Racconti russi () è una raccolta di fiabe di Pavel Petrovič Bažov, pubblicata tra il 1936 e il 1942 e insignita del Premio Stalin.

Storia editoriale Negli anni Trenta il Partito Comunista dell'Unione Sovietica incoraggiò l'interesse per il passato del Paese e per la storia del suo popolo, dedicando notevole attenzione allo sviluppo della ricerca storica. Questo progetto, inaugurato da Maksim Gor'kij sotto l'egida del Partito, incluse numerosi pubblicazioni di opere storiche e di narrativa a carattere storico. Il crescente interesse per la storia nazionale si trasformò progressivamente in una rinnovata attenzione verso l'arte popolare e il folclore russo.

Il folclorista Nikolaj Andreev osservò in seguito come le raccolte di folclore venissero pubblicate in quantità senza precedenti, grazie ai controbituti di giornalisti, studiosi e membri del Komsomol. In occasione del Primo Congresso degli Scrittori Sovietici Gor'kij affermò che «l'arte della parola ha origine nel folklore», esortando pertanto a studiarlo con attenzione. Il folclore veniva infatti concepito come modello esemplare e fonte d'ispirazione per la letteratura.

Pavel Bažov dichiarò che la principale ragione che lo spinse a scrivere fu il tentativo di lenire il dolore per la perdita del suo unico figlio, Aleksej, avvenuta nel 1935. Il critico Mark Lipoveckij ha sostenuto che il tono cupo delle sue prime fiabe, una caratteristica che le resero molto popolari anche tra i lettori adulti, possa essere spiegato anche dalle numerose vicissitudini personali dell'autore. In quel periodo Bažov fu licenziato dalla casa editrice dove lavorava dal 1931 e fu espulso dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica con l'accusa di aver «glorificato i nemici del popolo» nel suo ultimo libro; sarebbe stato riammesso solo nel 1938. Suscitavano inoltre sospetti il suo passato di membro del Partito Socialista Rivoluzionario e la sua attività di insegnante di seminario. In un'occasione fu persino convocato per un interrogatorio dal Commissariato del popolo per gli affari interni.

La prima edizione dei Racconti russi fu pubblicata il 28 gennaio 1939 e il libro consisteva di quattordici racconti e un'introduzione. Bažov continuò ad espandere e ripubblicare l'opera per quasi un decennio e le ultime edizioni annoveravano una quarantina di storie.

Contenuto I racconti, ispirati alle fiabe popolari della regione degli Urali, possono essere suddivisi in quattro gruppi: la serie dedicata agli artigiani (come Il fiore di pietra), i racconti incentrati sul sovrannaturale, caratterizzati da trame surreali e creature mitiche (come La Signora delle Montagne di Rame o Lo scrigno di malachite), i racconti satirici sui cercatori d'oro e infine quelli dedicati agli esploratori delle miniere.

I racconti sono narrati dal punto di vista dell'immaginario nonno Slyško (), un anziano minatore che ricorda ancora l'epoca della servitù della gleba in Russia e che parla di frequente di quanto fosse dura la vita prima della Rivoluzione d'ottobre. Nei racconti scritti alla fine della seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi Bažov introdusse tuttavia un nuovo narratore. Le nuove storie sono affidate alla voce di un diverso tipo di minatore: un patriota che partecipò alla Guerra civile russa combattendo nelle file dell'Armata Rossa e che in seguito contribuì alla costruzione della nuova società socialista. Edizioni

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