era decorato con stucchi, dei quali sono stati ritrovati frammenti di cornici di varia dimensione, anche con decorazione a dentelli. La pianta presenta somiglianze con quella di altri edifici termali di età ellenistica oggi noti in Sicilia, quali i bagni greci di Gela, di Megara Iblea e di Morgantina.
Furono abbandonati nel bel mezzo di lavori di ammodernamento a seguito della conquista romana della città, avvenuta nel 212 a.C.
Note
Bibliografia
Voci correlate Bagni greci
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