Biografia

L'infanzia e le origini Nata a Roma nel 1936, è una figlia d'arte: la madre, Rosa Coppolino (1906–1978), fu un'attrice cinematografica attiva come caratterista, ricordata tra l'altro per aver recitato accanto ad Anna Magnani nel capolavoro di Luchino Visconti Bellissima (1951) e successivamente nella commedia Gli infermieri della mutua (1969). A causa della precoce separazione dei genitori, trascorre l'infanzia a Roma presso l'educandato della Casa Generalizia "Cicerone", gestito dalle Suore Francescane Missionarie d'Egitto.

Il debutto come "Rita Rosa"

Il debutto nel mondo del cinema avviene a soli quindici anni quando, accompagnando la madre a Cinecittà, viene notata dal regista Leonide Moguy, il quale la inserisce nel cast del film drammatico Cento piccole mamme (1951), le cui riprese si svolgono a Villa Lante della Rovere a Bagnaia.

In questa prima fase della carriera adotta il nome d'arte di Rita Rosa, con cui ottiene rapidamente ruoli di primo piano e partecipazioni in numerose pellicole storiche e popolari dell'epoca, collaborando frequentemente con il regista Pino Mercanti. Nel 1954 è la protagonista dell'episodio principale del film bellico-drammatico I cinque dell'Adamello, ispirato a un fatto di cronaca alpina degli anni cinquanta e girato a Edolo. Sotto contratto fisso con la casa di produzione Romana Film, diventa un volto ricorrente del melodramma sentimentale popolare (il cosiddetto "neorealismo d'appendice"), interpretando pellicole di successo commerciale come La Luciana (1954) di Domenico Gambino e Lacrime d'amore (1954).

Contemporaneamente prende parte a produzioni storiche e in costume del periodo, tra cui Teodora, imperatrice di Bisanzio (1954) di Riccardo Freda, la co-produzione internazionale Fanciulle di lusso (1952) e I cavalieri dell'illusione (1954). Sempre nel 1954 si reca a Vienna per interpretare una giovane zingara, figlia del personaggio di Paolo Stoppa, nel film biografico su Franz Schubert Sinfonia d'amore diretto da Glauco Pellegrini.

Nel 1956 partecipa a uno dei film più celebri della storia della commedia italiana, Totò, Peppino e la malafemmina per la regia di Camillo Mastrocinque, in cui è parte della cerchia di ballerine e soubrette che circondano Marisa Florian (Dorian Gray, la vera "malafemmina" del titolo). Nella sequenza ambientata nel lussuoso night-club (da cui è tratto il fotogramma del manifesto), la ragazza incarna l'audacia e la malizia della vita notturna milanese. Con i suoi modi disinibiti ed esuberanti, mette a dura prova la rigida moralità e l'avarizia dei due provincialissimi fratelli Caponi (Totò e Peppino). Lo stesso anno recita in Agguato sul mare (girato nei dintorni di Catania) e nel film di cappa e spada Il cavaliere dalla spada nera.

Il cambio di pseudonimo in "Rita Rubirosa"

A partire dal 1957, l'attrice decide di mutare il proprio pseudonimo in Rita Rubirosa, nome con cui compare in cartellone nei successivi film ed ottiene una forte attenzione da parte delle riviste di attualità cinematografica (conquistando anche copertine di periodici noti dell'epoca come Alta Tensione). Si veda la copertina dedicata all'attrice in Alta Tensione, anno VII, n. 147, 3 luglio 1961. Con questo nuovo pseudonimo è la protagonista femminile del celebre melodramma strappalacrime Presentimento (1957) di Armando Fizzarotti, Cfr. il manifesto cinematografico ufficiale del film Presentimento (1957), regia di Armando Fizzarotti. recitando accanto a Rosario Borelli e al cantante Gino Latilla, e prende parte alla commedia musicale Primo applauso (1957) di Pino Mercanti, recitando al fianco di Claudio Villa e Carlo Dapporto.

Tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta la sua attività si estende a prestigiose produzioni internazionali e hollywoodiane girate in Europa, come La maja desnuda (1958) di Henry Koster e I cosacchi (1959). Continua inoltre a lavorare nel cinema d'avventura italiano con I pirati della costa (1960) di Domenico Paolella.

