Uffici SAI o Palazzo SAI è un complesso immobiliare di Torino in stile Moderno costruito nel 1965 dall'architetto Amedeo Albertini in corso Galileo Galilei nel quartiere San Salvario.

Prende il nome dall'ex Società Assicuratrice Industriale, di cui è stato il centro direzionale, poi confluita in Fondiaria-SAI e oggi parte del gruppo UnipolSai.

Storia

La compagnia assicuratrice SAI, che ha tra i suoi fondatori un gruppo di industriali di Torino, di Milano e del Veneto (fra cui i Marzotto, i Borletti, il Laniero, i Pirelli e Giovanni Agnelli), decide di costruire il complesso nel 1965, a ridosso della quotazione in borsa della società che avviene poi nel 1967.

L'architetto scelto per il progetto è Amedeo Albertini, uomo di fiducia del gruppo FIAT: assunto nel 1940 dalla Divisione costruzioni e impianti della FIAT diretta da Vittorio Bonadè Bottino, nel maggio 1945 si guadagna la stima del presidente Vittorio Valletta sottraendolo ad una squadra di gappisti che lo vogliono condannare a morte per collaborazionismo . Per conto del gruppo costruirà i due palazzoni direzionali gemelli in corso Marconi (1951) e il centro direzionale della RIV in Corso Cairoli (1955) a Torino.

Nel 2014, a seguito dell'acquisto di SAI da parte di Unipol, il complesso passa nelle disponibilità di quest'ultima https://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/01/01/news/unipol_fonsai_fusione_firma-74924734/.

Tra il 2009 e il 2014 e tra il 2020 e il 2024 il complesso è stato oggetto di una importante ristrutturazione https://www.tecnopolis.it/portfolio/riqualificazione-edificio-direzionale-unipolsai-s-p-a/, dal costo complessivo di circa 60 milioni di euro https://www.gilardi.it/project/torri-sai-torino/https://www.gilardi.it/project/torri-unipol-torino/.

Descrizione Il progetto dispone sulla grande ansa del fiume due blocchi gemelli di pianta quadrata, di circa 35m di lato e di 11 piani fuori terra, collegate da una piastra alla base di due piani che si estende per più del doppio dell’impronta a terra delle torri stesse, con cortile centrale, e ospita più di 7.000 mq di superficie per uffici e spazi complementari https://blog.urbanfile.org/2022/12/13/torino-san-salvario-la-trasformazione-delle-torri-sai-in-corso-galilei/. I due volumi «puri» si stagliano nel paesaggio urbano, qui dominato dalla collina e dal corso del fiume, anche grazie alle facciate scandite da profondi marcapiano, che ne accentuano l’orizzontalità, e da frangisole metallici. Una scultura di Henry Moore (Reclining figure n° 5) e una di Jean Ipoustéguy (Alessandro davanti a Ecbatana) https://www.compagniadeimeglioinsieme.com/wp-content/uploads/2021/05/Alla-ricerca-dei-palazzi-dei-soldi.pdf sono ospitate nello spazio al piano terreno compreso tra i due edifici del complesso https://www.museotorino.it/view/s/5201da3f477c436383615e502b62c58d.

Note

Bibliografia Magnaghi, Agostino, Uffici ex Sai ora IFIM, in Magnaghi, Agostino - Monge, Mariolina - Re, Luciano, Guida all’architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, p. 242. Montanari, Guido, Amedeo Albertini, fantasia e tecnica nell'architettura, Skira, Milano 2007. Martini, Alessandro, Uffici Sai, in Giusti, Maria Adriana - Tamborrino, Rosa, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), U. Allemandi, Torino, 2008, p. 311.

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