Stefanichthys è un genere estinto di pesci percomorfi vissuto durante l’Eocene medio. I suoi resti fossili provengono dal giacimento della Pesciara di Monte Bolca, in Italia settentrionale. L’unica specie nota è †Stefanichthys mariannae.

Descrizione Stefanichthys mariannae è noto sulla base di quattro scheletri fossili. Era un pesce moderatamente allungato, con corpo fusiforme e un peduncolo caudale lungo e profondo. Il profilo dorsale del corpo era convesso quanto quello ventrale. La lunghezza totale non raggiungeva i 20 centimetri.

La testa era relativamente grande, con lunghezza leggermente superiore alla massima altezza del corpo. L’occhio era piccolo, mentre il lacrimale risultava ampio. La bocca era di dimensioni ridotte, con l’articolazione della mandibola situata sotto il margine anteriore dell’orbita. Le mascelle erano dotate di denti moderatamente grandi, smussati, di forma cilindrica o conica, privi di canini. Il preopercolo presentava un margine ventrale regolare e una fine dentellatura nella porzione posterodorsale. La colonna vertebrale era composta da 24 vertebre (10 addominali e 14 caudali). Gli ipurali erano autogeni; erano presenti tre epurali e due uroneurali, oltre a tre supraneurali.

La pinna dorsale era divisa in due porzioni ma sostenuta da una serie continua di pterigiofori: la prima dorsale aveva 8 spine sottili, mentre la seconda presentava una spina e 9 raggi molli. La pinna anale era dotata di 3 spine deboli (le prime due molto ridotte) e 7 raggi molli. Le pinne pelviche erano inserite posteriormente rispetto alle pinne pettorali. La pinna caudale era leggermente incisa (emarginata), con 17 raggi principali. Le scaglie erano grandi, spesse e cicloidi, e ricoprivano l’intero corpo e le basi delle pinne impari. La linea laterale era debolmente arcuata e poco evidente.

Rispetto a †Acropoma lepidotum , un altro pesce eocenico di Monte Bolca, Stefanichthys mariannae si distingue per la presenza di squame cicloidi, orbite più piccole, spine dorsali e anali più sottili, sette raggi molli nella pinna anale (anziché otto) e dentatura più robusta.

Una caratteristica particolarmente insolita è l’apparente associazione delle tre spine della pinna anale al primo pterigioforo anale, una condizione rara tra i percomorfi e probabilmente interpretabile come un’autapomorfia del taxon.Bannikov, A.F. & Zorzin, R. 2020. Stefanichthys mariannae, a new genus and species of percoid fish (Perciformes s.l.) from the Eocene of Bolca in northern Italy. Studi e ricerche sui giacimenti terziari di Bolca, XX - Miscellanea Paleontologica, 17: 15–26

Tassonomia Stefanichthys mariannae venne descritto per la prima volta nel 2020 da Bannikov e Zorzin. Il genere è attualmente considerato incertae sedis all’interno dei Percoidei, a causa della combinazione unica di caratteri che non consente un’attribuzione sicura a famiglie note.

Etimologia Il nome del genere deriva da Stefania, figlia di Roberto Zorzin, secondo autore della descrizione originale, unito al termine greco ichthys (pesce). Il nome specifico mariannae è dedicato a Marianna, figlia di Alexandre Bannikov, primo autore.

Note

Categoria:Perciformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2020