A vent'anni viene inclusa in una delegazione ufficiale in rappresentanza del cinema italiano all'estero, compiendo un viaggio istituzionale in Belgio e in Polonia. Successivamente, durante il Festival di Cannes, viene notata dal produttore francese Eugène Tucherer della Elysée-Films, che la scrittura per un'importante produzione a Parigi: sotto la direzione di Henri Decoin interpreta infatti il ruolo di Arlette nel film drammatico Le pavé de Paris (uscito nel 1961). Nel medesimo anno gira negli stabilimenti Pisorno di Tirrenia il film drammatico La grande vallata di Angelo Dorigo, dove compare in un ruolo di rilievo accanto a Gustavo Rojo e Ivano Staccioli. Cfr. i crediti sul manifesto ufficiale del film La grande vallata (1961), produzione Brian Film - Jana Cinematografica.

Gli studi universitari, la televisione e il ritiro Parallelamente agli impegni sul set, prosegue la formazione culturale iscrivendosi al Liceo Chateaubriand di Roma. Successivamente prosegue gli studi accademici in Francia, dove all'età di 32 anni consegue il diploma con Mention Honorable in lingue, letteratura e storia dell'arte (specializzandosi in francese e inglese) presso l'Università di Grenoble. Nel corso degli anni sessanta estende la propria attività alla televisione per la RAI. Dopo aver sostenuto un esame di cultura varia, preparata dall'attrice teatrale Diana Torrieri (con la quale recita nel ruolo di Mirandolina da La locandiera di Carlo Goldoni), fa il suo ingresso sul piccolo schermo.

Presso gli studi di ripresa RAI di Napoli affianca Pippo Baudo nella conduzione della trasmissione musicale Carnet di musica. Successivamente, dagli studi di Roma, conduce in solitaria il programma Canzoni dal mondo.

La sua carriera viene interrotta prematuramente a causa di una grave malattia che colpisce la madre Rosa, la quale necessiterà di una lunga e costante assistenza familiare fino alla sua scomparsa, avvenuta nell'ottobre del 1978.

Filmografia

Come Rita Rosa Cento piccole mamme, regia di Leonide Moguy (1951) Fanciulle di lusso, regia di Bernard Vorhaus (1952) I cinque dell'Adamello, regia di Pino Mercanti (1954) La Luciana, regia di Domenico Gambino (1954) Lacrime d'amore, regia di Pino Mercanti (1954) Teodora, imperatrice di Bisanzio, regia di Riccardo Freda (1954) Sinfonia d'amore, regia di Glauco Pellegrini (1954) I cavalieri dell'illusione (La mèche blanche), regia di Marc Allégret (1954) Totò, Peppino e la malafemmina, regia di Camillo Mastrocinque (1956) Agguato sul mare, regia di Pino Mercanti (1956) Il cavaliere dalla spada nera, regia di Luigi Capuano (1956)

Come Rita Rubirosa Presentimento, regia di Armando Fizzarotti (1957) Primo applauso, regia di Pino Mercanti (1957) La maja desnuda, regia di Henry Koster (1958) Ballerina e Buon Dio, regia di Antonio Leonviola (1958) La duchessa di Santa Lucia, regia di Roberto Bianchi Montero (1959) I cosacchi, regia di Viktor Turžanskij e Giorgio Rivalta (1959) I pirati della costa, regia di Domenico Paolella (1960) Gastone, regia di Mario Bonnard (1960) - non accreditata La grande vallata, regia di Angelo Dorigo (1961) Le pavé de Paris, regia di Henri Decoin (1961) L'ultimo zar (Les nuits de Raspoutine), regia di Pierre Chenal (1961)

Televisione Carnet di musica (RAI - dal 10 febbraio al 5 ottobre del 1964) – Co-conduzione con Pippo Baudo Canzoni dal mondo (RAI) – Conduzione

Note

Bibliografia Enrico Lancia, Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano. Le attrici, Roma, Gremese Editore, 2003. Pino Farinotti, Il Farinotti 2008: Dizionario di tutti i film, Milano, Mondadori, 2007.

Collegamenti esterni

Archivio fotografico su Rita Rubirosa su Archivio storico Istituto Luce, patrimonio.archivioluce.com/