Biografia Drёmov nacque a Stachanov, oggi Kadiïvka, nell'allora RSS Ucraina. Svolse il servizio militare obbligatorio nell'esercito ucraino fra il 1994 e il 1996. Secondo le sue dichiarazioni, avrebbe partecipato alla seconda guerra cecena per conto delle Forze armate russe. Fino al 2014 lavorò come muratore ed era un attivo militante delle organizzazioni cosacche dell'oblast' di Luhans'k.

Nell'aprile 2014, allo scoppio della guerra del Donbass, si unì immediatamente alle forze secessioniste e prese d'assalto la sede del Servizio di sicurezza dell'Ucraina di Luhans'k. A maggio fu nominato comandante della cosiddetta "Forza di autodifesa di Stachanov". A giugno, insieme alle truppe di Aleksej Mozgovoj, occupò il triangolo Lysyčans'k-Sjevjerodonec'k-Rubižne e in seguito annunciò la creazione di una "Repubblica Popolare Cosacca" indipendente, distanziandosi dalle autorità dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk e dichiarando la propria fedeltà al capo della Milizia Popolare di Lugansk, Igor' Girkin. In seguito il rapporto sul campo tra Drёmov e Mozgovoj si deteriorò significativamente a causa della ritirata di quest'ultimo durante un combattimento. Drёmov inoltre si scontrò pesantemente con il capo della Repubblica Popolare di Lugansk, Igor' Plotnickij, il quale lo accusava di ignorare gli interessi dei residenti di Stachanov e di commerciare segretamente carbone con le autorità ucraine.

A partire da luglio 2014 Drёmov divenne il comandante del 1º Reggimento cosacco, organizzato a partire dai distaccamenti di miliziani sotto la sua guida, che nella primavera del 2015 sarebbe stato ribattezzato 6º Reggimento fucilieri motorizzato cosacco "M. I. Platov" e posto sotto la giurisdizione della RPL. A Drёmov fu quindi conferito il grado di colonnello.

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha documentato un caso nel settembre 2014 in cui 10 combattenti del Battaglione Kryvbas ucraino furono tenuti prigionieri da uomini che indossavano l'uniforme dell'Unione Cosacca della Regione dell'Esercito del Don. Drёmov, il comandante del gruppo armato, a un certo punto iniziò a sparare ai piedi e sopra la testa dei detenuti. Un proiettile rimbalzò a terra e colpì uno dei detenuti alla coscia.

Nel febbraio 2015 fu sottoposto a sanzioni dall'Unione europea insieme a numerosi altri comandanti delle forze separatiste filorusse.

Il 12 dicembre 2015 avrebbe dovuto sposare la sua fidanzata Tatjana, una regista di San Pietroburgo trasferitasi nella regione di Luhans'k. Mentre si recava al suo matrimonio, intorno alle 13:15, venne ucciso insieme al suo autista all'altezza di Pervomajs'k dall'esplosione di una bomba piazzata sull'auto sulla quale stava viaggiando. I rappresentanti della RPL accusarono un gruppo di sabotaggio e ricognizione ucraino di aver organizzato l'attentato, ma il direttore del dipartimento delle comunicazioni del Ministero degli Affari Interni dell'Ucraina dichiarò che la morte di Drёmov, così come quella di altri comandanti separatisti quali Aleksandr Bednov e Aleksej Mozgovoj, fosse da attribuirsi a dispute e regolamenti di conti fra i leader cosacchi ribelli e i loro sostenitori russi.

Onorificenze

Note

Voci correlate

Michail Tolstych Arsen Pavlov

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