Graptopetalum rusbyi (Greene) Rose, 1924 è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulacee, diffusa in Arizona e Nuovo Messico, negli Stati Uniti, e nel Messico settentrionale.

Etimologia

L'epiteto Graptopetalum è un nome composto da due termini derivanti , che vuole evidenziare la caratteristica di avere petali segnati o macchiati di rosso, comune alle specie che appartengono al genere.

L'epiteto che identifica la specie nel genere è un eponimico col quale Edward Lee Greene intese omaggiare il botanico statunitense Henry Hurd Rusby, che partecipò alla scoperta della pianta.

Anche l'epiteto orpetii introdotto da E. Walther è un eponimico col quale il botanico statunitense intese omaggiare l'orticultore Edward Owen Orpet.

La specie non ha un nome comune in italiano, mentre in inglese è indicata come "San Francisco River leatherpetal" (leatherpetal del San Francisco River). Leatherpetal è una parola composta da leather ("cuoio") e petal ("petalo"), che richiama la consistenza dei petali di queste piante. La specificazione intende invece far riferimento alla valle del Rio de Flag (affluente del Little Colorado e noto al tempo come San Francisco River), che discende dai San Francisco Peaks, in Arizona, dove furono raccolte le prime piante.

Descrizione

Pianta succulenta perenne, a crescita lenta e cespugliosa. Come nelle altre specie del genere Graptopetalum, le foglie si raggruppano in rosette. Ha radice tuberosa, fusto corto, al più di , con uno spessore compreso tra 3 e . Le rosette, che possono essere solitarie o in piccoli gruppi, appaiono dunque molto compatte, sessili, composte da un numero di foglie compreso tra 10 e 35, parzialmente sovrapposte. Possono raggiungere i di diametro in natura (anche in esemplari coltivati), ma sviluppandosi relativamente poco in altezza; il loro aspetto è infatti descritto come appiattito., 2025.

Le foglie sono carnose, di forma oblanceolata, che terminano però in modo acuminato. L'apice acuminato secca rapidamente e può perdurare o meno sulla foglia. Le foglie possono presentare una scanalatura ventrale, ma progressivamente si appiattiscono. Possono essere di colore verde brillante o purpuree. Raggiungono una lunghezza compresa tra 1,5 e 5 cm, una larghezza tra 8 e 18 mm e uno spessore di 1-5 mm. Presentano delle papille soprattutto sulla metà distale, sul dorso e sui bordi. Quando secche, le foglie permangono sullo stelo.

Gli steli fioriferi, anch'essi carnosi, si sviluppano dallo stelo, in prossimità della sommità della rosetta, in posizione laterale. Sono di colore perlaceo, rosa o violaceo. Possono raggiungere i di lunghezza. Portano delle foglie, da 5 a 22. Le inflorescenze sono di tipo cimoso, cioè dallo stelo si departono altri rami, da 2 a 5, ciascuno lungo tra 1 e 9 cm e recante da 2 a 9 fiori. In coltivazione, sono state osservate rese superiori.

I fiori sono esameri o eptameri, sono cioè organizzati in 6 o 7 parti. Sono tuttavia stati osservati anche fiori pentameri, ottameri o decameri (organizzati in 5, 8 o 10 parti). La corolla può raggiungere un diametro compreso tra 14 e . I petali sono di colore bianco, con delle bande trasversali di colore rosso nella metà distale, con l'estremità del petalo che presenta una marcata colorazione rossa. Gli stami hanno antere rosa o rosse e filamenti bianco-giallastri, con striature rosse. Inizialmente sono eretti, ma diventano reflessi con la maturazione del fiore. Le ghiandole nettifare sono bianche. Il gineceo è anch'esso di colore bianco; misura sui 4-8 mm.

Distribuzione

La specie è attestata in Arizona e Nuovo Messico, negli Stati Uniti, e nel Messico settentrionale, principalmente negli stati di Sonora, Sinaloa e Chihuahua. Preferisce pendii esposti a nord, al di sotto dei metri.

Tassonomia I primi esemplari della specie furono raccolti da Edward Lee Greene e Henry Hurd Rusby, rispettivamente nel 1880 sui San Francisco Peaks e nel 1881 in prossimità della città mineraria di Clifton, entrambe in Arizona., 1883. Greene descrisse la specie nel 1883, includendola nel genere Cotyledon che era stato introdotto per raccogliere le piante succulente originarie dell'Africa meridionale e che George Bentham e William Hooker avevano esteso alle succulente del Nuovo Mondo. Nel 1903, Nathaniel Britton e Joseph Rose introdussero generi specifici per le succulente americane, limitando l'appartenenza al genere Cotyledon alle sole piante del Vecchio Mondo. In conseguenza di ciò, ed avendo la possibilità di analizzare solo campioni d'erbario, inclusero la specie nel genere Dudleya, da loro creato per le piante succulente della costa californiana.

Dalla loro analisi, Britton e Rose avevano escluso che la specie potesse appartenere al genere Echeveria. Tuttavia, nel 1913 Aven Nelson e James Francis Macbride criticarono la riclassificazione operata da Britton e Rose delle Crassulacee americane, che a loro dire avera determinato l'introduzione di troppi nuovi generi. Così proposero di collocarla nel genere Echeveria, come E. rusbyi. Tale nome fu ripreso da Thomas H. Kearney e Robert H. Peebles nel loro saggio Arizona Flora (1951) ed è rimasto pertanto in uso., 1984.

Nel 1911, Rose aveva introdotto il genere Graptopetalum per G. pusillum e G. pachyphyllum. Dopo aver ricevuto nuovi esemplari di G. rusbyi raccolti sui Monti Santa Catalina da Edwin Bartram che Rose riuscì a far crescere e fiorire presso il giardino botanico di New York, fornì una nuova descrizione della specie sulla rivista Addisonia, dandone anche una rappresentazione grafica molto dettagliata, e le assegnò la denominazione che oggi la contraddistingue., 1924.

Nel 1929, Ed. Howard raccolse nuovi esemplari della pianta sulla strada per il Boyce-Thompson Arboretum, a Superior, in Arizona, che trasmise a Eric Walther, a San Francisco. Walther fornì una nuova descrizione della specie, notando la somiglianza con la descrizione di G. rusbyi data da Rose, ma ritenendola distinta da questa. Da ciò è derivata l'introduzione dell'eterotipo G. orpetii., 1930.

Nello stesso periodo in cui si sono svolti gli accadimenti descritti, gli stessi protagonisti (Rose, Walther) ricevettero altri campioni provenienti dallo stato federale messicano di Sonora, che trattarono come Graptopetalum occidentale. Negli anni 1950, Reid Moran ha riconsiderato tale identificazione e, dopo aver ottenuto e fatto crescere nuove piante, ha attestato la presenza di G. rusbyi anche nel Messico settentrionale.

Usi G. rusbyi viene commercializzate e diffusa come pianta ornamentale, anche grazie al fatto che si propaga facilmente per talea.

Note

Bibliografia

Voci correlate Lista di piante succulente

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Crassulaceae Categoria:Piante succulente Categoria:Flora del Messico Categoria:Flora degli Stati Uniti d'America Categoria:Taxa classificati da Joseph Nelson Rose Categoria:Taxa descritti nel 1924