Action è una catena di negozi hard discount fondata nel 1993 nei Paesi Bassi e attiva in sedici paesi europei, con oltre tremila punti vendita. L’insegna è specializzata nella vendita di prodotti per lo più non alimentari a basso prezzo, proponendo un assortimento ampio e in continua rotazione.
Nei suoi negozi sono disponibili sia articoli di marche nazionali, spesso provenienti da stock invenduti o eccedenze di magazzino, sia prodotti importati realizzati appositamente per la catena. Questo modello consente di mantenere prezzi competitivi e un’offerta costantemente rinnovata.
Storia Fondata nei Paesi Bassi nel 1993 da Rob Wagemaker, Gerard Deen e Boris Deen, Action aprì nello stesso anno il suo primo punto vendita di 60 m² a Enkhuizen, nel nord-ovest del paese. Fin dalle origini, l’azienda si caratterizzò come operatore di discount specializzato nell’acquisto e nella vendita di eccedenze di magazzino provenienti da grandi marchi.
Nel 1999 Action inaugurò un centro di distribuzione di 25.000 m² a Zwaagdijk-Oost, dove fu trasferita anche la sede centrale. Nel 2004 l’azienda introdusse nei propri negozi il modello organizzativo tipico dei supermercati, con carrelli e nastri trasportatori alle casse. La crescita della rete portò a un significativo ampliamento della struttura logistica, che nel 2010 raggiunse una superficie di 100.000 m².
Nel 2011 il fondo di investimento 3i acquisì il 45% del capitale per 130 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere l’espansione internazionale della catena; negli anni successivi la partecipazione salì all’80%. Nel 2012 l’insegna aprì il primo negozio in Francia, a Courrières mentre nel 2014 fu aperto un secondo centro di distribuzione a Echt, destinato a servire diversi mercati europei.
Nel corso degli anni 2010 l’azienda accelerò la propria espansione: nell’ottobre 2017 inaugurò il millesimo negozio a Gorinchem e, nello stesso anno, aprì un centro di distribuzione a Biblis, in Germania. Nel 2020 la rete contò circa 1.500 punti vendita distribuiti in sette paesi; nello stesso anno Action entrò nel mercato della Repubblica Ceca, mentre nell’aprile 2021 aprì i primi negozi in Italia.
All’inizio del 2022 fu inaugurata la duemillesima filiale e la presenza si estese a nove paesi europei. Nello stesso periodo l’azienda proseguì l’espansione in Spagna. Nel marzo 2023 fu aperto il primo punto vendita in Slovacchia e, nel corso dell’anno, la rete crebbe di oltre 300 nuovi negozi.
Nel febbraio 2024 Action inaugurò la prima filiale in Portogallo, mentre nell’aprile 2025 aprì il primo punto vendita in Svizzera. Il 5 giugno 2025 fu inaugurato il tremillesimo negozio a San Rocco al Porto, che rappresentò anche il 157º punto vendita in Italia; nello stesso periodo l’azienda registrò circa 20,6 milioni di clienti a settimana. Sempre nel 2025, la Romania divenne il quattordicesimo paese in cui la catena era attiva.
I piani di sviluppo prevedono ulteriori aperture in Croazia e Slovenia nel 2026, seguite dall’ingresso in Bulgaria nel 2027. È inoltre prevista l’espansione negli Stati Uniti tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028, con l’obiettivo di aprire circa cento punti vendita entro il 2030.
Concept Oltre a una quota fissa, l’assortimento varia continuamente in funzione della strategia di acquisto, che privilegia le opportunità di mercato come eccedenze di magazzino, merci provenienti da aziende in difficoltà o invenduti.
L’insegna si posiziona principalmente sui prodotti non deperibili, tra cui articoli per la decorazione e prodotti per la pulizia, con una significativa presenza anche di cosmetici e articoli per l’igiene. Action è nota per la politica di prezzi bassi, con circa un migliaio di articoli venduti a un euro; il prezzo medio si aggira intorno a 1,70 euro (dato 2022). Nel 2021 circa un quarto dei prodotti era venduto a meno di un euro, mentre nel 2024 circa due terzi dell’assortimento era sotto i due euro.
L’azienda riduce al minimo le spese di comunicazione, evitando campagne televisive e radiofoniche e affidandosi principalmente a volantini, passaparola e social media. Allo stesso tempo, limita i costi operativi dei punti vendita adottando un modello standardizzato: personale ridotto, negozi di dimensioni comprese tra 800 e 1.200 m² situati prevalentemente in aree periferiche per contenere i canoni di locazione, assortimento fino a circa 6.000 referenze suddivise in 14 categorie (tra cui bricolage, giocattoli e cancelleria), esposizione dei prodotti in grandi quantità e assenza di musica o elementi decorativi superflui. I prodotti vengono acquistati spesso in grandi volumi per l’intera rete, al fine di garantire standardizzazione e prezzi d’acquisto più bassi.
Nel corso degli anni, Action si è evoluta da semplice operatore di svendita di magazzino a insegna che sviluppa e utilizza numerosi marchi propri (private label), con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i costi e aumentare il controllo sull’assortimento.
Oltre ai prodotti a marchio del distributore, circa due terzi dell’offerta non è permanente ma viene rinnovata continuamente, contribuendo a una strategia orientata all’acquisto impulsivo. Questo modello porta alcuni clienti a frequentare i punti vendita più volte alla settimana. L’acquisto presso Action è spesso interpretato anche come una forma di “consumo di compensazione” legata alla riduzione del potere d’acquisto, contribuendo alla crescita della catena a scapito della grande distribuzione tradizionale.
Action mantiene la proprietà diretta dei propri punti vendita e non adotta il modello del franchising.
Distribuzione
Nel 2026 Action è presente in 13 mercati, con oltre 3300 negozi:
Austria Belgio Croazia Francia Germania Italia Lussemburgo Paesi Bassi Polonia Portogallo Repubblica Ceca Romania Slovacchia Slovenia Spagna Svizzera
Controversie Il programma televisivo francese Complément d’enquête, nella puntata del 12 dicembre 2024, analizzò la strategia e le pratiche operative che consentivano ad Action di mantenere prezzi molto bassi. L’inchiesta mise in evidenza la forte standardizzazione dei processi di lavoro, l’impiego di sistemi algoritmici per guidare le attività dei dipendenti, ritmi operativi elevati e una politica di negoziazione particolarmente incisiva nei confronti dei fornitori, alcuni dei quali accettarono una significativa riduzione dei margini. Vennero inoltre segnalate possibili criticità, tra cui condizioni di lavoro difficili, un aumento del rischio di malattie professionali, un’elevata rotazione del personale e alcune non conformità riscontrate in parte dei prodotti commercializzati.
Nonostante la sua ampia popolarità (con il riconoscimento di “insegna preferita dai francesi” nel 2023 secondo uno studio EY-Parthenon) Action fu oggetto di critiche relative all’origine dei prodotti, realizzati in larga parte in paesi a basso costo del lavoro, e a pratiche gestionali talvolta considerate particolarmente rigorose.
Note
Altri progetti
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Categoria:Aziende olandesi