Tentò di conciliare la rivelazione cristiana con la filosofia, attraverso una forma di misticismo speculativo e fideismo.
Biografia Nato a Parigi, si formò presso l'École normale supérieure, dove subì l'influenza di Victor Cousin.
Nel 1816 divenne professore di filosofia al Collegio reale di Strasburgo (oggi Liceo Fustel-de-Coulanges) e poi, dal 1817 (dopo il ritiro dell'abate Sauthier) fino al 1849, alla Facoltà di Lettere di Strasburgo.
Vi ricoprì la carica di decano dal 1838 (in sostituzione di Pierre Hullin) e quella di decano onorario dopo il 1863. Dal 1822 al 1824 le sue lezioni furono sospese: fu accusato di minare «i fondamenti delle credenze religiose e morali negando il potere della ragione». Formatosi nella scuola idealista tedesca, Bautain sviluppò una forma originale di fideismo e una prospettiva storicista sul cristianesimo, che considerava eclettica per sua natura.
In seguito intraprese gli studi di medicina e, aiutato durante una grave crisi psicologica e spirituale da Louise Humann (sorella di Georges Humann), prese in considerazione il sacerdozio. Il vescovo di Strasburgo, mons. Le Pappe de Trévern lo ordinò presbitero il 20 dicembre 1828.
Nel 1830, il vescovo gli affidò la direzione del seminario minore di Saint-Louis. Il 12 marzo 1841, a seguito di un conflitto teologico con il vescovo, padre Bautain lasciò Strasburgo. Fondò l'Istituto delle Suore di San Luigi presso il collegio di Juilly nel 1842, dove prestò servizio come superiore. Fu nominato vicario generale e promotore dell'arcidiocesi di Parigi nel 1849. Dal 1853 al 1863 fu professore di teologia morale presso la Facoltà di teologia cattolica di Parigi, cattedra che mantenne fino alla morte nel 1867.
Pensiero filosofico Il pensiero di Bautain si inserisce nel solco del fideismo, pur cercando un punto di contatto con il metodo scientifico.
Bautain distingueva nettamente tra ragione e fede. Sulla scia della critica di Immanuel Kant, egli sosteneva che la ragione umana non potesse mai giungere alla conoscenza delle "cose in sé". Tuttavia, postulava l'esistenza di una facoltà superiore, l'intelligenza, che permette all'uomo di connettersi con la verità spirituale e invisibile.
L'intelligenza non produce autonomamente la verità, ma contiene i "semi" delle idee superiori. Questi semi diventano produttivi solo quando entrano in contatto con i fatti della Rivelazione.
Per Bautain, la teologia e la filosofia formano un'unica scienza onnicomprensiva in cui la Rivelazione fornisce i dati di fatto (altrimenti inattingibili) e la filosofia li organizza secondo metodi scientifici.
Il sistema di Bautain è stato spesso accostato al misticismo di Jan Baptiste van Helmont o alle dottrine gnostiche per via della sua natura immaginativa. Egli ipotizzava l'esistenza di una gerarchia di spiriti (spirito del mondo, spirito della natura, spirito fisico e psichico), applicando questa concezione metafisica anche ai campi della psicologia e della morale.
Sebbene il suo approccio esaltasse la fede sopra la ragione (analogamente a Blaise Pascal o Newman), le sue posizioni gli attirarono diverse critiche dalle autorità ecclesiastiche, che vedevano con sospetto la sua svalutazione della ragione naturale.
Opere principali La Morale de l’évangile comparée aux divers systèmes de morale (1827) Philosophie du Christianisme (1835) Psychologie expérimentale (1839), ripubblicata come Esprit humain et ses facultés (1859) Philosophie morale (1840) Religion et liberté (1848) De l’éducation publique en France au XIXᵉ siècle (postumo, 1876)
Note
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