L’assalto al consolato americano di Karachi è stato un violento incidente avvenuto il 1º marzo 2026 presso il Consolato generale degli Stati Uniti a Karachi, in Pakistan.
L’episodio si verificò durante proteste di manifestanti musulmani sciiti scoppiate dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, nei quali venne ucciso la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.
Durante la manifestazione, un gruppo di dimostranti si avvicinò al complesso diplomatico e riuscì a superare il muro perimetrale esterno. A quel punto le guardie di sicurezza della United States Marine Corps di stanza al consolato aprirono il fuoco per fermare l’assalto.
Nella sparatoria morirono tra i 10 e i 16 manifestanti, mentre oltre 60 persone rimasero ferite.
Cause La protesta che ha portato all’assalto del consolato americano a Karachi fu scatenata dall’assassinio dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran dal 1989, avvenuto il 28 febbraio 2026 durante una serie di raid aerei condotti da Stati Uniti e Israele su obiettivi iraniani. La morte di Khamenei provocò indignazione immediata nel mondo musulmano, in particolare tra le comunità sciite, e portò a richieste di manifestazioni contro Stati Uniti e Israele.
In Pakistan, paese con una significativa minoranza sciita, gruppi filo-iraniani si mobilitarono rapidamente. Le proteste furono organizzate in più città, tra cui Karachi, Lahore e Islamabad, con manifestanti che scandivano slogan anti-americani e anti-israeliani.
Protesta La manifestazione iniziò nelle prime ore del 1º marzo 2026, quando centinaia di manifestanti si radunarono vicino al Consolato degli Stati Uniti su Mai Kolachi Road a Karachi. Inizialmente la folla rimase pacifica, ma con il passare delle ore si agitò, tentando di sfondare il muro esterno del consolato.
Le forze di sicurezza locali, tra cui la Polizia del Sindh e i Pakistan Rangers, risposero con gas lacrimogeni e manganelli per impedire l’ingresso. Gli scontri si intensificarono: i manifestanti lanciarono pietre, vandalizzarono l’esterno dell’edificio e diedero fuoco a veicoli. Secondo le ricostruzioni, i Marines statunitensi di guardia al consolato aprirono il fuoco per disperdere la folla, causando tra 10 e 16 morti e oltre 60 feriti tra i manifestanti.
La protesta durò diverse ore prima che le autorità riuscissero a ristabilire il controllo. Non si registrarono violazioni all’interno del consolato e il personale statunitense rimase illeso.
Conseguenze Dopo l’assalto al consolato di Karachi, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad emise un allarme di sicurezza e chiuse temporaneamente tutte le strutture diplomatiche statunitensi in Pakistan.
Furono chiusi anche i consolati di Karachi, Lahore e Peshawar, e tutti gli appuntamenti previsti per il 2 marzo 2026 furono annullati. I cittadini statunitensi presenti nel paese furono invitati a evitare assembramenti e luoghi pubblici affollati.
Note
Voci correlate Guerra d'Iran
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