Biografia Nata a Rio de Janeiro nel 1964, Adriana Varejão ha trascorso parte della sua infanzia a Brasilia. Nel 1981 si è iscritta al corso di ingegneria presso la Pontifícia Università Cattolica di Rio de Janeiro, abbandonandolo l'anno successivo. Tra il 1983 e il 1985 ha frequentato i corsi gratuiti presso l'Escola de Artes Visuais do Parque Lage, a Rio de Janeiro, e ha affittato uno studio nel quartiere Horto con altri studenti. Nel 1984 si è recata a New York, dove ha potuto conoscere la pittura del tedesco Anselm Kiefer e dello statunitense Philip Guston. Nel 1986 ha ricevuto il premio Aquisição al IX Salone nazionale di arti visive, promosso dalla Fundação Nacional de Artes. Nel 1986 ha iniziato a lavorare con la tecnica della pittura a olio, ricreando con un impasto spesso gli elaborati affreschi barocchi e le reliquie religiose delle chiese settecentesche di Ouro Preto, nello Stato di Minas Gerais.

Nel 1988 ha tenuto la sua prima mostra personale alla Galeria Thomas Cohn di Rio de Janeiro, ha partecipato alla collettiva Brasil Já al Museum Morsbroich di Leverkusen e alla collettiva U-ABC al Stedelijk Museum di Amsterdam.

Nel 1992 ha trascorso tre mesi in Cina, dove ha avuto l'opportunità di apprendere le tecniche della lavorazione della ceramica della dinastia Song (960–1279) e la pittura paesaggistica classica cinese. Ha iniziato quindi a rendersi conto di come le narrazioni europee stessero alterando frammenti di storia raccontati attraverso l'arte, segnando l'inizio di una serie di sovversioni di immagini consolidate, sconvolte da squarci sanguinosi ed estrusioni carnose. Le sue opere di questo periodo dimostrano la violenza e l'erotismo della storia brasiliana in relazione all'antropofagia, un concetto chiave del modernismo brasiliano che recupera i rituali del popolo Tupi, trasformando il tabù del cannibalismo in un totem simbolico di assimilazione culturale nel Brasile postcoloniale.

Nei primi anni novanta, riprendendo le immagini realizzate dal pittore olandese Frans Post (1612–1680) e dal pittore francese Nicolas-Antoine Taunay (1755–1803), le sue opere erano caratterizzate dalle fenditure nonché dai temi tradizionali degli azulejo.

Nel 1993 ha partecipato a una residenza artistica presso il Goethe-Institut di Maceió, poi ha proseguito viaggiando nel nord-est del Brasile per approfondire la conoscenza dell'arte sacra e dell'artigianato popolare, in particolare degli ex voto e degli azulejo. Nel 1994 ha partecipato alla mostra Mapping al Museum of Modern Art (MoMA) di New York e alla 22ª Biennale di San Paolo.

Nel 1998 ha partecipato alla 24ª Biennale di San Paolo. Nel 1999 ha adottato un approccio in cui le sue opere suggeriscono che gli spazi familiari siano infestati da spettri violenti attraverso sculture autoportanti che rappresentano in un certo senso il dramma spaziale del Barocco. Nel 2001 la Varejão ha proseguito il tema dei misteri nascosti con la serie Saunas e Banhos, in cui interni piastrellati e dipinti con intricate gradazioni monocromatiche sembrano carichi di significato psicologico; in questi complessi labirinti, emergono fasci di luce provenienti da una fonte impercettibile e tracce del corpo umano, sotto forma di capelli o sangue. Nel 2008 il Centro de Arte Contemporanea Inhotim di Brumadinho, nello Stato di Minas Gerais, ha inaugurato un padiglione permanente dedicato alle opere di Adriana Varejao.

Nel 2012 ha partecipato alla 30ª Biennale di San Paolo. Per la serie Polvo (2013-2014), la Varejão ha realizzato una scatola di colori contenente 33 tonalità di pelle identificate in una ricerca condotta dall'Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (IBGE) nel 1975. L'artista ha scelto i termini più esotici menzionati nella ricerca, come Sapecada, Café com leite, Burro quando foge, Queimada de sol, e li ha dipinti su ritratti commissionati ad altri pittori, rivelando nuove analogie tra pittura, pelle e mescolanza razziale.

Nel gennaio 2017 ha visitato il Museo Amparo di Puebla de Zaragoza per studiare le ceramiche policrome locali di talavera e cholula. Il suo successivo interesse per le ceramiche di talavera ha catalizzato una nuova direzione nei suoi dipinti in cui le forme pulite e le tonalità brillanti dell'astrazione dai bordi netti vengono messe in dialogo con gli antenati artigianali precolombiani.

Nel settembre 2017 ha partecipato alla mostra Queermuseu: Cartografias da Diferença na Arte Brasileira a Porto Alegre, chiusa prematuramente a causa delle reazioni negative dei conservatori. La sua opera Cena de interior II, che raffigurava la violenta storia coloniale del Brasile, era accusata di «pedofilia e zoofilia».

Nel 2021 la mostra Talavera, alla Gagosian di New York, era formata da recenti dipinti ispirati alle ceramiche di Puebla su tele quadrate 180×180 cm. I dipinti circondavano tre nuove Meat Ruins, imponenti colonne che simulano frammenti di muri rivestiti di piastrelle di talavera ed elementi architettonici, le cui sezioni trasversali a vista rimandano allanarchitecture di Gordon Matta-Clark. La Varejão sostituisce le listelle e l'intonaco delle colonne con masse tumultuose di visceri dipinti per rappresentare la violenza che ha caratterizzato la storia latinoamericana.

Alla fine del 2021 la mostra Brasilidade Pós-Modernismo è stata allestita presso il Centro Cultural Banco do Brasil di Rio de Janeiro con la partecipazione di diversi artisti brasiliani, tra cui Adriana Varejão, per celebrare il centenario della Semana de Arte Moderna del 1922. Con le caratteristiche dell'arte brasiliana contemporanea, le opere presentate hanno recuperato l'eredità di audacia artistica e culturale proposta dal Modernismo.

Nel 2025 si è tenuta la mostra Entre os vossos dentes presso il Centro de arte moderna Gulbenkian di Lisbona, che presentava le opere di Paula Rego (1935–2022) e Adriana Varejão. L'ampia navata del Centro de arte moderna era riconfigurata, con le opere delle due artiste in dialogo tra loro. Il titolo della mostra era tratto dalla raccolta Poemas aos homens do nosso tempo della poetessa brasiliana Hilda Hilst, scritta nel 1974, un chiaro riferimento alla dittatura militare che governava il Brasile da dieci anni.

Nel 2026 è stata scelta, insieme alla collega Rosana Paulino, a rappresentare il Brasile alla LXI Esposizione internazionale d'arte di Venezia.

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