Partecipò a tutte le guerre d'indipendenza italiane ed alla spedizione dei Mille al seguito di Giuseppe Garibaldi.
Biografia
Infanzia e vita civile Luigi Enrico Dall'Ovo nacque a Bergamo l'8 gennaio 1821, figlio di Ermenegildo dall'Ovo e Rosa Carrara.Agazzi Alberto, Biografia di Luigi Enrico Dall’Ovo, in Le 180 biografia dei Bergamaschi dei Mille, a cura di A. Agazzi, Bergamo, 1960. La famiglia Dall'Ovo era di origine veneta e si era stabilita in Lombardia nel XVIII secolo, dedita soprattutto al commercio di seta e alla gestione dei loro possedimenti agricoli.Merla Paolo, Garibaldi. Un uomo dimenticato. Episodi e memorie di un garibaldino al suo fianco nell’impresa dei Mille. Luigi Dall'Ovo venne introdotto dal padre nella carriera commerciale. Nel 1842 venne raccomandato presso la famiglia Pestalozzi di Zurigo, che si accingeva ad avviare dei commerci di seta a Milano. Questa attività commerciale permise al Dall'Ovo di conoscere molto bene sia la Lombardia che il Veneto dal punto di vista economico, sociale e territoriale.
Prima guerra di indipendenza e i moti del 1848 Luigi dall'Ovo, che aveva sviluppato forti sentimenti patriottici negli anni precedenti, partecipò agli eventi del 1848 legati alle città di Bergamo e Milano. Dall'Ovo a Milano combatté a Porta Tosa (oggi Porta Vittoria) nella Compagnia di Nicola Bonorandi. Ritornato a Bergamo si unì alla 1° Legione della Guardia Mobile o Legione Bergamasca delle Alpi dove partecipò alla spedizione del Tirolo. Successivamente, Dall'Ovo si unì al 2° Battaglione della Guardia Nazionale Mobile, rispondente agli ordini del Governo provvisorio di Lombardia. Il 28 maggio 1848 venne nominato Sergente furiere nella sezione artiglieria della suddetta formazione militare. Successivamente il 2° Battaglione nel quale serviva Dall'Ovo venne inglobato nella Legione Garibaldi, dove Dall'Ovo mantenne la sua carica per poi divenire sottotenente il 26 dicembre del 1848.
Repubblica Romana (1849) Luigi Dall'Ovo e il fratello maggiore Giuseppe servirono Garibaldi anche durante i concitati eventi della Repubblica Romana. Luigi Dall'Ovo il 15 aprile del 1849 venne nominato luogotenente nell'8° Centuria della Legione Garibaldina. Luigi Dall'Ovo partecipò alle battaglie di Villa Corsini (3 giugno 1849) e del Vascello. Successivamente Dall'Ovo decise di ritornare con il fratello ferito nel Bergamasco, abbandonando quindi gli ultimi momenti dell'impresa romana. I due fratelli si rifugiarono nella villa paterna di Sforzatica, presso Dalmine.
Seconda guerra di indipendenza Nel 1858 Luigi Dall'Ovo aderì alla Società Nazionale Italiana. Dall'Ovo si unì subito ai corpi di volontari che in tutta l'Italia settentrionale e centrale si stavano arruolando per l'imminente guerra di indipendenza. Dall'Ovo si arruolò a Savignano il 3 maggio del 1859 come volontario nei Cacciatori delle Alpi, successivamente, il 10 luglio 1859, venne nominato sottotenente nel 2° Reggimento Cacciatori delle Alpi. Dopo l'armistizio di Villafranca Dall'Ovo il 13 settembre 1859 chiese, venendo accontentato, congedo. A Bergamo poi entrò a far parte della Commissione Cittadina per il "Milione di fucili", iniziativa a sostegno dello sforzo militare patriottico richiesta da Garibaldi.
