Mazziniano e militante Anarco-Individualista, appoggiò l'interventismo durante la prima guerra mondiale, partecipandovi come combattente nel reparto speciale degli Arditi. Dopo la guerra, partecipò alla fondazione dei Fasci di combattimento nel marzo del 1919 e continuò ad appoggiare il fascismo per continuare la sua carriera da giornalista.
Biografia Nacque nel giugno del 1888 a Forlì, figlio di Luigi e Medea Zolli. Sin dai primi anni Mazzucato prese parte alla vita politica della città, schierandosi dalla parte dei Repubblicani e partecipando, appena sedicenne, allo sciopero generale del 1904. L'anno seguente si trasferì a Milano in cerca di lavoro.
Nel capoluogo lombardo, Mazzucato trovò dapprima impiego come tipografo nel quotidiano socialista Il Tempo, poi presso la tipografia Galimberti e Politti, dove veniva stampato il periodico anarco-individualista Il Grido della Folla, diretto da Giovanni Gavilli e al quale contribuirono Leda Rafanelli e Giuseppe Monnanni. Descrittosi come colpito , si convertì all'anarchismo, iniziando una collaborazione con il giornale, talvolta usando lo pseudonimo Moneddu e offrendo i suoi scritti anche ad altri periodici libertari milanesi, specialmente quelli orientati all'individualismo come La Protesta Umana.
Coinvolto anche nella propaganda sul campo, venne arrestato per la prima volta il 21 gennaio 1906, durante una commemorazione della Domenica di sangue del 1905. I suoi problemi legali continuarono durante il servizio militare quando, nel 1909, fu condannato ad un anno di carcere (poi ridotto a nove mesi) per aver aggredito un ufficiale superiore. Venne incarcerato nel carcere militare di Sant'Elmo a Napoli. Al suo ritorno dal carcere, riprese la collaborazione con Il Grido della Folla, diventando noto per una virulenta polemica con la redazione de La Scuola Moderna, una rivista bolognese diretta da Pietro Gori, Luigi Fabbri e Domenico Zavattero. Questa polemica venne causata da un conferenza di Mazzucato tenuta il 10 dicembre del 1910 presso il Teatro d'arte moderna a Milano. La controversia durò per più di tre mesi, con Mazuccato che si opponeva strenuamente agli obiettivi e ai princìpi difesi durante l'incontro.
Dichiaratosi contrario alle teorie riformiste di Francisco Ferrer, Mazuccato riteneva che queste rischiassero di deviare il movimento anarchico dalla sua intrasigenza rivoluzionaria. La polemica di Mazzucato, però, trovò in larga parte scarso sostegno tra i redattori del Grido della Folla, il che lo portò alla completa cessazione della sua collaborazione con il periodico il 18 marzo del 1911. Mazzucato incontrò Benito Mussolini per la prima volta al Congresso socialista di Milano dell'ottobre 1910, dove fu colpito dalla "eloquenza incisiva e tagliente" con cui "condannò un intero sistema di disonore, compromessi osceni e rinunce volontarie da parte della cosiddetta ala intellettuale del Partito Socialista".
Allo scoppio della prima guerra mondiale, guidato dalle sue idee mazziniane, Mazzucato si pose subito come interventista e partì per il fronte come volontario degli Arditi.
Dopo la guerra, Mazzucato entrò a far parte della sezione milanese dell'Associazione Arditi d'Italia, collaborando al giornale L'Ardito e partecipando, il 23 marzo del 1919, alla fondazione dei Fasci italiani di combattimento in Piazza San Sepolcro. Il 15 aprile 1919 partecipò all'assalto alla sede dell'Avanti!, dove l'insegna del giornale venne divelta dalla porta della redazione in Via San Damiano. Si presentò come candidato alle elezioni del novembre 1919, candidandosi nella lista Al Blocco delle teste di ferro. Pur rimanendo un fervente sostenitore di Mussolini, Mazzucato si ritirò dalla politica milanese per continuare la sua carriera di giornalista.
Morì nel settembre del 1944 a Cervia.
Secondo lo storico Alessandro Luparini, Edmondo Mazzucato incarnava perfettamente il fascismo nascente, rivoluzionario e volontarista, temi che emergeranno chiaramente nella sua autobiografia pubblicata nel 1934, intitolata Da anarchico a sansepolcrista. Anteguerra, la guerra, gli arditi dall'armistizio alla marcia su Roma
Opere
Da anarchico a sansepolcrista. Anteguerra, la guerra, gli arditi dall'armistizio alla marcia su Roma, Milani, O. Margangoni, 1934 ; ristampe Casa Editrice Le Frecce, 2017 ; 2021.
Note
Bibliografia
Alessandro Luparini, Anarchici di Mussolini. Dalla sinistra al fascismo tra rivoluzione e revisionismo, Montespertoli, MIR, 2001. Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e musicisti del violino fascista, 1919-1922, Milano 2003.
Categoria:Fascisti Categoria:Anarchici italiani