() è uno stile pittorico e scultoreo, volto a rendere la figura più dinamica, tipico del Manierismo. È simile, ma non identico, al contrapposto e presenta figure spesso in una posa a spirale. I primi esempi si possono osservare nelle opere di Leonardo da Vinci, Raffaello e Michelangelo.

Emil Maurer scrive del pittore e teorico Gian Paolo Lomazzo (1538–1600): "La forma ideale raccomandata unisce, secondo Lomazzo, tre qualità: la piramide, la movimento e una certa proporzione numerica, tutti e tre uniti a formare un tutt'uno. Allo stesso tempo, viene data priorità al "moto", cioè al movimento sinuoso, che deve far assumere alla piramide, in proporzione esatta, la forma geometrica di un cono.

Bousquet sostiene che la Questo stile nacque in seguito alla scoperta del gruppo del Laocoonte nel 1506 e al suo profondo impatto su tutti gli artisti, ma in particolare su Michelangelo. John Shearman sostiene inoltre che sia stata inventata da Michelangelo, citando i "Vincitori" che realizzò per la tomba di Papa Giulio II. Maurer, d'altro canto, riesce a individuare questo stile solo raramente nelle opere di Michelangelo e indica invece Beccafumi come suo pioniere. Marco Pino, allievo di Beccafumi, ha accostato lo stile di Beccafumi a quello di Salviati, Parmigianino e forse persino di Michelangelo, e la sua opera nel suo complesso è caratterizzata dalla motivi. Paolo Pino stesso afferma nel suo Dialogo della Pittura che le pose delle sue figure sono molteplici e varie, e che in tutte le sue opere trovare una singola figura che le distorca completamente e totalmente è ambivalente e difficile.

Come scrive Maurer, i pittori sono più liberi degli scultori e meno vincolati alla natura. In questo modo, possono giocare con le loro figure, rimodellandole, allungandole eccessivamente, geometricizzandole, dissolvendole, caricaturizzandole, colorandole o facendole vagare a seconda dello scopo del dipinto e dell'effetto desiderato. Con l'allentamento delle norme dell'arte rinascimentale e lo sviluppo dello stile "serpentita", le strutture e le regole di tale stile iniziarono a essere sistematizzate. Nacque uno stile formale in cui le figure esprimevano potenza fisica, passione, tensione e perfezione semantica. I movimenti non erano privi di motivazione, né semplicemente compiuti con la volontà, ma con una volontà manifestata in forma pura. Anche le loro azioni non scaturirono dal potere, bensì dall'impotenza.

Questo stile esercitò la sua influenza anche negli anni Venti del Seicento, con Il ratto di Proserpina del Bernini.

Note

Bibliografia Emil Maurer: Manierismus: Figura serpentinata und andere Figurenideale: Studien, Essays, Berichte, 2001. .

John Shearman: Mannerism. Collana Arte e Architettura. Londra: Penguin Books, 1991. .

Jacques Bousquet: Mannerism: The Painting and Style of the Late Renaissance, New York, 1964, traduzione di Simon Watson Taylor.

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