La Spedizione dei Mille Luigi Dall'Ovo si occupò in prima persona dell'arruolamento dei volontari per la spedizione nell'Italia Meridionale comandata da Garibaldi poi passata alla storia come Spedizione dei Mille. Nel “ Teatrino dei Filodrammatici" a Bergamo venne istituita la sede del Comitato per l'arruolamento guidato, oltre che dal Dall'Ovo, da patrioti garibaldini e veterani delle guerre di indipendenza come Vittore Tasca, Francesco Cucchi e Francesco Nullo. Per tutto il mese di aprile il Comitato e i suoi membri lavorarono incessantemente per selezionare i volontari più adatti e per organizzare la logistica di collegamento tra i patrioti bergamaschi e gli altri patrioti garibaldini. Il 3 maggio 1860 Dall'Ovo partì verso Genova, uno dei luoghi di ritrovo per i garibaldini prima dell'imminente spedizione. Prima di partire però Luigi Dall'Ovo dovette sistemare i suoi affari dal notaio Salvatore Locatelli di Bergamo, in Piazza della Legna (oggi Piazza Pontida) al n°641, insieme al fratello Ermenegildo. Qui Dall'Ovo sottoscrisse un “mandato per brevetto” con cui nominava il fratello procuratore dei suoi beni.
Prima di sbarcare a Marsala, Garibaldi organizzò i volontari della spedizione per farne un corpo militare funzionante e gestibile. I patrioti garibaldini lombardi e veneti vennero riuniti in otto compagnie, e la quasi totalità dei bergamaschi fu riunita nell'ottava compagnia, detta anche la compagnia di ferro. Comandante della compagnia di ferro era il pavese Angelo Bassini di cui Luigi Dall'Ovo divenne uno dei due comandanti in 2° insieme a Vittore Tasca. L'11 maggio 1860 avvenne lo sbarco a Marsala e il 15 maggio garibaldini e borbonici si scontrarono nella battaglia di Calatafimi. Luigi Dall'Ovo a Calatafimi prese parte ai combattimenti nel battaglione guidato da Giacinto Carini. Il 27 maggio 1860 Garibaldi entrò a Palermo, dove seguirono un paio di giorni concitati fino a quando i garibaldini non presero il controllo effettivo della città. A Palermo Garibaldi decise di riorganizzare il suo esercito, dandogli il nome di “Esercito Meridionale”. Nel giugno del 1860 venne formata la 15° divisione, formata da due brigate, una comandata da Stefano Turr e l'altra sotto il comando di Nino Bixio. Luigi Dall'Ovo venne nominato comandante di una delle compagnie della brigata Bixio (nel reggimento Dezza) e venne anche promosso capitano l'11 giugno 1860 a seguito di un decreto del Dittatore Garibaldi. Nel corso della campagna Bixio decise di nominare Dall'Ovo suo aiutante di campo. Quando la brigata Bixio raggiunse la costa meridionale della Sicilia, il generale genovese mandò in missione a Malta Dall'Ovo. La missione di Luigi Dall'Ovo era di acquisire la stoffa necessaria per poter confezionare le camicie rosse poi passate alla storia. La brigata Bixio fu incaricata da Garibaldi del compito di mantenere l'ordine politico e sociale nell'isola. La loro consegna era quella di cementificare l'autorità del Dittatore nell'isola, di sedare i tentativi di rivolte anarchiche e di fermare le azioni di brigantaggio. Nella seconda metà del luglio 1860 venne combattuta la battaglia di Milazzo, scontro fondamentale per il controllo della Sicilia da parte dei garibaldini e per potersi aprire la strada per lo sbarco in Calabria.
Dall'Ovo non prese parte a questa battaglia perché impegnato nel compito di stabilire l'ordine insieme a Bixio nel sud dell'isola, soprattutto i disordini scoppiati in vari centri minori del versante occidentale dell'Etna: Castiglione, Randazzo, Adornò, Paternò e Bronte. Come ricordato anche dal suo biografo, nonché genero, Felice de Chaurand nell'opera “Luigi Enrico Dall'Ovo. Un bergamasco da milite garibaldino a generale nel Regio esercito italiano” Dall'Ovo per tutta la vita rammentò con amarezza questo periodo, soprattutto gli eventi legati alla cittadina di Bronte. Dopo Bronte, Dall'Ovo, sempre seguendo Bixio, si spostò a Giardini, vicino Taormina. Il 18 agosto giunse a Giardini Garibaldi ed in seguito venne organizzata la partenza per la Calabria. Il 19 agosto 1860 i garibaldini sbarcarono a Melito, nei pressi di Reggio Calabria. In questo momento avvenne un'altra riorganizzazione dell'esercito garibaldino, ormai cresciuto enormemente come numero di effettivi. Inoltre Garibaldi adottò come nome delle sue truppe quello di Esercito dell'Italia Meridionale. Garibaldi formò nuove divisioni, tra cui la 18° al comando di Bixio. Questa divisione era composta da due brigate, la brigata Eberhardt e la brigata Dezza. Dall'Ovo militava in quest'ultima come comandante di una compagnia.
