L'alluvione in Nigeria del 2025 è stata una calamità naturale che, a partire dal maggio 2025, ha interessato il territorio nigeriano, manifestandosi attraverso una serie di eventi alluvionali devastanti che hanno causato ingenti danni materiali, la perdita di centinaia di vite umane, numerosi feriti e lo sfollamento di migliaia di persone dalle proprie abitazioni.
L'episodio più critico e letale registrato durante l'emergenza è stata l'alluvione di Mokwa, che ha provocato la morte di più di 500 persone. Secondo le stime delle autorità e delle organizzazioni umanitarie, almeno 15 milioni di cittadini nigeriani sono stati esposti a un alto rischio di inondazione. Il governo federale aveva preventivamente lanciato l'allarme, avvertendo che le piogge avrebbero colpito duramente 30 dei 36 stati della nazione, mettendo in serio pericolo più di 1.200 comunità. Tra le regioni identificate come zone ad alto rischio figurano gli stati di Abia, Adamawa, Akwa Ibom, Anambra, Bauchi, Bayelsa, Benue, Borno, Cross River, Delta, Ebonyi, Edo, Gombe, Imo, Jigawa, Kebbi, Kogi, Kwara, Lagos, Nasarawa, Niger, Ogun, Ondo, Osun, Oyo, Rivers, Sokoto, Taraba, Yobe e Zamfara. Oltre a queste aree di massima allerta, le proiezioni hanno indicato un rischio moderato per ulteriori 2.187 comunità distribuite in 293 aree di governo locale, coinvolgendo complessivamente 31 stati e il Territorio della Capitale Federale.
Cause Le cause del disastro riconducibili a una combinazione di malagestione idrica e carenze infrastrutturali. Il fattore scatenante più significativo è stato il rilascio massiccio di acqua dalla centrale idroelettrica di Jebba, situata lungo il fiume Niger: in seguito a piogge troppo abbondanti, il bacino artificiale dietro la diga si era riempito oltre il limite di sicurezza e, per evitare che la pressione dell'acqua danneggiasse i muri, i tecnici sono stati costretti ad aprire le paratoie. La manovra, seppur necessaria, ha provocato almeno sei eventi alluvionali a valle, uno dei quali ha causato la morte di almeno tredici persone, travolte dall'improvviso innalzamento del livello del fiume. A contribuire ai danni è stata anche l'assenza di sistemi di drenaggio adeguati e l'ostruzione di quelli già esistenti a causa della crescente cementificazione. Ciò ha fatto sì che in metropoli come Lagos interi quartieri diventassero completamente inagibili in poco tempo.
Storia
Alluvione di Mowka
Il 28 maggio 2025, la città commerciale di Mokwa, in Nigeria, è stata devastata da un'alluvione senza precedenti dovuta a ore di piogge torrenziali e aggravata dal crollo di una diga vicina. L'improvvisa ondata d'acqua ha sommerso l'intera area, spazzando via strade, veicoli e distruggendo infrastrutture cruciali come il ponte principale della città. Le autorità hanno confermato la morte di 500 persone, oltre 200 feriti e più di 600 dispersi, molti dei quali trascinati dalla furia della corrente verso il fiume Niger. Le operazioni di soccorso si sono concluse solo quando è svanita ogni speranza di trovare ulteriori sopravvissuti; solo sotto il ponte crollato sono stati recuperati 153 corpi. A Mowka l'imperversare dell'acqua ha raso al suolo oltre abitazioni, costringendo migliaia di persone a sfollare in condizioni precarie. Inoltre, la distruzione di più di ettari di campi coltivati ha inflitto un colpo durissimo non solo ai risparmi di un'intera comunità, ma anche alla catena di approvvigionamento alimentare della regione. Le agenzie umanitarie sono intervenute per fornire cibo, coperte e beni di prima necessità a chi, da un giorno all'altro, si è ritrovato senza nulla. In particolare, il senatore nigeriano Sani Musa ha donato 50 milioni di naira e diversi camion carichi di generi alimentari, tra cui riso, miglio e mais, alle famiglie sfollate. Le alluvioni, poi, sono continuate per i giorni successivi causando gravi danni anche nel resto dello stato del Niger.
Alluvioni nel resto della Nigeria Le inondazioni hanno causato morte e distruzione in numerosi stati federati, provocando danni incalcolabili alle infrastrutture e all'agricoltura. Nello stato del Kwara il rilascio d'acqua dalla diga di Jebba ha causato la morte di 13 persone, sommerso 30 comunità e distrutto oltre 10.000 ettari di risaie, costringendo 6.400 persone ad abbandonare le proprie case, distruggendo 45 scuole, 44 centri sanitari e provocando il crollo del ponte di Eppa, con pesanti ripercussioni economiche anche per gli agricoltori degli stati di Kebbi, Sokoto, Katsina e Kano. A maggio, nello stato di Rivers, le piogge hanno scatenato violente alluvioni e frane nella città di Okrika, uccidendo almeno 25 persone, rendendo inoltre difficoltosi i soccorsi a causa delle strade interrotte. Mesi dopo, a luglio, il disastro meteorologico si è abbattuto anche sullo stato di Adamawa, dove nella capitale Yola hanno perso la vita 23 persone e in molti sono stati costretti a fuggire. Una situazione altrettanto critica si è registrata nello stato di Osun, dove nell'area di Iwo le forti precipitazioni hanno distrutto proprietà e sfollato intere famiglie, mentre a settembre, nello stato di Borno, le piogge nella capitale Maiduguri hanno persino provocato il crollo di alcune dighe, aggravando ulteriormente il drammatico bilancio delle vittime e dei danni materiali.
Reazioni A livello istituzionale, il governo federale e il presidente della Nigeria Bola Tinubu hanno espresso profondo cordoglio per le centinaia di vite perse durante le disastrose inondazioni. L'esecutivo ha assicurato il massimo impegno delle istituzioni per assistere le comunità sfollate, dando mandato alle agenzie di emergenza, in primis la National Emergency Management Agency (NEMA), di intensificare i soccorsi, la ricerca dei dispersi e la distribuzione di beni di prima necessità nelle zone devastate. Le autorità hanno inoltre ribadito l'urgenza di affrontare le vulnerabilità infrastrutturali del Paese, promettendo valutazioni più attente sulla gestione delle dighe e sui sistemi di drenaggio urbano per tentare di mitigare l'impatto delle future stagioni delle piogge.
Sul piano internazionale, durante l'Angelus dell'8 febbraio 2026, papa Leone XIV ha rivolto le sue preghiere alle popolazioni di Portogallo, Marocco, Spagna e dell'Italia meridionale (in particolare Niscemi) colpite da gravi inondazioni e frane, e ha voluto dedicare un pensiero specifico alla Nigeria, esprimendo profondo dolore e preoccupazione non solo per le calamità, ma anche per le vittime della violenza politica locale e del terrorismo
Note
Categoria:Eventi del 2025 Categoria:Alluvioni e inondazioni