La chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio è un luogo di culto cattolico dalle forme neoclassiche situato in strada alla Chiesa a Selva del Bocchetto, frazione di Terenzo, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Montagna.

Storia Il luogo di culto originario fu edificato in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1299, quando la cappella de Viatica fu menzionata nella Ratio Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze della pieve di Fornovo..

NellEstimo diocesano del 1354 comparve per la prima volta la dedicazione del tempio de Viaticha a san Vincenzo;. nel Regesto antico del 1494 fu nominata ancora lEcclesia S. Vincentii de Viatica la Silva..

Nel 1564 la chiesa fu elevata a sede parrocchiale autonoma.

Agli inizi del XVIII secolo l'antico edificio versava in pessime condizioni, come testimoniato dal resoconto della visita pastorale del vescovo di Parma Camillo Marazzani avvenuta nel 1713. La situazione peggiorò nei decenni seguenti, tanto che nel 1770 il luogo di culto risultava in rovina.

Nei primi anni del XIX secolo fu decisa la costruzione di una nuova chiesa, che fu avviata nel 1810 e completata nel 1825..

Nel 1950 il tempio neoclassico fu sottoposto a lavori di restauro, durante i quali fu anche sostituito il pavimento interno; le opere furono completate nel 1951.

Descrizione

La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, con ingresso a est e presbiterio absidato a ovest.

La simmetrica facciata a capanna, interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio, è tripartita da quattro lesene doriche; al centro si apre l'ampio portale d'ingresso, sormontato da un finestrone con spigoli smussati; a coronamento si staglia un frontone triangolare, contenente nel mezzo un oculo cruciforme.

Dai fianchi aggettano i volumi delle cappelle e dei locali annessi; sul fondo del lato destro, accanto all'abside si erge il campanile, la cui cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso ampie monofore ad arco a tutto sesto.

All'interno la navata, coperta da una volta a botte lunettata ornata con affreschi riproducenti dei medaglioni contenenti le raffigurazioni di Santi, è affiancata da una serie di lesene doriche, a sostegno del cornicione perimetrale in rilievo; sul fondo si affacciano attraverso ampie arcate ribassate le due cappelle, chiuse superiormente da volte a botte dipinte.

Sulla sinistra, la cappella accoglie un altare sormontato da una tela raffigurante un Angelo che porge gli strumenti del martirio a san Fedele da Sigmaringa, realizzata da Clemente Ruta tra il 1730 e il 1740.

Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto dall'arco trionfale a sesto ribassato; l'ambiente, coperto da una volta a botte lunettata affrescata in continuità con la navata, accoglie nel mezzo l'altare maggiore a mensa, realizzato tra il 1970 e il 1980 smembrando parti dell'altare maggiore settecentesco, proveniente dalla chiesa sconsacrata di San Francesco di Paola di Parma; sulla mensa è collocato un tabernacolo rococò, affiancato da alcuni candelieri coevi.. In adiacenza è collocato l'ambone, anch'esso realizzato con alcune porzioni dell'altare settecentesco. Sul fondo l'abside, chiusa superiormente dal catino a semicupola dipinto con un motivo a finti cassettoni, ospita i sedili del coro, risalenti all'epoca di ricostruzione della chiesa; più in alto si staglia la pala raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Carlo Borromeo, Teresa, Alberto carmelitano e altro santo vescovo, realizzata da Giovanni Venanzi intorno al 1670 per una chiesa di Parma.

Il luogo di culto conserva altre opere di pregio, tra cui i sostegni della mensa dell'altare maggiore settecentesco, una credenza intagliata da F. Cavagni nel 1888, un tronetto espositivo del XVIII secolo e due tele settecentesche con cornici coeve.

Note

Bibliografia

Voci correlate Selva del Bocchetto Diocesi di Parma

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