Master Builder è un videogioco d'azione esclusivo per Atari 2600, sviluppato e pubblicato dalla Spectravision nel 1983. Il gameplay è incentrato sulla costruzione, e richiede di erigere un grattacielo gestendo risorse e pericoli.
Modalità di gioco In Master Builder, il giocatore veste i panni di un costruttore impegnato alla lavorazione di diversi grattacieli nella città di Spectraville. All'inizio di ogni livello, a egli viene mostrato un progetto solo per brevi istanti; deve memorizzarlo e replicarlo esattamente. Il personaggio giocante raccoglie mattoni dai depositi ai lati dello schermo (massimo otto alla volta) e li posiziona per formare la struttura. Inoltre, dispone di una scala magica che gli permette di salire ai piani superiori.
Mentre lavora, il costruttore cerca di fare attenzione a una serie di imprevisti. Prima di tutto un cane (Spectradog) che passa di tanto in tanto al piano terra; per evitarlo semplicemente deve saltare. Poi c'è un ragazzino dispettoso che potrebbe rubargli la scala; qualora comparisse, deve scendere velocemente dalla scala o rischia una caduta. L'ultimo imprevisto sono i fulmini, che si verificano quando egli si trova in cima alla costruzione nel momento in cui il cielo cambia colore e due nuvole si scontrano.
Una volta completato l'edificio secondo il progetto, il giocatore deve salire in cima e chiamare un elicottero per passare al livello successivo. Edifici non corretti lo faranno cadere dal velivolo, con la conseguente perdita di una vita. La partita finisce quando tutte le vite a propria disposizione sono esaurite.
Accoglienza Il voto complessivo di Videogaming Illustrated dato a Master Builder è C. E.C. Meade lo ritiene solo una noia mortale, mentre il collega Jim Clark afferma che "i bambini non potranno giocare a questo titolo, e gli appassionati di giochi d'azione lo troveranno noioso. Ma il cambiamento vi farà bene, la sfida è qualcosa che non troverete da nessuna parte da queste parti, nemmeno al di fuori dei condotti del VIC-20". Senza dare un voto, The Logical Gamer constatò che il concetto e la grafica sono buoni, ma il gioco in sé poteva essere lavorato meglio.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni