Biografia Nacque il 3 novembre 1914 nel quartiere Kala di Elbasan, nel neonato Principato d'Albania, in una famiglia di artigiani. Dopo aver completato la Scuola elementare Kostandin Kristoforidhi, poté frequentare, con l'aiuto della famiglia Papamihali, il Seminario Giovanni il Teologo di Manastir e dopo essersi diplomato nel 1936 tornò in Albania, dove grazie all'aiuto dell'arcivescovo Bessarione poté proseguire gli studi presso la Facoltà di Teologia dell'Università Nazionale Capodistriana di Atene, laureandosi nel 1941. Dopo l'elezione dell'arcivescovo Cristoforo, fu costretto per alcuni mesi nel 1938 ad abbandonare gli studi ad Atene per recarsi al Collegio della Resurrezione di Cristo a Londra.

Nel 1942 tornò in patria e iniziò a lavorare come professore di latino presso il Liceo di Coriza. Nel 1945 si trasferì a Tirana, dove iniziò a lavorare come predicatore e editorialista per la Chiesa ortodossa autocefala albanese e dove fu eletto presidente della neonata Lega dei Teologi e Seminaristi della Chiesa ortodossa albanese. Pochi anni dopo, fu allontanato dall'istituzione ecclesiastica in seguito a uno scontro col Segretario generale Niko Çane in merito alla stesura di un nuovo statuto della Chiesa ortodossa autocefala albanese: Popa era fortemente contrario alla "politicizzazione" della chiesa mentre Çane riteneva la posizione di Popa come un atto di "sabotaggio"; nel 1950 l'arcivescovo Paisio firmò una lettera ufficiale sancendo il suo allontanamento, che fu tuttavia contestato dall'archimandrita Dhimitër Kokoneshi.

Allontanato dalla chiesa, scelse di dedicarsi allo studio di icone, iscrizioni e affreschi ecclesiastici, lavorando a stretto contatto con la bizantinista russa Viktori Puzanova. Durante il regime socialista si oppose strenuamente alla demolizione delle chiese tutelate come monumenti culturali e con la collaborazione di diversi colleghi, tra cui Gani Strazimiri, Aleksandër Meksi e Pirro Thomo, riuscì a salvare circa 120 edifici religiosi. Anche dopo la promulgazione dell'ateismo di Stato nel 1967 riuscì a ottenere un permesso speciale per lo studio delle chiese medievali albanesi. Tra il 1983 e il 1985 lavorò presso l'Archivio di Stato.

Fu perseguitato dal regime socialista, che lo accusò di propaganda religiosa e arrestò suo figlio Dhimitri, accusato di "attività sovversive".

Morì il 30 dicembre 1985 a Tirana.

Note