Laeroporto di Ghemme, in provincia di Novara, fu un campo d'aviazione militare attivo durante la seconda guerra mondiale, utilizzato in particolare dai bombardieri bimotore Fiat BR.20 per missioni di bombardamento contro la Francia.

L'area aeroportuale si estendeva per oltre 1.500 metri in direzione nord-sud e per quasi 1.000 metri in direzione est-ovest.

Storia I lavori per la realizzazione del campo iniziarono alla fine del 1936, con l'acquisizione di terreni compresi tra il centro abitato di Ghemme e il fiume Sesia. Per ragioni di segretezza militare, l'intervento venne ufficialmente giustificato come costituzione di un «campo foraggero dimostrativo».

Nel corso del 1938 il campo raggiunse un primo stato di completamento, rendendo evidente la reale destinazione dell'area quale infrastruttura aeronautica militare. L'anno successivo furono realizzati i paraschegge e le trincee difensive.

I velivoli rischierati appartenevano al 25º Gruppo BT, costituito dall'8ª e dalla 9ª Squadriglia e dipendente dal 7º Stormo di Lonate Pozzolo. Gli aerei portavano come insegna il personaggio di Felix the Cat, modificato con l'aggiunta di una bomba tra le zampe del felino.

I lavori terminarono nel 1940 con il completamento delle strutture necessarie al funzionamento dell'aeroporto. Non furono tuttavia costruiti edifici permanenti: lungo il margine meridionale del campo vennero predisposti teloni tesi tra gli alberi per occultare i velivoli. I mezzi dell'autoparco erano invece ricoverati nei piazzali del paese, mentre il personale militare alloggiava in un albergo locale e in abitazioni private requisite per l'occasione.

Le sole quattro missioni di bombardamento contro la Francia furono effettuate nel giugno 1940; successivamente il reparto fece ritorno a Lonate Pozzolo.

Negli anni successivi il campo fu utilizzato sporadicamente per attività addestrative, anche con un Caproni Ca.100. La tradizione locale ricorda un incidente senza conseguenze nel quale il piccolo biplano, soprannominato Caproncino, perse quota mentre il pilota effettuava evoluzioni attorno alla manica a vento.

Dopo l'abbandono da parte della Regia Aeronautica, l'aeroporto passò sotto controllo tedesco. Le testimonianze locali ricordano il transito di alcuni Fieseler Storch e di un altro piccolo velivolo soprannominato in paese Pippo, utilizzato anche per operazioni di volantinaggio e per il lancio di piccoli ordigni incendiari.

L'episodio più drammatico legato al campo avvenne il 3 marzo 1945, quando un caccia della Luftwaffe, identificato dalle fonti locali come un Messerschmitt Bf 110, proveniente da Holzkirchen, fu costretto ad atterrare a Ghemme per mancanza di carburante. Il pilota, raggiunto da abitanti del luogo e dal podestà, spiegò la situazione e si tentò di rifornire il velivolo per consentirgli di ripartire. Nel frattempo giunsero sul posto due giovani partigiani inviati dal comando locale: temendo che il pilota stesse estraendo un'arma mentre cercava in realtà di mostrare i propri documenti, aprirono il fuoco uccidendolo. Dopo aver smontato inutilmente alcune armi dall'aereo, i due incendiarono il velivolo e si allontanarono.

La reazione tedesca fu immediata: dopo minacce rivolte alla popolazione, dieci detenuti furono prelevati dal carcere di Novara e fucilati sul luogo dell'accaduto. L'episodio segnò simbolicamente la fine della storia del cosiddetto «campo d'aviazione segreto di Ghemme».

Con la ritirata tedesca del 1945 il campo venne reso inutilizzabile, mentre nel 1946 i terreni furono restituiti ai proprietari originari.

Ancora oggi, durante i lavori agricoli nell'area, emergono occasionalmente strutture di drenaggio e grelle metalliche utilizzate per il parcheggio dei velivoli, installate dopo che alcuni BR.20 erano sprofondati nel terreno fangoso in seguito a forti piogge.

Note

Bibliografia

Voci correlate Fiat B.R.20 7º Stormo Aviazione nella seconda guerra mondiale

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