Il 21 agosto venne conquistata Reggio ed il 22 agosto Garibaldi con Bixio continuò nella sua marcia verso nord. Da qui fino a Napoli quella di Garibaldi fu una marcia senza quasi ostacoli. Garibaldi raggiunse Salerno il 6 settembre e il giorno dopo entrò a Napoli. Il 1 ottobre del 1860 si svolse la decisiva battaglia del Volturno tra l'esercito garibaldino e le ultime forze dell'esercito borbonico. Dall'Ovo prese parte a questa battaglia e si distinse nei fatti d'arme di Villa Gualtieri e nella ripresa della posizione strategica sul monte Caro, guadagnandosi la promozione a maggiore (1 ottobre 1860).
Carriera nell'Esercito Italiano e ultimi anni Dopo il 1860 Dall'Ovo continuò la sua carriera militare nell'Esercito regolare italiano. L'11 novembre del 1860 un Decreto Regio confermò il decreto dittatoriale che aveva promosso Dall'Ovo a maggiore nell'esercito meridionale, confermando questa sua carica anche nel Regio esercito italiano. Inoltre Dall'Ovo venne decorato dell'Ordine militare di Savoia a seguito di un Regio Decreto del 12 giugno 1861. Un altro Regio Decreto del 4 agosto 1861 vedeva riconosciuta al Dall'Ovo la carica di maggiore nel Corpo Volontari Italiani con anzianità 8 ottobre 1860. Dopo lo scioglimento del Corpo Volontari Italiani, Dall'Ovo venne destinato, con lo stesso grado, al 37° Reggimento Fanteria di stanza a Novara, dove gli venne computato come effettivo servizio anche l'interruzione dal 3 luglio 1849 al 5 maggio 1860. Dal 1862, Dall'Ovo fu coinvolto soprattutto in attività di repressione del brigantaggio.
Dal 1864 al 1866 servì come maggiore nel 37° Reggimento Fanteria, 1° Brigata, della 4° Divisione sotto il comando del generale Nunziante di Mignano. Luigi Dall'Ovo prese quindi parte alla terza guerra di indipendenza. Il 12 marzo 1871 Dall'Ovo fu promosso a tenente colonnello del 42° Reggimento Fanteria di stanza a Salerno. Il 12 dicembre del 1878 Dall'Ovo ritornò nella sua città natale come colonnello comandante del 12° Reggimento Fanteria.
Dall'Ovo si ritirò dalla carriera militare per andare a riposo l'8 dicembre del 1880. Il 12 marzo 1895 fu nominato maggiore generale della riserva e decorato con le medaglie per le cinque campagne del 1848, 1849, 1859, 1860 e del 1866. Morì il 6 aprile 1897 a Bergamo e venne sepolto a Sforzatica.
Onorificenze Medaglie delle Campagne 1848-1849, 1859, 1860, 1866. Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia. Cavaliere della Corona di Prussia di 2° classe.
Note
Bibliografia Agazzi Alberto, Biografia di Luigi Enrico Dall'Ovo, in Le 180 biografia dei Bergamaschi dei Mille, a cura di A. Agazzi, Bergamo, 1960. De Chaurand Felice, Un Bergamasco da milite garibaldino a generale nel Regio Esercito Italiano. Luigi Enrico Dall'Ovo, Bergamo, 1933. Merla Paolo, Garibaldi. Un uomo dimenticato. Episodi e memorie di un garibaldino al suo fianco nell'impresa dei Mille. Bergamo, 2007.