Prese parte al fallito colpo di Stato militare contro la Seconda Repubblica, che diede origine alla Guerra civile spagnola. Durante il conflitto, si mise al comando dell'Ejército del Centro, un'unità che raggruppava le truppe del Bando nacional dal fiume Tago fino a Madrid, da Guadarrama fino ai Monti Universali.
Biografia Entrò all'Accademia di Fanteria di Toledo il 29 agosto 1893 e si diplomò il 24 giugno 1895.Gaceta de Madrid n. 352, 18 dicembre 1923 Poco dopo, partecipò alla Guerra di Cuba e, in seguito, alle guerre del Marocco, dove ottenne rapide promozioni. Nel 1923 fu promosso al rango di generale di brigata. Durante la dittatura di Primo de Rivera, nel 1928, fu nominato governatore civile di Santander. Nel 1929, fu promosso a generale di divisione.Gaceta de Madrid n. 208, 27 luglio 1929 Successivamente, l'8 febbraio 1930, venne nominato governatore militare di Cadice. Dopo la proclamazione della Seconda Repubblica, fu destituito dal Governo Militare di Cadice.Gaceta de Madrid n. 135, 15 maggio 1931
Guerra civile spagnola Si ritirò dall'esercito con le riforme di Azaña, ma si unì alla cospirazione organizzata dal generale Emilio Mola, il quale gli affidò il comando della VII Divisione Organica. Per questo motivo, il 19 luglio 1936 depose con la forza il generale Molero e proclamò lo stato di guerra nella provincia di Valladolid, assumendo il controllo della VII Divisione Organica e di tutti i territori che dipendevano da essa. Fu uno dei militari che il governo repubblicano congedò dall'esercito il 22 luglio 1936, nella speranza di porre fine al conflitto.Gaceta de Madrid: Diario Oficial de la República n. 204, 22 luglio 1936 Membro della Giunta di Difesa Nazionale costituita a Burgos, una sorta di governo provvisorio che inizialmente governò la zona insorta, fece parte del gruppo di generali che elesse Franco capo del governo e generalissimo delle armate. Rimase al comando della VII Divisione, successivamente trasformata nel VII Corpo d'Armata.Boletín Oficial del Estado n. 197, 5 maggio 1937
Il 4 giugno 1937 fu nominato comandante in capo dell'Esercito del Centro, di recente costituzione.Boletín Oficial del Estado n. 227, 4 giugno 1937 Questa unità copriva il fronte che si estendeva dall'Alto Tago al fronte di Cáceres, passando per la Guadarrama, il Fronte di Madrid e Toledo. Alla fine del conflitto, nel 1939, sia lui che le sue unità subordinate parteciparono alla Parata della Vittoria nella capitale. Il 17 maggio fu promosso a tenente generale.Boletín Oficial del Estado n. 137, 17 maggio 1939
Serrano Suñer lo descrive come «un uomo simpatico, onesto, bonario, per nulla presuntuoso, fedelissimo al comando come un cane».
Presidenza franchista Finito il conflitto, il 5 luglio, fu nominato capitano generale della I Regione Militare di Madrid.Boletín Oficial del Estado n. 186, 5 luglio 1939 Tuttavia, il 21 luglio fu posto al comando della II Regione Militare di Siviglia, in sostituzione del generale Gonzalo Queipo de Llano.Boletín Oficial del Estado n. 202, 21 luglio 1939 Un mese dopo, il 19 agosto, venne nuovamente nominato al comando della capitaneria generale di Madrid.Boletín Oficial del Estado n. 231, 19 agosto 1939 A partire dal maggio 1940, in virtù di una delega di poteri conferitagli da Franco, Saliquet divenne il principale responsabile della repressione nella capitale, firmando centinaia di esecuzioni di condanne a morte emesse da consigli di guerra sommari. Dal marzo 1941 ricoprì la carica di presidente del Tribunale speciale per la repressione della massoneria e del comunismo, carica che mantenne fino alla sua morte.
Durante la dittatura militare fu consigliere di Stato e procuratore alle Cortes. Tra il 1945 e il 1946 ricoprì la carica di presidente del Consiglio Supremo di Giustizia Militare, dopo essere stato trasferito alla riserva per aver raggiunto l'età prevista dalla legge.Boletín Oficial del Estado n. 97, 7 aprile 1946 Gli fu conferito il marchesato di Saliquet da Francisco Franco.Decreto del 1º aprile 1950. Pubblicato nel Boletín Oficial del Estado n. 91, 1º aprile 1950, p. 1386.
Imputazione giudiziaria del 2008 Nel 2008, è stato uno dei trentacinque alti funzionari del franchismo incriminati dall'Audiencia Nacional nell'indagine preliminare condotta da Baltasar Garzón per i presunti reati di detenzione illegale e crimini contro l'umanità che sarebbero stati commessi durante la Guerra civile spagnola e nei primi anni della presidenza di Franco. Il giudice dichiarò estinta la responsabilità penale di Saliquet quando ricevette prova certa della sua morte, avvenuta quasi cinquant'anni prima.Texto del auto de 16 de octubre de 2008Documento: Auto del juez Garzón en que se inhibe de investigar la causa del franquismo.El País: Garzón reparte la causa del franquismo. L'istruttoria del caso fu talmente controversa che Garzón finì per essere accusato di prevaricazione, processato e assolto dalla Corte Suprema.
Premi e riconoscimenti 1940: Medalla militar; 1943: Gran Croce al merito militare; 1944: Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica.
Note
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