Le fonti di Monticchio costituiscono un complesso idrominerale situato a Monticchio Bagni, una frazione del comune di Rionero in Vulture in provincia di Potenza. Collocate a di altitudine alle pendici del Vulture, un antico vulcano ormai spento, le sorgenti erogano un'acqua minerale naturale di tipo carbonico-magnesiaco, storicamente classificata tra le migliori d'Italia per purezza e ricchezza di sali. Tutta l'area idrogeologica in cui sorgono le fonti fa parte del vasto bacino idrografico del fiume Ofanto.
Geologia e idrologia Il bacino idrogeologico delle fonti è strettamente legato all'antica attività vulcanica del massiccio del Vulture. L'acqua meteorica, filtrando attraverso le rocce piroclastiche e i banchi di calcarenite del vulcano, subisce un processo di mineralizzazione naturale sotterraneo. Durante questo percorso, che dura diversi decenni, l'acqua si arricchisce di anidride carbonica di origine profonda, che le conferisce alla sorgente la sua naturale e caratteristica effervescenza.
Storia Dall'epoca romana al Medioevo Le proprietà terapeutiche delle acque del bacino di Monticchio erano note fin dall'epoca romana imperiale e repubblicana. La fama di queste sorgenti continuò nei secoli successivi; le fonti divennero infatti particolarmente apprezzate nel Medioevo dall'imperatore Federico II di Svevia, il quale risiedeva spesso nel vicino Castello di Melfi. L'utilizzo e il gradimento delle acque minerali del Vulture da parte del sovrano svevo sono storicamente documentati, così come lo fu la loro successiva esportazione verso la Francia in epoche successive.
L'epopea dei Lanari e l'industrializzazione Lo sfruttamento industriale moderno delle fonti ebbe inizio agli albori del XX secolo, a seguito dell'acquisto della tenuta da parte degli imprenditori marchigiani Annibale e Ubaldo Lanari. La famiglia Lanari intuì l'enorme potenziale commerciale delle sorgenti e fondò un vero e proprio "villaggio industriale", noto come Villaggio Lanari. Sotto la gestione della loro "Società in accomandita Annibale Lanari e C.", Monticchio Bagni divenne uno dei primi centri del Mezzogiorno a dotarsi di illuminazione elettrica, di un conservificio e di moderne linee di imbottigliamento.
Archeologia industriale a Monticchio Bagni L'area di Monticchio Bagni rappresenta un esempio di archeologia industriale, legato a doppio filo all'industria delle acque minerali e al termalismo del primo Novecento. L'edificio storico dedicato all'imbottigliamento è caratterizzato da elementi architettonici tipici del periodo e rappresentava il centro del lavoro e della socialità della frazione. Monticchio Bagni ospitava inoltre un rinomato stabilimento termale in cui si praticavano cure idropiniche e bagni minerali. Le eleganti strutture attiravano l'alta borghesia locale e numerose personalità di spicco dell'epoca, trasformando la frazione in una stazione climatica di prestigio.
Proprietà organolettiche L'acqua delle fonti di Monticchio si distingue per una micro-effervescenza naturale, con un contenuto di anidride carbonica libera alla sorgente di circa 2980 mg/L. Dalle analisi chimiche emerge un'acqua classificabile come "mediominerale acidula" (residuo fisso a 180 °C: 1096 mg/L), con una forte prevalenza di Bicarbonato (945 mg/L), Calcio (152 mg/L) e Magnesio, presente quest'ultimo in concentrazioni elevate (55 mg/L), ciò che rende l'acqua tipicamente "magnesiaca", utile per il sistema nervoso e muscolare.
Note
Voci correlate Gaudianello Monte Vulture Laghi di Monticchio Rionero in Vulture
Categoria:Rionero in Vulture Categoria:Archeologia industriale in Italia