Il Ponte di Agnona è un ponte ad arco in pietra che attraversa il fiume Sesia a Borgosesia, in provincia di Vercelli. Collega il centro città alla frazione collinare di Agnona ed è considerato una delle opere in pietra più belle del Piemonte.
La struttura si compone di quattro arcate e quattro piloni in pietra. Il piano carrabile è affiancato da balconcini pedonali laterali. Il ponte è tuttora aperto al traffico veicolare e pedonale, percorribile a senso unico alternato.
Dimensioni e caratteristiche costruttive Il ponte è costituito da quattro arcate rette da due spalle laterali e tre pile intermedie, di cui quella centrale fondata su uno sperone roccioso affiorante al centro del letto del fiume. Le due arcate centrali sono simmetriche e hanno una luce di circa ciascuna, con profilo semiovale a tre centri e raccordate da strombature ("cornes de vache"); solo queste due arcate interessano il letto del fiume. Le due arcate laterali hanno invece luci e profili differenti: quella verso Agnona è di luce maggiore e a sesto ribassato, mentre quella verso Borgosesia è di luce minore e a tutto sesto, e servono a coprire la distanza fra le due rive e le arcate centrali, attraversando anche le bealere che correvano a lato del fiume.
Le pile hanno uno spessore di circa un quinto della luce dell'arcata, secondo le regole della trattatistica dell'epoca, e sono formate da un nocciolo centrale in pietra da spacco rivestito con pietre da taglio. Le pile sono protette da rostri triangolari che si estendono fino al piano rotabile, creando piazzole di sosta e di scambio tra persone e carri. Per quanto riguarda i materiali, gli archi furono costruiti con pietra da taglio nelle due fasce esteriori, mentre l'interno fu realizzato con pietra da spacco di larghezza non inferiore a circa 50 centimetri (12 once). Le pietre da taglio dei bordi esterni degli archi hanno un'altezza di circa 1 metro (2 piedi liprandi). Ciascuno dei due archi maggiori è rinforzato da quattro chiavi in ferro, applicate a due terzi dell'altezza della volta e sigillate con malta.
Il selciato del piano stradale fu originariamente realizzato con "uno sternito di pietra rizza" a profilo convesso, con canaline di scolo laterali. Nel 1849 furono posate le "ruotaie" in pietra da taglio tuttora visibili, resesi necessarie a causa delle profonde depressioni provocate dal passaggio dei carri.
Storia
Costruzione (1778–1782) Il ponte fu progettato dall'architetto Nicolao Boine e la costruzione fu avviata tra il 1778 e il 1779.
Il primo appalto fu assegnato a Pietro Uberti di Borgosesia, capomastro e disegnatore specializzato nel taglio della pietra, con un preventivo di circa lire. Uberti abbandonò tuttavia i lavori dopo cinque mesi, avendo lavorato sui piloni senza ricevere alcun compenso dalla Comunità di Agnona.
Nei primi mesi del 1781 fu stipulato un nuovo appalto con l'architetto Michelangelo Gabbio di Riva Valdobbia per lire. Gabbio portò a termine le quattro arcate nel giro di poche stagioni, ma morì nel dicembre dello stesso anno. L'opera fu completata dal nipote, l'architetto Antonio Gabbio, nell'agosto del 1782. Per far fronte ai debiti accumulati durante la costruzione, il Comune esercitò il diritto di pedaggio su tutti i passanti, a piedi, su carrozze e sugli armenti in transito verso la bassa Valle, fino al 1907.
Periodo napoleonico Nel 1800, dopo la battaglia di Marengo, Agnona passò sotto la dominazione francese e divenne capoluogo di cantone con giurisdizione sui paesi di Aranco, Foresto, Doccio, Locarno, Crevola, Parone, Campertognetto, Scopello Nuovo, Case Pareti e Chioso.
Il fiume Sesia divenne il confine naturale tra i due territori: alle due estremità del ponte furono insediati i posti di guardia dei doganieri. Gli uffici della dogana francese erano installati a metà della salita che porta ad Agnona; quelli della dogana italiana in località Savano. Accanto al ponte funzionava l'"Osteria del Ponte", chiamata anche "Casa del Soldo" perché utilizzata anche per la riscossione del pedaggio, e sul greto del fiume era presente un piccolo mulino. Gli edifici della dogana francese sono parzialmente conservati e segnalati dal FAI – Fondo Ambiente Italiano tra i Luoghi del Cuore come "Dogana Napoleonica". Il ponte viene comunemente chiamato "napoleonico", ma questa denominazione è imprecisa: la struttura fu costruita e completata nel 1782, circa vent'anni prima dell'arrivo delle truppe francesi.
Restauro 2024–2025 Nel dicembre 2023 il Comune di Borgosesia ha ottenuto il nulla osta della Soprintendenza per un intervento di restauro e risanamento conservativo. Il progetto, inizialmente stimato in circa euro, è stato diretto dall'architetto Enrico Marforio di Arona. I lavori si sono articolati in tre fasi:
Luglio 2024 – risanamento conservativo della carreggiata (ditta Gugliotta SRL di Vigliano Biellese): le pietre originali sono state rimosse, pulite dai residui di asfalto e riposizionate. Stessa operazione per i balconcini laterali. Autunno 2024 – pulitura delle facciate esterne con tecniche di edilizia acrobatica (ditta Edilizia Acrobatica, Milano): rimozione di piante infestanti, pulizia delle superfici annerite, ricucitura delle fessure, sigillatura delle parti mancanti e ripristino dell'intonaco interno. Marzo/aprile 2025 – completamento della pulitura esterna, trattamento delle superfici metalliche e installazione di un nuovo impianto di illuminazione notturna.
Il ponte è stato riaperto al traffico nel maggio 2025. L'intervento ha riguardato esclusivamente gli aspetti conservativi ed estetici: la struttura portante era già in buone condizioni.
Note
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