La grotta del Sidrón è un ampio sistema carsico e un sito archeologico, situato nel territorio di Piloña, nelle Asturie, nel nord-ovest della Spagna, e rappresenta uno dei principali siti europei per lo studio dei Neanderthal, sia per la quantità dei resti rinvenuti sia per il loro stato di conservazione.
Descrizione La grotta si estende per circa 3.700 metri, e comprende una vasta sala centrale lunga 200 metri, e una zona specifica, la cosiddetta Galleria dell’Ossario, lunga 28 metri e larga 12, nella quale si concentra il deposito fossile principale.
Il sito, dichiarato riserva naturale parziale nel 1995 e caratterizzato anche da un interesse biologico per la presenza di diverse specie di pipistrelli e insetti, è stato individuato come area di rilevanza paleoantropologica a partire dal 1994, quando furono scoperti casualmente resti umani, inizialmente attribuiti alla guerra civile spagnola, ma successivamente riconosciuti, attraverso analisi scientifiche, come appartenenti a individui neanderthaliani.
Le ricerche archeologiche, condotte in particolare tra il 2000 e il 2013 nella Galleria dell’Ossario, hanno evidenziato, che tutti i resti provengono da un unico livello stratigrafico, lo Strato III, e sono associati a un insieme limitato di materiali, tra cui 53 strumenti litici e pochissimi resti faunistici, prevalentemente attribuibili al cervo rosso, mentre risultano marginali i resti di piccoli mammiferi e gasteropodi, indicando un contesto deposizionale piuttosto selettivo e poco ricco di fauna.
Reperti ritrovati nella grotta sono esposti nel Museo archeologico delle Asturie di Oviedo.
Reperti umani Dal punto di vista quantitativo, il sito ha restituito oltre 2.500 elementi fossili umani, riferibili ad almeno 13 individui appartenenti a un gruppo composto da adulti, adolescenti e bambini, vissuti circa 49.000 anni fa, e la distribuzione disordinata dei resti, unita alla loro eccellente conservazione e all’assenza di tracce di predazione da parte di grandi carnivori, suggerisce che i corpi non siano stati deposti intenzionalmente nel luogo, ma vi siano giunti in seguito a fenomeni naturali, come crolli o eventi alluvionali, oppure in relazione a pratiche di cannibalismo, ipotesi supportata dalla presenza di evidenti segni di taglio, fratture e tracce di lavorazione sulle ossa.
Morfologia Dal punto di vista morfologico, gli individui di Sidrón presentano numerosi caratteri derivati tipici della linea neanderthaliana, anche se alcune caratteristiche collocano questo campione ai limiti della variabilità della specie.
Lo studio delle mandibole, confrontate con quelle di altri Neanderthal, suggerisce inoltre una certa differenza geografica tra i gruppi del nord e quelli del sud dell’Europa. In particolare, i Neanderthal delle aree meridionali sembrano avere volti più larghi e una parte inferiore del viso più alta, mentre il campione di Sidrón, che proviene da un’area settentrionale, si inserisce nel quadro di questa distinzione.
Un altro studio sul molare di uno degli individui adulti, ha trovato che la lesione a cui era soggetto il dente era dovuta alla dieta e all'uso per scopi non alimentari, come ad esempio per raschiare le pelli degli animali, o attività simili, con conseguente deterioramento accelerato della dentina.
Un giovane individuo rinvenuto a El Sidrón, indicato dagli studiosi come El Sidrón J1, ha permesso di capire meglio come crescevano i Neanderthal. In base allo studio dei denti, al momento della morte aveva tra i sette e gli otto anni. Di questo individuo è stato recuperato circa il 36% dello scheletro, compresi resti del cranio, dei denti e della colonna vertebrale, per un totale di 138 elementi fossili; tra questi vi sono anche 30 elementi dentari e una mandibola completa. Per la robustezza delle ossa, gli studiosi ritengono probabile che si trattasse di un maschio.
Il reperto mostra diversi elementi che fanno pensare a una crescita più lenta rispetto a quella degli esseri umani moderni. Al momento della morte, infatti, il cervello non doveva essere ancora completamente sviluppato: la capacità cranica stimata è di circa 1.330 centimetri cubici, cioè circa l’87% della media di un Neanderthal adulto, mentre nei bambini moderni della stessa età si arriva in genere a circa il 95%.
Anche alcune parti della colonna vertebrale non risultavano ancora completamente saldate, mentre negli esseri umani moderni questa unione avviene di solito circa due anni prima. Tuttavia, altri studiosi invitano alla prudenza: il numero dei casi disponibili è limitato e anche la stima dell’età, basata sui denti, non è priva di margini di incertezza.
Archeogenetica Gli studi genetici condotti sui resti di Sidrón, sottoposti ad analisi del DNA mitocondriale e nucleare, hanno permesso di ricavare informazioni molto importanti sui Neanderthal presenti nel sito.
L'analisi del mtDNA dei Neanderthal di Cueva del Sidrón in Spagna, ha mostrato che i tre uomini adulti appartenevano alla stessa linea materna, mentre le tre donne adulte appartenevano a linee diverse. Ciò suggerisce una residenza patrilocale, ovvero che fossero le donne a trasferirsi fuori dal proprio gruppo per andare a vivere con il compagno; ipotesi che potrebbe essere confermata che gli abitanti di Cueva del Sidrón avevano problemi fisici, compatibili con le cause di consanguineità o con malattie recessive.
Tra gli altri risultati c'è l’osservazione che alcuni individui del sito presentavano particolari varianti del gene FOXP2, un gene spesso collegato alla capacità di linguaggio, che risultano uguali a quelle presenti negli esseri umani moderni. Questo dato ha attirato molta attenzione perché suggerisce che, almeno sotto questo aspetto genetico, Neanderthal e Homo sapiens condividessero elementi importanti.
Di particolare importanza è stato anche lo studio del cromosoma Y di un Neanderthal del Sidrón. Si è trattato del primo sequenziamento di questo tipo ottenuto per un Neanderthal, e i risultati hanno indicato che la linea del cromosoma Y neanderthaliano si era separata da quella degli esseri umani moderni circa 590.000 anni fa. Inoltre, il cromosoma Y identificato nel sito non coincide con quello degli uomini attuali e non era mai stato riconosciuto prima in altri fossili umani antichi.
L'analisi del DNA mitocondriale condotto su una sequenza parziale di DNA antico, lUomo di Altamura è stato collocato nella variabilità genetica dell'Europa meridionale, con le sequenze del dna simili ai reperti trovati nella grotta di Sidrón in Spagna e in CroaziaVedi nota della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia del 27.05.2009.
Cibo Ricerche recenti indicano che la dieta dei Neanderthal del Sidrón era costituita principalmente da pinoli, muschi e funghi, un dato che contrasta con quanto osservato in altri siti europei, nei quali emerge invece una dieta più orientata al consumo di carne.
Nella Grotta di Sidrón, in Spagna, i Neanderthal probabilmente cucinavano e forse affumicavano il cibo, così come usavano alcune piante, come l'achillea e la camomilla, come condimento, sebbene queste piante potessero invece essere state usate per le loro proprietà medicinali.
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