Labbazia di Saint-Évroult (anche abbazia di Ouche) era un istituto religioso sito a Saint-Evroult-Notre-Dame-du-Bois, in Normandia. Fondata in epoca merovingia, l'abbazia rimase in funzione fino alla rivoluzione francese, quando fu soppressa dai rivoluzionari. Il complesso abbaziale, sebbene non più in uso da allora, è sopravvissuto in parte.

Storia Secondo la tradizione cristiana l'abbazia ha origini antichissime, risalendo il suo nucleo architettonico al VI secolo, durante l'epoca merovingia. Una prima comunità monastica vi era stata infatti fondata da sant'Évroult o Ebrulfo, un nobile franco convertito che diede il proprio nome all'abbazia. La prima traccia che ne accerta l'esistenza storica risale invece all'inizio del IX secolo, quando re Carlo III il Semplice la citò in un atto ufficiale, definendola "il monastero chiamato Utico" (dalla latinizzazione del nome Ouche, località dove sorgeva l'abbazia).

All'inizio dell'XI secolo l'abbazia era preda dell'incuria e dell'abbandono, complici le devastazioni provocate dalla frequente anarchia che imperversava per le campagne del ducato di Normandia, e fu quindi ristrutturata col patrocinio delle locali nobili famiglie dei Grandmesnil e dei Giroie. Il basso medioevo fu quindi l'età dell'oro di Saint-Évroult, che ospitò importanti cronisti come Orderico Vitale. Alla fine del XIII secolo ci fu un ulteriore restauro, che modificò gli edifici del complesso secondo i dettami dell'architettura gotica, e da allora non vi furono compiuti più lavori di rilievo.

Nel tardo medioevo Saint-Évroult perse gradualmente importanza, finché nel 1484 fu affidata in commenda, col titolo di abate che divenne di fatto onorifico e non più legato al comando diretto dell'abbazia. Nel 1628 i monaci dell'abbazia aderirono alla Congregazione di San Mauro, rimanendone membri fino alla rivoluzione francese. Nel 1789 l'abbazia fu quindi presa d'assalto dai rivoluzionari, devastata e chiusa definitivamente.

Del complesso originario sopravvivono poche porzioni, segnatamente il corpo di guardia utilizzato saltuariamente dai locali durante il XIX secolo, mentre del resto dell'abbazia restano solo rovine.

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